In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Dallo spumante di montagna al Moscato d'Asti, ecco i vini della settimana

Dallo spumante di montagna al Moscato d'Asti, ecco i vini della settimana
(ansa)
Per gli abbinamenti con il menù di questa settimana cinque bottiglie presentate pochi giorni fa al Merano Wine Festival
2 minuti di lettura

Per gli abbinamenti di questa settimana abbiamo selezionato per voi 5 etichet­te presentate al Merano Wine Festival, uno degli eventi più esclusivi dedicati al mondo del vino, da poco terminato. Come di consue­to, l'attenta selezione delle aziende ha garantito degu­stazioni più che interessanti che ci hanno confermato - qualora ce ne fosse stato bisogno - che la produzione vinicola italiana sta accor­ciando sempre di più le distanze da quella francese.

Il menù debutta con un invitante antipasto a base di frittelle, cavolo e speck. Una sorta di pancake all'italiana che gioca con la sapidità del salume e la tendenza dolce dell'ortaggio. Per creare l'abbina­mento perfetto, cade a fagiolo il Perlé Rosé Trento extra brut di casa Ferrari. 80% Pinot nero e 20% Char­donnay, lo riconoscete per il suo micro perlage infinito, i suoi fragranti aromi fruttati e la struttura estremamen­te raffinata che accarezza il palato come un elegante foulard. Un sorso perfetto per cominciare, prima di passare al corroborante minestrone con orzo e fagio­li azuki.

Una zuppa non troppo calorica, ma non per questo priva di gusto. Densa, morbida, profuma­tissima, perfetta in com­pagnia di un buon calice di Barbaresco Bricco di Neive Riserva, prodotto da Dante Rivetti. Colore rosso granato compatto, naso intensamente floreale, bocca morbida ma non ruffiana grazie all'ottima gestione del tannino. Un buon bere, non c'è che dire, ma siamo solo all'ini­zio e dobbiamo pensare alla struttura del secondo piatto per evitare insidie.

Che fare al cospetto di anguilla fritta in polenta con verdure e balsamico? Qui ci vuole qualco­sa in grado di fare da contraltare, perché da un lato le carni dall'an­guilla, dall'altro la cottura, ci parlano di una preparazio­ne ricca che ha bisogno di un escamotage per trovare il giusto equilibrio tra sorso e boccone. Una bollicina potreb­be andare bene, certo, ma siamo sicuri che un sorso di Beyond the Clouds, grande cuvée a base Chardonnay (arricchita da altre uve a bac­ca bianca) vi lascerà soddi­sfatti. Prodotto in Alto Adige da Elena Walch, matura in barrique france­si per circa 10 mesi, affi­nando poi in bottiglia. Un vino di razza, complesso al naso e al palato, inflessibile e dunque perfetto per non cedere di un passo di fronte alle caratteristiche “prepo­tenti” del piatto.

Proseguen­do con un contorno come il cavolfiore in crosta, cotto come fosse un arrosto, vinciamo facilmente scegliendo un’etichetta in cui l'eleganza ha la meglio sulla potenza, assicurandoci un sorso appa­gante che non offuschi la delicatezza del piatto. Perfetto, dunque, il Vermen­tino Saragat Isola dei Nuraghi prodotto nella provincia di Oristano dalla cantina Atzei. Acciaio e bottiglia, macchia mediter­ranea al naso, delicatamen­te sapido in bocca.

Per fini­re, eccoci con un delizioso dessert autunnale come la crostata di cachi. Buona dol­cezza, ma anche una nota acida. Per gustarla al meglio, non ci resta che ac­compagnarla ad un profu­mato calice di Erik, Moscato d'Asti prodotto da Do­gliotti 1870 caratterizzato da una spuma delicata ma persistente, estremamente fresco e con una chiusura gradevolmente sapida che rende il sorso vincente e per nulla stucchevole.