Scarcerato ma ancora indagato il prete accusato di sequestro di persona: da 12 anni teneva una finlandese segregata

Lugano, l’avvocato del professore emerito di teologia fondamentale, ha contestato tutti i reati attribuiti al monsignore

Il giudice dei provvedimenti coercitivi, l'equivalente del nostro giudice delle indagini preliminari, Paolo Bordoli ha disposto questa sera la scarcerazione di Azzolino Chiappini, il sacerdote 80enne fermato venerdì, e del quale sabato sera la pp Pamela Pedretti ha ordinato l'arresto con le ipotesi di reato di sequestro di persona, coazione e lesioni semplici per condotta omissiva. La notizia è stata anticipata da «La Regione», quotidiano di Bellinzona, che ha sentito il difensore del l'alto prelato, l'avvocato Elio Brunetti: «Ho contestato la sussistenza di tutti i reati mossi al mio cliente: sono soddisfatto che sia stato scarcerato».

Un tema significativo che sembra aver determinato la scarcerazione del prelato è stata l'avanzata età di monsignor Azzolino Chiappini e, come scrive «La Regione» i «segni della senescenza che avrebbero avuto un ruolo non trascurabile nella vicenda - ancora tutta da ricostruire». 

Monsignor Azzolino Chiappini continua ad essere indagato. Il sacerdote, professore emerito di teologia fondamentale alla facoltà di Teologia di Lugano, è accusato di aver tenuto segregata per dodici anni nel suo appartamento al numero 2 di via Borghetto, situato accanto alla Cattedrale e nelle vicinanze della Curia vescovile, una 48enne priva del permesso di soggiorno. Stando alla procuratrice Pamela Pedretti che la sera di venerdì aveva disposto  il fermo di monsignor Azzolino Chiappini, che ha insegnato anche a Roma e a Friburgo, la donna sarebbe stata costretta nell'appartamento del sacerdote (da qui l'accusa di sequestro di persona e di coazione).

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