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Ucraina, ritirato in Senato l’emendamento al Dl su invio armi a Kiev: probabile un nuovo decreto

I testi saranno votati nella giornata di domani

Aggiornato alle 7 minuti di lettura

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(ansa)

È in corso nell'Aula della Camera la discussione generale sulla situazione in Ucraina. Intanto le commissioni Difesa e Sanità del Senato hanno ritirato l'emendamento dei relatori al decreto Nato che introduceva nel provvedimento la proroga dell'invio di armi all'Ucraina al prossimo anno. Il partito democratico ne aveva chiesto il ritiro. Il decreto proroga la partecipazione di personale militare al potenziamento di iniziative della NATO, delle misure per il servizio sanitario della regione Calabria, nonché di Commissioni presso l'AIFA, è atteso in Aula nel pomeriggio. La proposta di modifica, presentata ieri, è stata prima accantonata e poi ritirata.

«Il governo non si è mai nascosto sull'invio di invio armi all'Ucraina. Il ministro Crosetto ha dato totale disponibilità a riferire alle Camere prima dell'invio», ha commentato il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. «Si tratta di prorogare una norma e l'emendamento era una scelta tecnica per rendere più semplice e veloce il deposito e garantire la conversione entro il 31 dicembre. Se le opposizioni ci danno garanzie di convertire un decreto entro il 31 dicembre, il Cdm, su proposta del ministro della Difesa Crosetto, prenderà in questa considerazione la possibilità di un decreto».

«Sulla proroga del sostegno all'Ucraina e su un eventuale nuovo invio di armi avevamo chiesto un provvedimento ad hoc, seguendo la linea portata avanti da marzo. Ci sembra che il governo abbia compreso». Queste le dichiarazioni di Simona Malpezzi, capogruppo del Partito democratico del Senato.

Il dibattito alla Camera

Ghio (Pd): “Sostenere Kiev e negoziati di pace”
«La Camera discute oggi un argomento di grande importanza. L'invasione dell'Ucraina da parte della Federazione Russa rappresenta una violazione di principi e norme che regolano la vita della comunità internazionale. Agendo così la Federazione Russa si è resa colpevole di una gravissima violazione del diritto internazionale. Un'aggressione che ha provocato e continua a provocare numerose atrocità e azioni ostili nei confronti di civili. Come Partito democratico chiediamo di continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo ucraino aiutandolo a resistere mediante tutte le forme di assistenza necessarie in tempi di guerra, insieme agli urgenti aiuti umanitari fondamentali per assicurare l'obiettivo primario del farsi carico delle persone civili in fuga o di quelle rimaste nell'incubo quotidiano dell'attuale vita in Ucraina. E chiediamo allo stesso tempo di utilizzare tutti gli spiragli e i percorsi diplomatici possibili per mettere in atto con concretezza e celerità le azioni di pace necessarie per evitare l'acutizzarsi di questo conflitto». Così la deputata del Partito Democratico, Valentina Ghio

Deputata SI interviene in Aula con fascia arcobaleno
Una fascia con i colori dell'arcobaleno e la scritta: «Pace». La deputata di Sinistra Italiana, Elisabetta Piccolotti, la tiene tra le mani per tutta la durata del suo intervento alla Camera sulla mozione riguardante il conflitto russo-ucraino. Chiedere la pace, spiega, «non significa essere imbelli». «Chi siamo noi per chiedere il cessate il fuoco? Questa surreale domanda è stata posta in questa Aula dalla collega Pastorella. Ebbene, noi siamo uomini e donne di pace, che devono agire affinché il conflitto trovi la fine».

Matone (Lega): “Ribadiamo la nostra lealtà al governo”
«Noi auspichiamo nella nostra mozione che il governo italiano riesca a ricavarsi un ruolo in tutti i fori internazionali. Lo ribadiamo per evitare fraintendimenti passati, presenti e futuri: sempre insieme agli alleati europei e atlantici del nostro Paese. L'interesse nazionale deve essere al centro. Pensiamo a politiche conseguenti, il che vuol dire chiarezza con i nostri alleati. Noi siamo pienamente d'accordo con la linea espressa dal governo, a cui ribadiamo la nostra lealtà anche oggi»

Serracchiani (Pd): “Governo presenti provvedimento ad hoc”
«Il nuovo governo deve affrontare il tema del conflitto in Ucraina con chiarezza, senza ambiguità e senza scorciatoie. Non si può pensare di presentare la proroga degli aiuti all'Ucraina con un emendamento dei relatori, e non del governo, a un decreto con tutt'altro oggetto (il cosiddetto decreto Calabria). Quell'emendamento deve essere ritirato. E deve essere seguita la linea inaugurata nel marzo scorso. Quella di uno specifico decreto, previo indirizzo delle Camere, seguito poi da successivi passaggi parlamentari di informativa con i ministri competenti almeno ogni tre mesi, come da noi chiesto ed ottenuto nel decreto del marzo scorso. Il Partito Democratico ha sostenuto da subito la scelta di sostenere con tutte le forme di assistenza necessarie l'Ucraina a difendersi dall'aggressione russa e continuerà a farlo anche per il 2023. Ma è irrinunciabile l'esigenza che il Parlamento si confronti su un provvedimento specifico e che una decisione così importante non venga presa con un emendamento frettoloso ed estemporaneo». Lo dichiara la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani

Zanella (Av-Si): “Subito una conferenza di pace guidata dalle Nazioni Unite”
«Noi di Alleanza Verdi-Sinistra chiediamo al governo Meloni di cambiare strategia e approccio nel necessario sostegno all'Ucraina. Chiediamo di interrompere la fornitura di armi, concentrando le stesse risorse sull'assistenza umanitaria e sulle attività dei Corpi civili di pace, riconoscendone pienamente il valore di prevenzione e trasformazione dei conflitti, nella difesa non armata e non-violenta alternativa all'uso della forza. Chiediamo la convocazione di una conferenza multilaterale per la pace e la sicurezza guidata dalle Nazioni Unite e vogliamo che il Governo dia al Parlamento ogni elemento utile circa la natura e la quantità di equipaggiamento militare fin qui fornito all'Ucraina». Così la capogruppo di Alleanza Verdi-Sinistra alla Camera Luana Zanella, prima firmataria della mozione oggi in discussione alla Camera

Pellegrini (M5s): “Italia inneschi escalation diplomatica. No all’esautoramento del Parlamento”
«Noi siamo al fianco del popolo ucraino, proprio per questo chiediamo al governo italiano di voltare pagina. Non ci siamo assuefatti alla guerra, l'Italia sia protagonista dell'apertura di tavoli negoziali che inneschi una escalation diplomatica che metta fine all'escalation militare», lo dice il deputato M5s, Marco Pellegrini, durante la discussione generale sulle mozioni riguardanti il conflitto russo-ucraino. «Dite tutti di volere la pace, ma nei fatti votate per una escalation militare», aggiunge. «Il governo Meloni deve venire qui in Aula a spiegare che cosa vuole fare. Noi siamo contrari all'invio di nuove armi e chiediamo un voto delle Camere perché ognuno si possa assumere le responsabilità davanti ai cittadini. Noi riteniamo deleteria la strategia dell'Occidente fondata sull'escalation militare. Spiace constatare che esiste una profonda continuità tra le scelte dell'ex presidente Draghi e l'attuale presidente Meloni. Noi auspichiamo un'inversione di tendenza specie per quanto riguarda l'invio delle armi». 

Ciani (Pd): “Negoziato e tregua per strada diplomazia”
«Abbiamo visto normalizzare negli ultimi tempi lo spettro della guerra. ma la guerra non è un film. Lo sapevamo bene i padri costituenti che nella Costituzione scrissero, e non è mai banale ripeterlo, che l'Italia ripudia la guerra. L'hanno scritto partigiani, che in guerra hanno ucciso, non certo anime belle del pacifismo. L'avevano vissuta sulla propria pelle, la guerra, non nel salotto di casa loro». lo dice il deputato di Pd. Italia democratica e progressista, Paolo Ciani, in Aula alla Camera durante la discussione sulle mozioni riguardanti il conflitto russo-ucraino. «In questi mesi si è parlato della ricerca della pace come velleitarismo, buonismo o anche tradimento. La pace è sporcarsi le mani, lo ha ricordato anche un pacificatore come Andrea Riccardi, durante la manifestazione del 5 novembre. Pace non è debolezza nei confronti degli aggressori, ma ci vuole un nuovo investimento sulla diplomazia che cerchi strade nuove a cominciare da un cessate il fuoco. Bisogna aprire un negoziato e una tregua»

Bicchielli (Noi Moderati): “Pace non è resa, l’Italia mantenga l’impegno”
«Nella legislatura da poco iniziata è la prima volta che ci troviamo ad occuparci del conflitto in Ucraina. Ogni volta che su questi scranni è risuonata la parola guerra ci si è augurati che fosse l'ultima volta. Ma spesso si confonde la parola pace con la parola resa». Lo dice Pino Bicchielli, deputato di Noi Moderati. Per fugare «ogni ambiguità» Bicchielli ricorda «la collocazione dell'Italia nella Nato. E questo non solo per l'atteggiamento da tenere nei contesti di conflittualità. L'Italia nel contesto della crisi ucraina ha dato un contributo decisivo al risveglio e all'unità di intenti di un occidente per troppo tempo sopito. Ne siamo orgogliosi e contribuiremo a fare sì che da questa direzione non si defletta. Il protagonismo dell'Italia, in una cornice internazionale significa il contesto Nato, ma anche riempire di senso l'Unione Europea, terra promessa per gli aggrediti. Bisogna costruire una posizione comune che resista ai marosi delle contingenze». Da questo punto di vista, l'esponente di Noi Moderati ricorda "la necessita' della creazione di un esercito comune europeo

Delegazione Pd al Senato: “Proroga aiuti in testo ad hoc”
«Il Partito democratico ha sostenuto da subito il diritto dell'Ucraina a difendersi dall'invasione russa e continueremo a farlo nel 2023. Riteniamo, tuttavia, che sia un errore presentare la proroga degli aiuti con un emendamento, oltretutto dei relatori e non del governo, a un decreto in conversione. È del tutto evidente che servirebbe un provvedimento ad hoc assunto dall'esecutivo. Per questo, chiediamo che l'emendamento venga ritirato e che si segua la linea che abbiamo sempre mantenuto dal marzo scorso: un decreto specifico sulla proroga degli aiuti all'Ucraina con successivo passaggio alle Camere, almeno trimestrale, dei ministri competenti». Così in una nota i senatori del Pd Simona Malpezzi e Alessandro Alfieri.

In Aula, il deputato del Pd, Stefano Graziano, ha aggiunto: «Due questioni, una di metodo e l'altra di merito: noi siamo da sempre a sostegno dell'Ucraina, continuiamo ad esserlo. Sulla questione di metodo, penso che non si possa e non si debba parlare della vicenda Ucraina attraverso un emendamento depositato al Senato che nulla c'entra con quella vicenda». La linea della maggioranza sul conflitto in Ucraina, in attesa di leggere la versione definitiva delle mozioni all'attenzione di Montecitorio, emerge infatti chiara da un emendamento al decreto sulla partecipazione alle missioni Nato e sulle misure per il servizio sanitario in Calabria, ora all'esame del Senato. «Chiediamo al governo di ritirarlo», dice Graziano. La mozione del Pd, «sostiene lo sforzo italiano a sostegno dell'Ucraina che ha esercitato il suo pieno diritto a difendersi. L'Italia condanna la Russia e opera al fianco dell'Ue e della Nato», aggiunge Graziano. «La Russia, aggredendo uno stato sovrano, si sta macchiando di ignobili crimini di guerra», continua l'esponente dem, «come tantissime testimonianze di stupri compiuti dai soldati russi sulla popolazione ucraina. In questa mozione, si impegna il governo a incrementare tutte le iniziative per accogliere le persone in fuga dalla guerra, anche in ragione del previsto aumento di arrivi dovuti al sistematico danneggiamento dei siti energetici. La pace si comincia a costruire salvando vite umane»

Il Terzo Polo: “Si continui a sostenere Kiev, anche con nuove armi”
«Chiediamo il governo a proseguire senza riserve l'attività di sostegno economico e militare, in continuità con gli impegni del governo Draghi, anche mediante l'invio di nuovi equipaggiamenti bellici». Lo dice in Aula alla camera la deputata di Azione - Italia Viva, Giulia Pastorella. «Un modo per chiedere il cessate il fuoco alla parte giusta», aggiunge Pastorella.

Dori (Av-Si): “Non è immaginabile soluzione militare”

«Esprimiamo piena solidarietà alla popolazione colpita dalla guerra. Si configura una guerra di posizione e logoramento destinata a protrarsi nel lungo periodo. Non è immaginabile una soluzione militare al conflitto, la soluzione non può essere nelle armi». Lo dice il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Devis Dori, presentando la mozione sulla guerra russo-ucraina, in Aula alla Camera. «È necessario lavorare per strutturare percorsi di disarmo, in particolare di disarmo nucleare», ha aggiunto. «Si inviano armi senza preoccuparsi di dove e come andranno quelle armi, e il portafoglio dell'industria belica si gonfia. Il messaggio che manda maggioranza e governo è chiaro: non importa come andrà il conflitto, meglio buttarsi sull'invio di armi. I soldi mettiamoli in campo per una sforzo di solidarietà verso chi fugge dalla guerra». E Dori conclude citando il presidente Sergio Mattarella: «La pace è frutto del paziente fluire dello spirito e della capacità di passare dallo scontro al dialogo»

La mozione del Movimento 5 Stelle

«Il conflitto Russo-Ucraino è una tragedia dell'umanità, una follia fatta di violenze, stupri e massacri Se non verrà fermata al più presto, ogni giorno di più rischia di trascinare il mondo in un conflitto nucleare». Lo ha detto il deputato del M5s, Arnaldo Lomuti, in Aula alla Camera presentando la mozione del M5s sulla guerra tra Russia e Ucraina. «Questo Paese ha bisogno di un nuovo umanesimo, di un nuovo illuminismo. Ci dicono che non vogliamo fermare Putin. Tutti vogliamo fermarlo, ma il punto è come fermarlo», aggiunge Lomuti. «Dobbiamo fermare la folle corsa di questo treno verso la guerra nucleare, cercando il compromesso. Torniamo a chiedere anche a questo governo super politico, comunicazioni alle aule che consentano la formazione di un giudizio parlamentare. Questo è un governo che non ha il coraggio di affrontare il Parlamento, come se il Parlamento fosse un pericolo». La mozione presentata dalla maggioranza, «dimostra che questo governo è in perfetta continuità con il governo precedente».

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