Il Parlamento europeo salva il “veggie” burger

Non passano gli emendamenti proposti. La definizione «Hamburger» varrà anche per quelli vegetali

BRUXELLES. L'Europarlamento ha salvato il veggie burger. Nessuno degli emendamenti che intendevano limitare l'uso delle denominazioni di carne ai soli prodotti di origine animale è stato approvato. Resta lo status quo, con la possibilità di utilizzare termini come mortadella, salsiccia o hamburger per prodotti con ingredienti integralmente vegetali.

Sì all’hamburger vegano, dunque: può essere definito un hamburger. Sono stati bocciati gli emendamenti alla Politica Agricola Comune (PAC) che avrebbero proposto di vietare la definizione «carne» per i prodotti alimentari di origine vegetale, mettendo fine ad una battaglia furiosa tra le parti interessate nelle ultime settimane. Il tema è stato sollevato nel contesto della riforma di una parte importante del programma di sovvenzioni agricole dell'Ue, che regola la produzione e il commercio dei prodotti agricoli, compresi gli alimenti di origine sia animale sia vegetale. I legislatori europei hanno respinto l'emendamento 165, noto come la madre di tutti gli emendamenti al divieto di «hamburger vegetariano», che era stato approvato dalla commissione agricoltura del Parlamento europeo nell'aprile 2019. L'emendamento indicava che i termini relativi alla carne attualmente utilizzati dovevano «essere riservati esclusivamente alle parti commestibili degli animali». 

La normativa sul latte
Tutti questi emendamenti avrebbero impedito alle aziende alimentari di utilizzare termini come «hamburger», «bistecca» o «salsiccia» per commercializzare prodotti alimentari a base vegetale nell'Ue. «I consumatori non sono in alcun modo confusi da una bistecca di soia o da una salsiccia a base di ceci, purché sia ​​chiaramente etichettata come vegetariana o vegana», ha affermato Camille Perrin, Senior Food Policy Officer del Beuc (l'Organizzazione europea dei consumatori ), difendendo la scelta dell’Europarlamento. Inoltre, il Parlamento europeo ha imposto ulteriori restrizioni sulle etichette dei latticini a base vegetale, respingendo un emendamento che avrebbe consentito l'uso di diciture come «simil yogurt» e «alternativa al burro». I prodotti a base vegetale come la soia e il tofu già non possono essere etichettati con nomi di tipo lattiero-caseario: a stabilirlo è stata una sentenza della Corte Ue nel 2017, che ha affermato che solo i prodotti con latte «vero» all'interno possono essere commercializzati utilizzando i termini latte, burro e yogurt. 

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