Il Covid sferza Catania e scoppia il caso degli abbracci del sindaco sugli spalti dello stadio di calcio

Il sindaco Pogliese abbraccia il patron del Catania Tacopina

DAL CORRISPONDENTE DA CATANIA. Catania resta uno degli epicentri della pandemia in Sicilia. Dei 1278 casi registrati oggi nell’isola, con 38 persone decedute, 362 riguardano Catania e la sua provincia. E non è nemmeno uno dei dati peggiori, visto che negli scorsi giorni, quando la Sicilia ha sfiorato i duemila casi giornalieri, oltre un quarto erano a Catania. Nonostante questo, le autorità sanitarie rassicurano che le terapie intensive e i reparti Covid sono ancora in grado di reggere l’urto. Ma la città, che come il resto della Sicilia da ieri è in «zona rossa», sembra non aver capito bene la gravità della situazione.

I dati che emergono dai controlli delle forze dell’ordine sono impietosi: solo la polizia locale nel fine settimana appena trascorso (venerdì e sabato «arancione», domenica «rosso») ha fatto multe per quasi 25 mila euro dopo aver controllato 156 attività commerciali oltre ad automobilisti che circolavano in città non avendo i requisiti per farlo, pure oltre l’orario limite delle 22, e anche persone che passeggiavano senza mascherina. Diversi pub e bar chiusi per 5 giorni e multe da 400 euro per ciascun titolare. Controlli dello stesso tenore sono stati fatti dalla Polizia, dalla Guardia di finanza e dai Carabinieri e anche in questo caso sono state accertate numerose infrazioni, con relative multe e, nel caso delle attività, chiusura dei locali. E ieri, con la città in «zona rossa», di gente per strada se ne è vista fin troppa, relegando ai vecchi ricordi il «deserto» del lockdown della scorsa primavera.

Nella domenica del «liberi tutti» c’è pure un caso-stadio, che ha coinvolto perfino il sindaco della città, Salvo Pogliese, e l’imprenditore italo-americano Joe Tacopina che sabato scorso ha firmato, anche alla presenza dello stesso sindaco, il preliminare di vendita della squadra di calcio del Catania, che milita in serie C. Ieri era primo giorno di «zona rossa» ma nella tribuna vip dello stadio «Massimino» pare non ci fossero solo gli addetti ai lavori. La polemica è esplosa perchè alla fine dell’incontro con il Foggia, vinto dal Catania per 2-1, il sindaco e Tacopina si sono  abbracciati, e lo stesso hanno fatto altre persone che erano sugli spalti.

Da sinistra: il patron del Catania Tacopina e il sindaco Pogliese

Cosa che ha provocato l’ira dei gruppi di opposizione a Palazzo degli Elefanti che in un duro comunicato, firmato tra gli altri dall’ex sindaco e predecessore di Pogliese, Enzo Bianco, dal Movimento 5 Stelle e da Italia Viva, hanno attaccato il primo cittadino: «In piena pandemia, mentre i cittadini responsabili rimangono a casa e i commercianti soffrono per le restrizioni, il primo cittadino cosa fa? Segue la partita del Catania, a "porte chiuse", incurante delle misure di sicurezza che tutti - autorità comprese - dovrebbero rispettare e, come se nulla fosse, dispensa baci e abbracci. Il sindaco non è in grado di dare il buon esempio». La polemica è ancora rovente, soprattutto sui social. In attesa di una replica del sindaco, a prendere le sue difese è il commissario cittadino di Forza Italia e assessore regionale Marco Falcone che alle opposizioni replica: «Non avendo argomentazioni e una linea politica basata sui porgrammi per la città, i consiglieri scelgono di dimenarsi in simili banalità».   

                                                                                                          

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