Stop al contante: carta o assegno per detrarre il 19% di spesa

La manovra introduce alcuni cambiamenti destinati a rivoluzionare la modalità in cui percepiamo i pagamenti

Per tante misure che entrano in vigore diluite nel corso dell'anno (o addirittura in quelli successivi), ce n'è una nella Legge di bilancio che è scattata subito e rappresenta in qualche modo un punto di non ritorno per chi - trovandosi alle prese con una spesa inserita tra le tantissime che consentono un recupero fiscale al 19% - paga in contanti com'era abituato a fare fino al 2019, ma non potrà poi detrarre la quota dalla dichiarazione dei redditi 2021. Con l'inizio del 2020, infatti, è previsto che tutti i pagamenti per prestazioni detraibili al 19% siano da effettuare con sistemi tracciabili, vale a dire carta di debito o di credito, bancomat, assegno bancario o circolare, bonifico bancario o postale.

Ciò non significa che sia vietato d'ora in poi utilizzare i contanti per queste spese - sempre nel limite di 3.000 euro fino al 30 giugno e 2.000 successivamente - ma, così facendo, nella dichiarazione dei redditi (da presentare nel 2021) non si potrà destinare il 19% di quelle somme per abbattere l'imposta fiscale.

Visite ed esami medici

Non fanno eccezione, secondo la Legge di bilancio, i pagamenti per le prestazioni sanitarie, tranne quelle effettuate nelle strutture pubbliche o convenzionate, quelle per dispositivi medici o per medicinali: in farmacia si potranno quindi continuare a utilizzare le banconote e mantenere la possibilità di scaricare il 19% di quanto versato. Ma una visita specialistica in uno studio privato(non intramoenia) dovrà essere saldata con un sistema tracciabile, o non sarà consentito il recupero fiscale. Nei giorni scorsi i rappresentanti dei medici hanno ricordato che, durante un incontro al ministero in cui si era toccato questo tema, avevano ricevuto garanzie sul fatto che il ricorso alla fatturazione elettronica avrebbe consentito di continuare ad accettare i contanti dai pazienti senza far decadere la possibilità della detrazione al 19%. Ma l'Agenzia delle Entrate ha confermato che la Legge di bilancio non prevede altre eccezioni, se non quelle inserite nel testo della manovra. Anche l'Associazione italiana odontoiatri, però, ha chiesto modifiche e non è da escludere a priori che ci siano interventi da parte del Fisco.

Redditi e nuove scadenze

Con il 2020 cambiano anche le date di scadenza per la dichiarazione dei redditi: il termine ultimo per presentare il 730 slitta dal 23 luglio al 30 settembre, con riferimento anche a chi consegna il modello ai sostituti d'imposta. La dichiarazione precompilata, dal 2021, sarà di conseguenza messa a disposizione di lavoratori dipendenti e pensionati a partire dal 30 aprile e non più dal 15 aprile. La novità è stata voluta per allentare la pressione su Caf, commercialisti e consulenti del lavoro, alle prese con un'enorme massa di contribuenti concentrata relativamente in poco tempo, ma ha fatto sorgere un interrogativo: i rimborsi su stipendi e pensioni che prima venivano erogati a luglio, slitteranno? Il governo - nei giorni del dibattito sulla manovra - ha assicurato che, per quanti manterranno la presentazione in linea con le date degli anni scorsi, questo non avverrà.

Le detrazioni

Le detrazioni piene al 19%, ferma restando l’obbligatorietà dei sistemi di pagamento tracciabili, dal 1° gennaio 2020 spetteranno solo a chi ha un reddito imponibile fino ai 120 mila euro all’anno. Oltre tale limite l’agevolazione viene ridotta, fino ad azzerarsi dai 240 mila euro in su. Fanno eccezione alcune tipologie di spesa, per cui resta in vigore la detrazione piena, ovvero quelle previste dal Dpr 917/1986, articolo 15, comma 1, lettere a, b, c e comma 1-ter. Nello specifico si tratta di: spese sanitarie, spese per interessi passivi sul mutuo dell’abitazione principale, spese per prestiti o mutui agrari, erogazioni liberali fino a 1.500 euro a favore di società sportive

Altre novità 

Aumenta a 500 euro l’importo detraibile fiscalmente al 19% delle spese veterinarie (in precedenza era 387,40 euro), per la parte che eccede 129,11 euro. Anche in questo caso, per poter usufruire della detrazione, è necessario utilizzare strumenti di pagamento tracciabili.

Ecco alcuni esempi di spese effettuate dopo il 1 gennaio 2020 delle quali sarà possibile detrarre il 19% degli oneri nel 2021, solo se il pagamento verrà fatto con mezzi tracciabili:

  • Interessi passivi sui mutui per la prima casa
  • Intermediazioni immobiliari per l'acquisto dell'abitazione principale
  • Spese per asili nido pubblici o privati
  • Spese per attività sportive di ragazzi di età tra i 5 e i 18 anni
  • Erogazioni liberali a favore di istituti scolastici di ordine e grado
  • Spese per Università statali (iscrizione, frequenza, esami e tassa regionale) e per Università private o all’estero
  • Spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede
  • Spese per frequenza scuole e università
  • Spese per la partecipazione ai test di accesso all’Università (detrazione riconosciuta anche se i test non vengono superati)
  • Spese per i corsi post-laurea
  • Spese relative ai contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico 
  • Premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni
  • Spese per addetti all’assistenza personale nei casi di non autosuffcienza
  • Spese per veicoli di persone con disabilità
  • Spese funebri sostenute per la morte di persone, indipendentemente dal vincolo di parentela
  • Abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale

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