Coronavirus, il bollettino in Italia del 20 aprile: 12.074 nuovi casi, 390 morti. Il tasso di contagio è al 4,1%

Numeri in risalita, anche dei decessi: non aumentano però i ricoverati in terapia intensiva

ROMA. Contagi in risalita da 8.864 a 12.074, con un deciso aumento del tasso di positività dell’1,9% che porta così il rapporto tra test eseguiti e contagi rilevati al 4,1%. In crescita anche i decessi, oggi 390 contro i 316 di ieri. Scendono però ancora i ricoverati nelle terapie intensive, oggi 93 in meno mentre sono 487 i letti che si liberano nei reparti di medicina.

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In Lombardia si contano 1.640 nuovi positivi contro i 1.040 di ieri con un tasso di positività che dal 5,5 scende al 3,5% mentre i decessi sono 67, in netto aumento rispetto ai 35 di ieri. Contagi in crescita da 687 a 988 in Piemonte dove però il tasso di positività scende dell’1,3% portandosi al 9,6%. In Veneto contagi in salita da 497 a 930 con tasso di positiv8tà però in flessione dal 6,1 al 5,2% mentre i decessi dai 7 di ieri salgono a 28. In Emilia Romagna casi ancora in calo da 877 a 740 con tasso di positività giù dal 12 al 5,1% mentre i decessi da 32 scendono a 27.

Nel Lazio leggera flessione dei nuovi positivi da 950 a 924 con tassi di positività in discesa dell’1,1% mentre si contano 34 morti, 4 meno di ieri. In Toscana i contagi calano da 771 a 644 mentre il taso di positività dall’8 passa al 5,7%. Sono 28 le vittime, 3 meno di ieri.

Salgono da 1.334 a 1.750 i contagi in Campania dove il tasso di positività scende però dal 16,2 all’11% mentre oggi si cintano 52 vittime, 17 più di ieri. In Puglia raddoppio dei contagi, che da 584 passano a 1.180 mentre di decessi scendono da 46 a 24.

Il Commissario per l’emergenza detta nel frattempo alle Regioni la tabella di marcia per raggiungere l’obiettivo delle 500mila somministrazioni al giorno. Il target di somministrazioni di vaccini assegnato dal Generale Figliuolo a livello nazionale al momento è però di 315.718 inoculazioni al giorno e 2.210.026 nella settimana dal 16 al 22 aprile. Riguardo a ciascuna Regione si fissa per l'Abruzzo il raggiungimento 7.050 inoculazioni al giorno e 49.350 alla settimana, Basilicata 3.100 e 21.700, Calabria 9.644 e 67.510, Campania 29.500 e 206.500, Emilia-Romagna 22.000 e 154.000, Friuli-Venezia Giulia 6.140 e 42.981, Lazio 30.000 e 210.000, Liguria 7.815 e, 54.703, Lombardia 51.000 e 357.000, Marche 9.500 e 66.500, Molise 2.000 e 14.000, Provincia Autonoma di Bolzano 3.000 e 21.000, Provincia Autonoma di Trento 3.100 e 21.700, Piemonte 24.000 e 168.000, Puglia 20.777 e 145.440, Sardegna 11.000 e 77.000, Sicilia 25.429 e 178.002, Toscana 20.000 e 140.000, Umbria 4.800 e 33.600, Valle d'Aosta 620 e 4.342, Veneto 25.243 e 176.699.

Ad oggi è stata comunque somministrata almeno una prima dose di vaccino anti covid a 1.740.521 soggetti fragili e caregiver. Il dato è pubblicato sul report del governo che ha aggiornato le tabelle relative alle varie fasce di popolazione inserendo per la prima volta nuove categorie. Oltre ai soggetti fragili sono state inserite le fasce 70-79 - nella quale ci sono 1.774.790 italiani che hanno ricevuto almeno una dose -, 60-69 (con 341.346 vaccinati) e il personale non sanitario impiegato in strutture sanitarie e in attività lavorativa a rischio (857.568 persone). In base al report, sono stati somministrate anche 5.263.784 dosi agli over 80, 3.218.776 agli operatori sanitari e sociosanitari, 622.938 agli ospiti delle Rsa, 1.136.699 al personale scolastico, 305.924 agli appartenenti al comparto sicurezza e difesa. Sono invece 296.429 le dosi che sono state somministrate agli italiani che non rientrano in nessuna di queste categorie e sono inseriti nella voce `altro´.

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In vista delle riaperture «noi faremo i controlli e saremo particolarmente rigidi perché non possiamo rischiare di buttare a mare quello che abbiamo fino ad ora», ha assicurato la ministra dell'Interno, Luciana

Lamorgese, intervenendo alla Confcommercio alla giornata «Legalità, ci piace!». Ha poi aggiunto: «Crediamo nelle aperture e nel senso di responsabilità di ognuno di noi». Intanto il movimento delle partite Iva IoApro annuncia la riapertura degli esercizi dal 26 aprile senza coprifuoco né alcun tipo di pass vaccinale. Per domani è stata convocata una conferenza stampa, alle 18 all'hotel Quirinale di Roma, per illustrare con precisione la loro decisione che, spiegano, riguarderà tutte le categorie.

Quest'estate, potremo tornare in spiaggia esattamente con le regole adottate nel 2020, afferma nel frattempo il coordinatore del tavolo interregionale sul Demanio e assessore ligure Marco Scajola al termine di una riunione con le regioni sulle linee guida per l'avvio della stagione balneare 2021. Linee che, «secondo il ministro al Massimo Garavaglia - ha detto Scajola - sono quelle da cui ripartire». Quindi tra gli ombrelloni in spiaggia la distanza dovrà essere almeno di 5 metri tra una fila e l’altra, e di 4 metri e mezzo tra un ombrellone e l’altro. Per lettini e sdraio, quando non sono sotto l’ombrellone, la distanza minima da quelli dei vicini dovrà essere invece di due metri. Regola alla quale si deroga se a prendere il sole sono i componenti di una stessa famiglia o comunque coabitanti.

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