Contagi nel carcere di Torino, l’Europa chiede chiarimenti

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo chiede chiarimenti al Governo italiano sulle condizioni dei detenuti all'interno del carcere di Torino dopo che uno di questi è risultato positivo al COVID-19. 
L'associazione StraLi ha supportato l’avvocato Benedetta Perego del Foro di Torino nella presentazione di un ricorso d’urgenza alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo relativamente alle condizioni di salute di un detenuto del carcere di Torino risultato positivo al COVID-19 e affetto da pregresse patologie. La Corte ha chiesto
delucidazioni al Governo italiano. L’accesso alla Corte è motivato dal fatto che un soggetto detenuto presso il carcere di Torino, risultato positivo al COVID-19, continua ad essere ivi trattenuto, nonostante la direzione sanitaria dell’istituto abbia rilevato, già in data 8 aprile 2020, l’incompatibilità della malattia con la prosecuzione della detenzione.

I giudici di Strasburgo, preso atto del contenuto del ricorso che evidenziava tale circostanza nonché, in generale, il proliferare del contagio all’interno del carcere di Torino e la connessa impossibilità di garantire assistenza sanitaria continua a tutti i detenuti, ha dunque sollecitato il Governo italiano a riferire in merito alle condizioni attuali del ricorrente e alle misure predisposte dalla direzione del carcere per evitare il rischio di complicazioni della malattia.
StraLi, in coerenza con la propria attività, auspica che la proposizione del ricorso ed il conseguente intervento della Corte possano chiarire come è stato gestito il rischio sanitario derivante dalla diffusione del COVID-19 all’interno del carcere di Torino e,
in secondo luogo, contribuire alla piena tutela della salute delle persone oggi detenute negli istituti di pena italiani.

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