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Milano, chiuso dopo 25 anni lo storico campo nomadi di Vaiano Valle

L’assessore di Milano alla Sicurezza Granelli: «C'è chi urla alla sicurezza e chi compie i fatti»

Andrea Siravo
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

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MILANO. L’ultima famiglia nomade ha lasciato la zona il 31 agosto. Dopo un quarto di secolo chiude definitivamente il campo nomadi di Vaiano Valle, quasi un’icona nel panorama post industriale della Milano degli ultimi anni. Era il 1997 quando i primi esponenti della famiglia Selimovic occuparono una porzione del parco della Vettabbia tra il Vigentino e il Corvetto. Un insediamento che a inizio anno registrava 138 residenti, di cui 65 minori. Trentasette famiglie dislocate in baracche prefabbricate realizzate senza concessione edilizia.

Una chiusura arrivata dopo un lungo percorso che ha visto lavorare in sinergia la Prefettura, il Comune, la Procura e la Questura nell’ambito del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. «Situazioni complesse richiedono una strategia condivisa, così si è proceduto in questi mesi per ottemperare al provvedimento dell'Autorità Giudiziaria, contemperando il diritto di proprietà con i diritti delle persone – ha commentato il prefetto Renato Saccone –. Sono grato al procuratore aggiunto Alberto Nobili per aver seguito e orientato, passo dopo passo, il laborioso percorso, unendo rigore e sensibilità e individuando un lasso temporale di esecuzione particolarmente attento a garantire senza interruzioni la frequenza scolastica dei tanti minori presenti nel campo».

Dei 37 nuclei originari, 4 si sono allontanati, 4 sono risultati beneficiari di un alloggio per le case popolari, 3 sono stati presi in carico per motivi socio-sanitari dai Servizi Sociali, 26 sono stati inseriti nei servizi abitativi transitori.

«C'è chi urla alla sicurezza e chi compie i fatti. Per 14 anni le giunte di destra Albertini e Moratti, con gli assessori alla sicurezza Del Debbio e De Corato, con il consigliere comunale Salvini, hanno tollerato il campo abusivo: sì quelli che urlano tutti i giorni chiedendo sgomberi, ma quando governavano loro non li facevano, o li facevano, ma poi lasciavano rioccupare le aree. Dal 2011 a Milano, con le giunte Pisapia e Sala - ha scritto su Facebook l’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli - cambia il vento per i campi rom: si decide di chiuderli, per interrompere l'illegalità e il degrado e permettere un percorso di inserimento sociale e integrazione nelle regole, con la giusta solidarietà».

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