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“Fuori da locale perché neri”: esposto in Procura dopo il concerto del rapper Capo Plaza a Marina di Ravenna

La denuncia sui social dell’associazione Mamme per la pelle: «Lasciato all’esterno anche un gruppo nordafricano». La replica del Marina Bay: «Ha creato problemi in passato, non c’entra nulla il suo colore»

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

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Il rapper Capo Plaza, idolo di Biniyam, uno dei ragazzi che sarebbe stato lasciato fuori dal concerto perché nero

 

BOLOGNA. Sarebbe stato tenuto fuori da un locale perché nero: è la storia raccontata dall'associazione Mamme per la pelle che su Facebook scrive di un ragazzino di 16 anni, Biniyam, che il 12 agosto scorso avrebbe dovuto vedere un concerto del rapper Capo Plaza a Marina di Ravenna ma sarebbe stato lasciato fuori da un locale insieme a un gruppo di ragazzi nordafricani perché neri.
«Biniyam ha 16 anni. Non sta più nella pelle, il suo idolo è in concerto vicino casa sua. Ha preso il biglietto mesi prima, sa tutte le canzoni a memoria, si organizza con gli amici, convince mamma e papà ad andare anche se è tardi la sera. Arrivano alle 23.15 al Marina Bay, a Marina di Ravenna, ma qualcosa va storto. Entrano tutti i suoi amici (bianchi) e lui resta fuori senza nessuna motivazione» si legge su Facebook.
Il ragazzo a questo punto chiama i genitori che si recano sul posto e fermano una volante per raccontare l’accaduto: «Ci spiace signora il locale può fare quello che vuole, è un luogo privato», sono le parole riportate da Mamme per la pelle. E insieme a Biniyam restano fuori anche un gruppo di nordafricani.
«Faremo un esposto in Procura, l'avvocato Alessandra Ballerini, specializzata in diritti umani e immigrazione, si occuperà di questa vicenda»: è quanto spiega all'Ansa, Gabriella Nobile, fondatrice dell'associazione Mamme per la pelle. Secondo l'associazione sono stati lasciati fuori dal locale altri «due ragazzi di colore e un gruppo di nordafricani».
«Il cantante Capo Plaza – argomenta ancora Nobile – non lo abbiamo sentito, non abbiamo i suoi recapiti. Sono certa che lui non sa assolutamente nulla. Mi piacerebbe molto che prendesse una posizione netta su questa cosa».

La replica del Marina Bay: non c’entra niente il colore della pelle
«È vero che il ragazzo di 16 anni non è stato fatto entrare il 12 agosto ma nulla c'entra il colore della sua pelle. Non è stato fatto entrare perché era inserito in una lista di soggetti che hanno creato problemi al locale qualche tempo prima: in modo particolare due settimane fa, è arrivato al locale con alcuni suoi amici in stato alcolemico alterato». Così, l'avvocata Paola Bravi, legale che segue il Marina Bay insieme al collega Emanuele Fregola, spiega all'Ansa i motivi addotti dal locale che hanno portato al mancato ingresso di un 16enne in occasione del concerto di Capo Plaza.
Il fatto che il ragazzo non sia stato fatto entrare, prosegue Bravi, «nulla ha a che vedere con il colore della pelle, quindi la discriminazione è una accusa diffamatoria per cui il Marina Bay farà sicuramente querela verso questa ricostruzione totalmente strumentale e parziale. Probabilmente l'inserimento in quella lista è stato il motivo che ha fatto scaturire la rabbia del ragazzo e probabilmente anche la versione data alla madre può essere una versione parziale. Il Marina Bay ha uno staff multietnico, ha utenti multietnici, è un locale perfettamente integrato e inserito».

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