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Covid, monitoraggio Iss: calano leggermente i contagi e diminuiscono le vittime ma l’indice Rt resta inchiodato allo 0,92

Pe il resto la pandemia sembra non creare al momento problemi, con l’incidenza settimanale dei casi ogni 100mila abitanti che scende ancora un po’ da 197 a quota 186, mentre il tasso di occupazione dei letti nei reparti di medicina dal 6,5 scende al 5,7% e quello delle terapie intensive dall1,9 all’1,4%

Paolo Russo
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Creato da

(ansa)

Calano ancora leggermente i contagi, diminuisce il numero dei morti e scendono ai minimi termini i letti occupati da pazienti Covid. L’unico indicatore a non scendere del Monitoraggio settimanale a cura dell’Iss, all’esame stamane della cabina di regia, è l’Rt, l’indice di contagio che resta inchiodato allo 0,92.

Pe il resto la pandemia sembra non creare al momento problemi, con l’incidenza settimanale dei casi ogni 100mila abitanti che scende ancora un po’ da 197 a quota 186, mentre il tasso di occupazione dei letti nei reparti di medicina dal 6,5 scende al 5,7% e quello delle terapie intensive dall1,9 all’1,4%.

Prosegue il calo anche sul fronte dei decessi: 383 negli ultimi 7 giorni (di cui 65 riferiti a periodi precedenti), con una media di 55 al giorno rispetto ai 64 della settimana precedente.

Nella settimana 7-13 settembre, le infezioni sono scese del 12,9%, i ricoveri in terapia intensiva dell'11,9%, quelli ordinari del 13,3%, rispetto alla settimana precedente. In diminuzione anche i decessi (-14,3%). Un calo che prosegue da 4 settimane consecutive, con i nuovi casi settimanali che si attestano intorno a quota 108 mila, con una media mobile a 7 giorni di circa 15 mila casi al giorno.

In 18 Regioni si registra un calo percentuale dei nuovi casi (dal -4,8% del Piemonte al -31,5% della Calabria), in 3 Regioni un minimo incremento (Provincia Autonoma di Bolzano +0,2%, Toscana +1,1%, Umbria +4%). Rispetto alla settimana precedente, in 88 Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,8% di Chieti al -55% di Crotone), mentre 19 Province segnano un incremento (dal +0,5% di Alessandria al +58,2% di Verbano-Cusio-Ossola). L'incidenza rimane sotto i 500 casi per 100.000 abitanti in tutte le Province: dai 76 casi per 100.000 abitanti di Barletta-Andria-Trani ai 338 di Pescara.

I dati più aggiornati sulle ospedalizzazioni li fornisce invece l’Agenas. La percentuale nei reparti ospedalieri di area medica (o non critica) occupati per Covid-19, rispetto a mercoledì, cala in 4 regioni: Emilia Romagna (7%), Friuli Venezia Giulia (8%), Liguria (8%), Valle d'Aosta (8%). Cresce invece in 5 regioni e province autonome: Basilicata (7%), Calabria (15%), Marche (6%), Pa Bolzano (6%) e Veneto (5%). È stabile nelle restanti 13 regioni: Abruzzo (a 8%), Campania (7%), Lazio (6%), Lombardia (5%), Molise (6%), Pa Trento (9%), Puglia (5%), Piemonte (2%), Sardegna (5%), Sicilia (7%), Toscana (4%), Umbria (19%). Solo quest'ultima supera la soglia di allerta del 15%.
Quanto alla percentuale di terapie intensive occupate da pazienti con Covid-19, rispetto alla rilevazione del giorno precedente, il valore cresce in Campania (3%) mentre cala in Abruzzo (all'1%) e Lombardia (0%). È stabile in 17 regioni: Basilicata (1%), Calabria (2%), Emilia Romagna (3%), Friuli Venezia Giulia (1%), Lazio (3%), Liguria (1%), Marche (1%), Molise (3%), Pa Bolzano (1%), Pa Trento (2%), Piemonte (1%), Puglia (2%), Sardegna (2%), Sicilia (3%), Toscana (1%), Veneto (1%). In Umbria (0%) e Valle d'Aosta (0%) la variazione non è disponibile. Tutte le regioni sono sotto la soglia del 10%.

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