Chiara Boschis: "Il green è l'unica via"

Chiara Boschis: "Il green è l'unica via"
È stata la prima barolista a scendere in vigna e in cantina: “Abbiamo fatto la rivoluzione rosa e ora ci sono tante donne in campo ma è quella verde a essere necessaria adesso”
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Quando c’erano i «Barolo boys», lei era l’unica «Barolo girl». Tenace e appassionata, erede di una famiglia che può vantare nove generazioni di viticoltori, Chiara Boschis è stata la prima barolista a sporcarsi le mani in vigna e in cantina, guidando dal 1990 una delle più antiche aziende del Comune di Barolo, la E. Pira & Figli.


Laurea in Economia, Chiara ha iniziato la sua carriera di winemaker imparando il mestiere dal padre e sposando le idee innovative per realizzare un moderno Barolo che si imponevano in quegli anni. «Essere una donna con delle idee rivoluzio- narie in una realtà vinicola prevalentemente ma- schile e tradizionalista non è stato affatto facile, ma io ho sempre venduto cara la pelle – racconta la produttrice –. Oggi, finalmente, vedo una bellis- sima generazione di donne che lavorano in Langa, viaggiano per il mondo ed esprimono grande professionalità e determinazione nel prendere le redini delle proprie aziende e far conoscere la qualità dei nostri vini». Artigiana rigorosa impegnata in una piccola produzione di altissima qualità, Chiara non ha mai avuto paura di sperimentare, avviando prati- che come l’abbassamento delle rese e la vinifica- zione in barrique delle uve dai singoli cru come i suoi preziosi Cannubi e Mosconi per ottenere una qualità sempre maggiore. «Novità di cui tutti hanno poi beneficiato, al di là delle posizioni più o meno moderniste» dice Boschis.


Dopo trent’anni, potremmo definirla un’innovatrice che ha fatto pace con la tradizione. Ma l’entusiasmo e il gusto per le sfide sono rimasti intatti: «Archiviata con successo la rivoluzione rosa, credo sia arrivato il momento di fare quel- la verde, impegnandoci tutti per un’agricoltura più pulita e sostenibile» sottolinea, mostrandoci vigneti sani che pullulano di nidi per gli uccelli, arnie per le api, piante da frutto e arbusti. «Noi umani ne abbiamo fatte di cotte e di crude, ma siamo ancora in tempo a farci perdonare da ma- dre natura. Dal 2010 ho iniziato il percorso della certificazione biologica e oggi, concentrandomi sulla biodiversità, mi sento una donna del vino più serena: ho capito qual è la mia strada, voglio fare vini che siano puliti, espressione totale del territorio. Voglio soprattutto che questo mio impegno si senta in ogni bottiglia».


E se il suo Barolo Cannubi 2014 è stato il primo a uscire con il certificato bio in etichetta, Chiara negli anni ha convinto tutti i produttori della menzione Cannubi a coltivare le vigne in regime biologico. «Quasi tutti – precisa la barolista -. Ne ho convinti 24 su 26, ma non mi darò pace finché non avrò raggiunto il 100%».

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