Coronavirus, il bollettino di oggi martedì 24: frena il contagio 23232, ma il numero dei decessi è drammatico 853

Spiega l’Iss: «Stiamo assistendo a una strage di morti “per” Covid e non “con” Covid». Sale l’elenco delle vittime anche tra i camici bianchi quasi 3 al dì negli ultimi 10 giorni. A gennaio ci saranno le prime dosi di vaccino per sanitari e Rsa

Il contagio frena ma il bollettino quotidiano è listato a lutto per 853 morti in sole 24 ore. Uno dei peggiori dati da marzo quando un solo giorno si superarono di 900 decessi. I nuovi contagi sono invece 23.232, solo 302 in più di ieri ma con circa 40mila tamponi in più. Soltanto sei i posti letto in più occupati nelle terapie intensive, mentre sono 180 quelli nei reparti di medicina.

Stabili a quota 4.886 i casi in Lombardia, mentre risalgono un po’ da 1.730 a 2.070 in Piemonte con mille tamponi in più.

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Un’altra giornata pesante per il bilancio delle vittime del Covid-19 in Alto Adige: l'Azienda sanitaria provinciale segnala altri 16 decessi, cifra che porta a 490 il totale dei morti dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Vengono, inoltre, registrati altri 160 nuovi casi positivi, cento in meno di ieri.

Oggi su quasi 28 mila tamponi nel Lazio (+7.627) si registrano 2.509 casi positivi (+168), 62 decessi (+14) e +540 guariti. scende sotto al 9% il rapporto tra i positivi e i tamponi.

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In Toscana si registrano 962 i positivi in più, pari a una crescita dell'1% rispetto al totale del giorno precedente, quando i nuovi casi erano 1.323. I nuovi casi registrati giornalmente sono sotto quota mille per la prima volta dal 21 ottobre scorso: l'età media è di 49 anni circa. Ma a pesare sul bilancio giornaliero ci sono 47 nuove vittime. Oggi sono stati registrati 52 morti nel bollettino Covid della Puglia, battendo anche il record segnato ieri a 40 decessi. E su 9.770 test per l'infezione da Covid-19 sono stati registrati 1.567 casi positivi contro i 980 di ieri.


Che stiamo assistendo a una strage di morti “per” Covid e non “con” Covid torna spiegarlo l’Iss. I decessi per Covid in Italia non sono sovrastimati, «al contrario è probabile anzi che siano sottostimati quelli dei mesi di marzo e aprile» poiché «in questo periodo, molti pazienti sono deceduti senza essere testati e le loro informazioni non sono state inserite nel Sistema di Sorveglianza», è scritto nell'approfondimento «Come si calcola la mortalità associata al Covid-19», pubblicato sul portale.


Una delle strategie più efficaci per misurare l'impatto del Covid -19 sui decessi è quella di misurare l'eccesso di mortalità, vale a dire quanti morti in più (per tutte le cause) ci sono stati nel Paese rispetto agli anni precedenti. La stima fatta nel rapporto congiunto Iss-Istat sull'eccesso di mortalità, è che nei mesi di marzo e aprile i decessi legati in maniera diretta o indiretta al Covid-19 siano stati «circa il doppio rispetto a quelli misurati nel Sistema di Sorveglianza. Questa sottostima dei decessi si è comunque molto ridotta e quasi azzerata da maggio fino a fine estate» ma nei mesi più recenti stiamo osservando «un nuovo aumento».


Nel documento Iss si ricorda anche che i criteri per definire un decesso per coronavirus sono la positività al tampone molecolare, sintomi riconducibili al Covid e assenza di una chiara causa di morte diversa dal Covid-19. Ciò significa che la «positività al Sars-Cov-2 non è sufficiente per considerare il decesso come dovuto al Covid». Mentre «non sono da considerarsi tra le chiare cause di morte diverse da Covid19 le patologie pre-esistenti che possono aver favorito un decorso negativo dell'infezione», dal diabete ai tumori. Un'analisi dei certificati di decesso, svolta da Iss e Istat per il periodo marzo-maggio, ricorda infine il documento, «ha mostrato che il Covid-19 è la causa direttamente responsabile della morte nell'89% dei decessi raccolti nel Sistema di Sorveglianza, quindi in circa 9 casi su 10 dei deceduti censiti».

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Sale l’elenco delle vittime anche tra i camici bianchi. «Negli ultimi 10 giorni sono morti per Covid 27 medici, quasi 3 al giorno: bisogna fermare la strage degli innocenti, ne va di tutto il Servizio sanitario nazionale. Anche in questa seconda ondata è la medicina generale a pagare il prezzo più alto. È evidente che a livello organizzativo qualcosa non sta funzionando». Il grido d'allarme arriva dal presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli che sottolinea come a partire dal primo ottobre sono stati registrati 37 decessi tra gli operatori sanitari, 216 in tutto. Anelli scriverà una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza per chiedere che venga avviato un monitoraggio su rischi e criticità.

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Danno intanto forfait due medici sui tre tra quelli che avevano risposto presente al bando della protezione civile per la Campania. Su 156 domande, rende noto la Regione, ci sono state 97 rinunce e sette esclusioni per mancanza di requisiti. Altre 25 domande sono in attesa di riscontro, e solo 27 medici - tra cui tre anestesisti, pochissimi rispetto alle necessità - sono entrati in servizio. «Da mesi la Campania ha richiesto l'invio di medici (600), in particolare anestesisti, e infermieri (800)», ricorda l'ufficio stampa di Palazzo Santa Lucia.

Intanto si gettano le fondamenta per la distribuzione a gennaio delle prime dosi di vaccino per sanitari e Rsa. Sono 300 i punti in tutta Italia in cui saranno distribuite le prime 3,4 milioni di dosi del vaccino della Pfizer che dalla fine di gennaio dovrebbero consentire di vaccinare 1,7 milioni di italiani. L'elenco è stato inviato da tutte le regioni al Commissario per l'Emergenza Domenico Arcuri in queste ore e comprende sia le strutture ospedaliere in grado di conservare e somministrare il vaccino sia le Rsa, che verranno servite attraverso le unità mobili.

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