Coronavirus, Musumeci: “La zona rossa in Sicilia non è una scelta emotiva ma l’unico rimedio possibile”

Il governatore: ecco il frutto di quanto accaduto durante le festività di fine anno

DAL CORRISPONDENTE DA CATANIA. La zona rossa in Sicilia è frutto di quanto accaduto durante le festività di fine anno, e averla chiesta prima ancora che si raggiungessero i numeri che la fanno scattare in automatico è stata «non una scelta emotiva» ma «l’unico rimedio possibile». La Regione Siciliana prova a spiegare perché si è di fatto messa da sola in «zona rossa», con l’avallo del governo nazionale, pur con dati meno gravi di altre regioni, e anzi aggravando le disposizioni, come non consentire le visite giornaliere di due persone a parenti e amici, come previsto dal Dpcm firmato ieri a Palazzo Chigi e in vigore nelle altre regioni: «Temevamo che il governo non condividesse la nostra esigenza - ha detto stamane il governatore Nello Musumeci in conferenza stampa a Catania - e invece il ministro Speranza alla fine si è reso conto che dichiarare tutta la Sicilia zona rossa era l’unico rimedio possibile». Il blocco comincerà alla mezzanotte di oggi e andrà avanti fino al 31 gennaio.

*** Iscriviti alla nostra newsletter Speciale coronavirus 

Ma da lunedì, come era stato stabilito già da giorni dalla Regione, le scuole riapriranno in presenza, almeno nidi, asili, elementari e prime classi delle medie. Il resto proseguirà con la didattica a distanza. Accade con il «conforto» di un’indagine epidemiologica ancora in corso e che nei suoi primi dati, illustrati dall’assessore all’istruzione Roberto Lagalla, dicono che su 14.385 tamponi effettuati tra alunni e docenti lo scorso 14 gennaio, sono risultati positivi in 48, lo 0,33%, con la percentuale più bassa ad Agrigento, 0,086%, e la più alta a Catania, con lo 0,6%. «Numeri non molti diversi da quelli di prima delle vacanze natalizie», ha sottolineato Lagalla anche se il presidente Musumeci ha avvertito: «Se tra due settimane i dati non saranno diversi, chiuderò anche le elementari e le prime medie».

Insomma, la Regione vuole in ogni modo invertire la tendenza che denuncia un costante avanzamento dell’epidemia, con quasi duemila casi in più al giorno e dai 30 ai 40 morti giornalieri: «Dobbiamo proteggere i cittadini e anche il sistema sanitario», ha avvertito l’assesore alla salute Ruggero Razza il quale ha comunque sottolineato che fino ad ora la rete ospedaliera dell’isola mostra percentuali al di sotto delle soglie di allarme del 30% delle terapie intensive e del 40% dei reparti ordinari, anche se molte città dell’isola si avvicinano, o hanno superato, la sogla dei 350 casi per centomila abitanti, come Messina che è arrivata a 423 (la provincia è in zona rossa già da tre giorni).

Sicilia in lockdown, Musumeci e Razza: "Scelta sofferta ma inevitabile"

Poi la campagna vaccinale. A ieri sono stati oltre 84 mila i siciliani vaccinati: «Siamo una delle regioni con il più alto numero di contagi - ha detto il governatore - ma siamo anche una delle regioni che ha fatto un’ottima campagna di vaccinazione». Preoccupa però il rallentamento delle forniture, annunciato ieri da Pfizer: «Abbiamo usato le dosi disponibili ma siamo stati costretti a rallentare per fare magazzino per il richiamo», ha spiegato Razza.

La «battaglia» della Regione Siciliana promette di non esaurirsi tra due settimane: «Se continuiamo ad usare l’aspirina invece del bisturi ci ritroveremo ancora chiusi», ha detto Musumeci, aggiungendo di aver chiesto la collaborazione di prefetti, questori e sindaci: «Se le misure non vengono osservate e se nessuno controlla e sanziona, non otterremo nessun risultato. C’è una minoranza di siciliani che per incoscienza o altro non rispetta le regole, causando grandi sacrifici sociali ed economici a tutti gli altri». E ancora, cercando così di respingere le polemiche che da più parti della Sicilia arrivano fino a Palazzo d’Orleans: «I dati sono preoccupanti. O ne prendiamo atto tutti o si perde il senso della ragione e della solidarietà. Qui l’unico desiderio che diventa diritto è evitare che la gente muoia».

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi