Migranti, il premier Matteo Renzi: «Meschino chi parla di invasione»

Matteo Renzi

Sull’immigrazione il premier replica a Matteo Salvini. Trecento dispersi in un unico naufragio. Arrestati due scafisti

ROMA. «Salviamo quante più vite umane possibili, sapendo che non c’è nessuna invasione. I numeri sono sempre gli stessi, più o meno». Dopo gli ultimi naufragi che hanno fatto centinaia e centinaia di morti, Matteo Renzi dedica al dramma in corso nel Mediterraneo ampio spazio nella sua eNews. Lo fa per ricordare che quei barconi sono carichi di uomini, donne e bambini ma anche per rispondere agli attacchi di Matteo Salvini, che in vista del 2 giugno parla a Radio Padania di «festa della Repubblica invasa e disoccupata».

Ma il premier non ci sta e ribatte punto su punto. «Quello che un po’ stride, e talvolta mi sembra meschino, è l’atteggiamento di chi grida e urla. Di chi usa sui media, e non solo, parole come: sistema al collasso, emergenza, invasione. I numeri nella percezione mediatica sembrano molto più grandi. Ma sono in media con il passato e non superiori ad altri Paesi». Le migrazioni, spiega il presidente del Consiglio, rappresentano un fenomeno che durerà anni e che necessita di un’azione in Africa da farsi come Unione europea. «Finché non li aiuteremo per bene a casa loro, continueremo a cercare di tamponare, ma un tampone non è mai la soluzione. Finalmente qualcosa si muove e l’Unione europea pare intenzionata a scommettere davvero sul Migration Compact proposto dall’Italia» dice un soddisfatto Renzi. E la Lega? La replica di Salvini arriva via Twitter: «Renzi definisce meschino chi parla di invasione. #iosonomeschino ma non schiavista, complice o fesso».

Sull’immigrazione, da Berlino, interviene anche Maria Elena Boschi: «La Germania appoggia il Migration Compact nella sua struttura, come ha anche detto Angela Merkel nella sua recente visita in Italia». La presidente della Camera, Laura Boldrini, spiega che non c’è nessuna invasione e definisce il Migration Compact una «buona base di lavoro». Dopo le elezioni amministrative, il ministero dell’Interno tornerà a discutere con Regioni e Comuni per cercare una soluzione condivisa. Il sottosegretario, Domenico Manzione parla di una serie di «incentivazioni per consentire agli 800 Comuni su 8.000 che fanno accoglienza di poter diventare un numero molto più significativo».

Resta il fatto che i salvataggi in mare continuano. E il bilancio è preoccupante. Il 26 maggio scorso, al largo delle coste della Libia, vi è stato un unico naufragio, con un bilancio di circa 300 dispersi. Lo ha stabilito la Guardia costiera, che ha ascoltato i circa 150 superstiti giunti a bordo delle navi che operano nel canale di Sicilia alcuni a Taranto, altri a Pozzallo, altri ancora a Porto Empedocle. E scattano anche le prime misure restrittive. Due uomini ritenuti gli scafisti dell’imbarcazione carica di migranti naufragata nel Canale di Sicilia provocando la morte di almeno 45 persone (tra le quali tre bambini) sono stati sottoposti a fermo di Polizia dopo lo sbarco dei superstiti avvenuto due giorni fa. Ha invece ormeggiato a Pozzallo ieri mattina la nave “Dattilo” con a bordo 321 migranti. Tra loro numerosi minori, si calcola siano 130. E ancora. Il pattugliatore irlandese L.E. Roisin ha fatto sbarcare a Brindisi 346 migranti di origine africana tratti in salvo nel Canale di Sicilia mentre è giunta nel porto di Corigliano Calabro la nave di Medici senza frontiere con a bordo 403 persone.

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