The World's 50 Best Restaurant: tanti big perdono posizioni e l'Italia spera

The World's 50 Best Restaurant: tanti big perdono posizioni e l'Italia spera
Pubblicata la lista dal numero 51 al 100. Molti nomi importanti della ristorazione mondiale declassati, e nessun italiano. Lasciando ampio spazio alla speranza di promozioni. Boom dell'Asia
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Londra, 5 luglio 2022. Una data apparentemente qualsiasi, che però segna nel settore enogastronomico una tappa importante dell'anno lavorativo. La presentazione - nuovamente in Europa, dopo che era stata fissata per quest'anno in quel di Mosca - della The World's 50 Best Restaurant. Nel caso specifico, della seconda parte della classifica, tra le più famose al mondo, ovvero quella che va dalla 51esima alla 100esima posizione. Un evento perché la 50 Best, com'è comunemente e amichevolmente appellata, rimane tra le classifiche più seguite e attese del mondo, tanto da diventare, nei fatti, uno specchio dei tempi. E dello stato dell'arte di un settore, l'alta cucina, che ha sofferto la pandemia, lo stop del turismo e la conseguente crisi economica. E che oggi sta costruendo delle nuove fondamenta. In quest'ottica, l'edizione 2022 ha lanciato (per ora, in vista della prossima rivelazione delle posizioni dalla 1 alla 50, che si terrà ancora a Londra il 18 luglio) nell'etere numerosi spunti di riflessione. Tra cui uno che riguarda molto da vicino il nostro Paese. 

Tresind Studio, Dubai 
Tresind Studio, Dubai  

L'arrivo dell'Oriente. È sicuramente una delle prime anomalie, se così la si può definire, a saltare agli occhi di un lettore anche non pienamente attento e consapevole: Tokyo, Shangai, Bangkok, Seoul, Singapore, Hong Kong sono le mete del futuro. La differenza in percentuale di presenza tra le grandi capitale dell'Oriente rispetto agli altri angoli del globo è importante. E non solo perché quest'anno sono state aperte le porte ai ristoranti del Medio Oriente, precedentemente esclusi, ma perché la stastistica è decisamente a loro favore e racconta una storia interessante. Sono 14 i nuovi ristoranti in lista provenienti dall'Asia, un nucleo nutrito all'interno del quale ritroviamo due nazioni totalmente estranee alla The World's 50 Best Restaurant precendemente: la Cina e Singapore (entrambe destinazioni già note, invece, alla The World's 50 Best Bar). Due i nuovi ingressi provenienti dal Medio Oriente, tra cui il Trèsind Studio a Dubai, che ha vinto il premio come New Entry più alta in classifica, Award che lo scorso anno era andato al ristorante Alchemist di Copenaghen: il locale nordico si era fermato alla 58esima posizione (e attualmente non è presente in questa tranche di classifica), mentre il ristorante mediorientale ha guadagnato una posizione rispetto al collega, arrivando al numero 57. 

La speranza dell'Italia. Attualmente tra le posizioni 51 e 100, non è presente nessun ristorante del nostro Paese. Una sorpresa sicuramente, magari per i pessimisti non buona, ma per chi è capace di leggere la lista nella sua interezza può parlare di grandi promozioni. O almeno della loro possibilità. Erano due i rappresentanti della cucina tricolore lo scorso anno: Uliassi di Mauro Uliassi alla 52esima posizione e il St. Hubertus di San Cassiano, guidato da Norbert Niederkofler, che con la sua 54esima posizione si aggiudicò il premio come miglior performance dell'anno con un balzo in avanti di ben 62 posizioni. Il silenzio, al momento solo apparente, di queste due voci così importanti della nostra cucina fa pensare. Ma fa soprattutto sperare: se fossero passati nella parte alta della classifica, i ristoranti italiani censiti tra i 50 migliori al mondo passerebbero - almeno - da 4 a sei (gli altri sono Lido84, Piazza Duomo ad Alba, Le Calandre e il Reale). 

Una maggiore severità è quella che è stata riscontrata nei confronti di molti grandi nomi della ristorazione mondiale. Almeno apparentemente, visto che in delle posizioni centrali o addirittura quasi basse della classifica 51-100 troviamo delle stelle assolute. Indirizzi che lo scorso anno lottavano per la top 25, o addirittura ci erano proprio dentro. Uno dei declassamenti che saltano di più all'occhio è quello di Atelier Crenn a San Francisco, casa della chef Dominique Crenn: dalla 48esima posizione di ottobre 2021 (causa Covid la presentazione fu fatta in autunno) alla 72esima dell'edizione presentata a Londra il 5 luglio. Similare la sorte del Allenò Paris, Pavillon Ledoyen di Parigi, che dalla posizione numero 41 è scivolato fino alla 58: una discesa meno importante del precedente, ma impossibile da non notare. Il tonfo più pesante e che fa più riflettere è quello del Cosme di New York City: 22esimo ristorante migliore del mondo nel 2021, quest'anno non se ne trova traccia se non si scende fino al numero 69 di questa lista prestigiosa e breve, in cui ogni posizione pesa notevolmente. 

Sono stati gli ispettori a essere più severi? Hanno fatto pesare quest'anno i giudizi magari trattenuti lo scorso anno, quando la scure del lockdown era ancora troppo vicina e presente? Oppure magari sono solo delle eccezioni, celebri, ma delle eccezioni? Per poter trovare una chiare di lettura definitiva e sicura, bisognerà aspettare il 18 luglio 2022. Ancora Londra, ancora The World's 50 Best Restaurant, pronti a tifare Italia. 

 

La Lista 

51 Alcalde - Guadalajara
52 Sud 777 - Mexico City
53 D.O.M. - São Paulo
54 Lyle's - London
55 Azurmendi - Larrabetzu
56 La Colombe - Cape Town
57 Trèsind Studio - Dubai
58 Alléno Paris au Pavillon Ledoyen - Paris
59 Sazenka - Tokyo
60 Rosetta - Mexico City
61 La Grenouillère - La Madelaine-sous-Montreuil
62 Ernst - Berlin
63 Chef's Table at Brooklyn Fare - New York
64 Fu He Hui - Shanghai
65 Le Du - Bangkok
66 Sühring - Bangkok
67 Evvai - São Paulo
68 Kjolle - Lima
69 Cosme - New York
70 Zén - Singapore
71 Mingles - Seoul
72 Atelier Crenn - San Francisco
73 Kol - London
74 Blue Hill at Stone Barns - Pocantico Hills
75 Samrub Samrub Thai - Bangkok
76 Neighborhood - Hong Kong
77 Table by Bruno Verjus - Paris
78 Lasai - Rio de Janeiro
79 Estela - New York
80 AM par Alexandre Mazzia - Marseille
81 Brat - London
82 Sézanne - Tokyo
83 El Chato - Bogotá
84 Gimlet at Cavendish House - Melbourne
85 Raan Jay Fai - Bangkok
86 Mikla - Istanbul
87 Orfali Bros Bistro - Dubai
88 Mishiguene - Buenos Aires
89 Máximo Bistrot - Mexico City 
90 Wolfgat - Paternoster
91 Oriole - Chicago
92 Indian Accent - New Delhi
93 Hertog Jan at Botanic Sanctuary - Antwerp
94 Burnt Ends - Singapore
95 Meta - Singapore
96 Maní - São Paulo
97 Benu - San Francisco
98 Tantris - Munich
99 Flocons de Sel - Megève
100 Wing - Hong Kong