Caso Genovese, i pm: “Sproporzione tra redditi dichiarati e tenore di vita”

Si tratta di una inchiesta parallela relativa ai redditi dell’imprenditore, già in carcere dal 6 novembre scorso con l'accusa di aver violentato e sequestrato una 18enne per 24 ore a Milano

MILANO. Ci sarebbe una notevole sproporzione tra il reddito che Alberto Maria Genovese ha dichiarato al Fisco italiano negli ultimi anni e il suo tenore di vita, tra festini esclusivi a base di droga e vacanze su jet privati. I nuovi dettagli emergono dal filone d’inchiesta sui soldi del «mago delle startup» in carcere dal 6 novembre scorso con l'accusa di aver violentato e sequestrato una 18enne per 24 ore lo scorso 10 ottobre.

In pratica, stando agli accertamenti finora condotti, sembrerebbe che l'imprenditore negli ultimi anni abbia dichiarato poco più di quanto spendeva per le sue feste a Terrazza sentimento, che tra droghe, show cooking, champagne, e ospiti arrivavano a costare anche 150 mila euro. Non è da escludere, ma le indagini sono solo all'inizio, che il 43enne (oltre alla trentina di rapporti economici tra conti correnti e finanziarie in Italia) potesse contare su un patrimonio detenuto magari all’estero. Per il momento il pm Paolo Filippini ha ipotizzato contro di lui il «trasferimento fraudolento di valori», la cosiddetta intestazione fittizia di beni. Ma alla luce degli ultimi riscontri del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, le accuse potrebbero aumentare anche in vista di una eventuale rogatoria all'estero.

L'indagine corre parallela a quella condotta dai pm Rosaria Stagnaro e Maria Letizia Mannella che si concentra invece sugli abusi sessuali. Oltre alla 18enne che ha denunciato per prima, anche a partire dalle immagini delle diciannove telecamere che l'imprenditore aveva installato nel suo attico e superattico con vista Duomo, gli investigatori della Squadra mobile hanno identificato e ascoltato altre cinque presunte vittime su cui ora si concentrano gli accertamenti.

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