Un prosecco a tutto pasto

Un prosecco a tutto pasto
La bollicina nostrana più conosciuta (e venduta) al mondo sa farsi valere in compagnia di piatti leggeri, ma anche di preparazioni più sofisticate e dolci
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Prosecco a tutto pasto: perché no? Si tratta di un vino democratico con il quale tutti noi abbiamo confidenza, poiché lo abbiamo degustato almeno una volta nella vita. Ma i Prosecco sono tutti uguali? Certo che no. Ci troviamo al cospetto di un universo enologico complesso e racchiuso all’interno di un vasto territorio,tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, un comprensorio “benedetto” che, tra Doc e Docg, ha costruito nel tempo una immagine così forte da diventare portabandiera del Made in Italy nel mondo. 

 

Protagonista il vitigno Glera (principe del metodo Charmat o Martinotti, ma non solo come vedremo), a cui si accompagna il Pinot nero nella recente - amata e odiata - versione rosé. Ecco perché i Prosecco possono degnamente accompagnare un menu, soprattutto estivo, dall’antipasto al dolce. La bollicina nostrana più conosciuta (e venduta) nel globo sa farsi valere in compagnia di piatti leggeri, ma anche di preparazioni più sofisticate e dolci: vediamo come. 

Se decidiamo di rendere omaggio alla Serenissima aprendo il pasto con un bel Carpaccio alla Cipriani - controfiletto di manzo giovane con maionese, limone e salsa Worcestershire - dobbiamo tenere a mente che questo è un piatto storico, nato nell’Harry’s bar di Venezia negli anni Cinquanta. Per non sbagliare, affidiamoci al Prosecco rosé brut millesimato prodotto a Valdobbiadene da Ruggeri: moderatamente alcolico, ma con una buona struttura in grado di “reggere” il confronto con le carni del manzo crudo e la personalità della salsa.

Proseguendo il pasto con un grande classico come gli spaghetti quadrati vongole e foglie di broccoli, abbiamo un surplus di dolcezza dato dai molluschi, stemperato dalla nota vegetale delle foglie di broccoli. Un piatto dai sapori in equilibrio che non vanno alterati, anzi vanno assecondati, con un brioso sorso di Prò Brut Millesimato di Tenute Tomasella, Treviso Doc 100% Glera, di grande freschezza e dal sorso elegantemente fruttato.

Restando in tema di cucina marinara, un secondo piatto tipico del Trentino Alto Adige a base di trota salmonata con yogurt e mele, arricchito da erbe aromatiche, è adattissimo da consumare in caso di calura eccessiva, in quanto non richiede cottura alcuna. Meglio dunque proseguire sulla scia della freschezza, abbinandolo ad un “campione” come il Valdobbiadene Superiore di Cartizze La Rivetta di Villa Sandi, nato da poco più di 100 ettari di vigneto collinare, tra Santo Stefano e San Pietro di Barbozza. 

Se per contorno scegliamo un piatto estivo e profumatissimo come l’insalata pantesca - ricetta siciliana dove trionfano i sapori mediterranei, dal pomodoro all’origano e basilico, dalle patate ai capperi e cipolle di Tropea -, dobbiamo giocare d’astuzia e far scendere in campo il Cartizze Metodo Classico di Bisol che spariglia le carte e rimette tutto in gioco.

Chiudendo la partita abbinando un profumato semifreddo all’albicocca con un delicato extra dry Blu Millesimato di Val d’Oca.