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Covid, il bollettino del 21 settembre: calano da 28.395 a 21.190 i contagi, tasso di positività in discesa di un punto al 12,7%. I morti da 60 scendono a 46

Si contano 4 ricoverati in meno nelle terapie intensive e 79 nei reparti di medicina

Paolo russo
Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Creato da

(ansa)

Come ogni mercoledì ricalano da 28.395 a 21.190 i contagi rilevati oggi in Italia, con il tasso di positività che perde un punto e si porta al 12,7%. I morti da 60 scendono a 46 mentre si contano 4 ricoverati in meno nelle terapie intensive e 79 nei reparti di medicina.

In Piemonte calano da 2.714 a 1.601 i nuovi casi di Covid, con un tasso di positività del 13% rispetto ai 12.317 tamponi diagnostici processati, di cui 11.815 test antigenici. Stabile il numero dei ricoverati: nei reparti ordinari 241 (-1 rispetto a ieri), in terapia intensiva 7, dato invariato rispetto a 24 ore prima. È stato registrato un decesso.

Scende di qualche centinaio di casi, rispetto a ieri, la curva di crescita dei contagi Covid in Veneto, che ha registrato 3.087 nuovi positivi nelle ultime 24 ore (-503). Nessun decesso. Quasi stabile il dato degli attualmente positivi, che oggi sono 34.883 (- 737), mentre risalgono di poco i ricoveri ospedalieri nelle aree mediche: i posti letto occupati da Covid sono 502 (+15), quelli in terapia intensiva 23 (+1).

Oggi nel Lazio su 3.063 tamponi molecolari e 11.759 tamponi antigenici per un totale di 14.822 tamponi, si registrano 1.819 nuovi casi positivi (-701), sono 3 i decessi ( = ), 347 i ricoverati (-6), 27 le terapie intensive (+1) e +3.247 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 12,2%. I casi a Roma città sono a quota 834.

Sono 1791, in Campania, i neo positivi al Covid su 13179 test esaminati. In calo rispetto ai 2.381 di ieri. Un decesso nelle ultime 48 ore; due deceduti in precedenza ma registrati ieri. Negli ospedali ancora un leggero calo nei ricoveri in terapia intensiva con 9 posti letto occupati (-1 rispetto a ieri); diminuiscono anche i posti letto occupati in degenza che oggi sono 227 (-9 rispetto a ieri).

Scendono da 1.232 a 851 i nuovi casi di coronavirus in Puglia su 8.093 test giornalieri eseguiti, con una incidenza del 10%. Una la vittima registrata. Delle 10.337 persone attualmente positive, 109 sono ricoverate in area non critica (ieri 122) e 9 in terapia intensiva, (ieri nove).

La stragrande maggioranza dei casi di ricovero per patologia respiratoria-polmonare da Covid, ovvero l'83,5%, «sono pazienti che hanno ricevuto l'ultima dose di vaccino da oltre 6 mesi e non si sono sottoposti dunque alla dose booster». È quanto emerge dalla rilevazione effettuata il 20 settembre tra gli ospedali sentinella aderenti alla rete della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso). «L'alto numero - dice il presidente Fiaso, Giovanni Migliore - continua a testimoniare lo scarso ricorso alla quarta dose e su questo occorre il massimo impegno non solo delle aziende sanitarie ma anche dei medici di famiglia».

È comunque stabile, nell'ultima settimana, il quadro dei ricoverati Covid. Nella rilevazione effettuata dalla rete Fiaso, infatti, si registra un calo dei pazienti pari al 3,3%, ma si tratta di una diminuzione molto ridotta rispetto alle percentuali registrate nelle settimane passate (il report del 13 settembre aveva raggiunto un calo del -23%). «La situazione appare in generale contenimento - commenta Migliore - e per il momento non si ravvisano segnali di risalita. La percentuale minore di decrescita non depone per un'inversione di tendenza, quanto per un assestamento in basso della pressione sugli ospedali. Ma l'attenzione, soprattutto dopo l'allerta lanciata ieri dall'Ema sul probabile arrivo di una nuova ondata, deve rimanere ancora molto alta».
In particolare, secondo il report, a diminuire, nell'ultima settimana, sono stati sia soprattutto i pazienti nei reparti ordinari (-4,2%). Nelle terapie intensive permangono numeri molto ridotti, con un leggerissimo incremento di 2 pazienti ricoverati con Covid, ovvero per altre patologie ma risultati positivi al tampone: si tratta di un'oscillazione che, a fronte di numeri ormai così bassi, è poco significativa.

Rispetto a una settimana fa, aumentano leggermente i ricoveri di bambini con Covid 19, ovvero coloro che sono arrivati in ospedale per curare altre patologie e sono stati trovati incidentalmente positivi al virus Sars-Cov-2. Ma per ora, anche se è presto per dirlo, non si rileva un effetto dovuto alla riapertura delle scuole.

È ferma al 5%, nelle ultime 24 ore in Italia, la percentuale dei posti letto occupati da pazientiCovid nei reparti ospedalieri (un anno fa era al 7%) e le regioni che superano la soglia di allerta del 15% restano Umbria (16%) e Valle d'Aosta(19%). A livello nazione è stabile, al 2%, anche la percentuale di terapie intensive occupate a fronte del 6% che si registrava esattamente un anno fa e tutte le regioni sono ben sotto il 10%. I dati relativi al 20 settembre, elaborati dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), rilevano un quadro di sostanziale stabilità rispetto a parametri indicativi dell'impatto della pandemia sulle strutture sanitarie.
La percentuale nei reparti ospedalieri di area medica (o non critica) occupati per Covid-19, rispetto al giorno precedente, cala in 5 regioni: Marche (5%), Molise (3%), Pa Bolzano (8%), Sardegna (4%), Umbria (16%). Cresce in 4 regioni e province autonome: Calabria (13%), Friuli Venezia Giulia (9%), Pa Trento (9%), Valle d'Aosta (19%). È stabile nelle restanti 12 regioni: Abruzzo (a 8%), Basilicata (6%), Campania (6%), Emilia Romagna (7%), Lazio (5%), Liguria (8%), Lombardia (5%), Puglia (4%), Sicilia (6%), Piemonte (4%), Toscana (3%), Veneto (4%).
Quanto alla percentuale di terapie intensive occupate da pazienti con Covid-19, rispetto alla rilevazione del giorno precedente, il valore cala in Abruzzo (all'1%), cresce Pa Bolzano (4%). È stabile in 16 regioni: Calabria (3%), Campania (2%), Emilia Romagna (3%), Friuli Venezia Giulia (2%), Lazio (3%), Liguria (1%), Lombardia (1%), Marche (1%), Pa Trento (2%), Piemonte (1%), Puglia (2%), Sardegna (3%), Sicilia (2%), Toscana (1%), Umbria (1%) e Veneto (1%). In Basilicata (1%), Molise (0%) e Valle d'Aosta (0%) la variazione non è disponibile.

Joe Biden chiarisce i suoi commenti sul Covid. Riconoscendo di essere stato criticato per aver detto che la pandemia è «finita», il presidente americano precisa che «praticamente non è più» al punto dove era prima. Poi ai presenti alla cena di raccolta fondi per i democratici consiglia di farsi il booster.

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