Menu senza prezzi per le donne, l'ultimo sguardo al passato della cucina

(@Stockfood)
(@Stockfood) 
“I piaceri del Gusto” - domani in edicola con la Repubblica, La Stampa, Gazzetta di Mantova e la Provincia Pavese - lancia una campagna. Sul numero del mensile anche il racconto dei vini più amati dagli italiani, le ricette di Pasqua, consigli per gite fuori porta e il cibo nei libri di Elena Ferrante
3 minuti di lettura

«La cucina di un ristorante non è un posto da donne e più sale il livello della ristorazione più l’ambiente si fa maschilista». La denuncia parte da Viviana Varese, chef stellata da sempre in campo per i diritti delle donne. Ma se ai fornelli la situazione non è rosea, anche in sala ogni tanto si inciampa. In particolare in due momenti chiave, il menù e la scelta del vino. 

Il punto di partenza è che a tavola ci sia una coppia composta da una donna e da un uomo. Questa eventualità innesca una serie di momenti, tollerabili, forse graditi, in un passato prossimo, ma oggi anacronistici. Momento 1. Il cameriere porge a lei un menù senza prezzi decidendo a priori che sarà lui a pagare il conto. La versione ufficiale è quella della galanteria, anche se ormai non regge. Il messaggio che arriva come uno schiaffo è che il menù con i prezzi - soprattutto nella ristorazione più alta - viene consegnato a chi può pagare. Momento 2. La scelta del vino. La carta dei vini viene sempre consegnata a lui - ah già, ci sono i prezzi - e la stessa abitudine si ripete per l’assaggio, forse perché chi sceglie paga. Ma anche qui la galanteria nasconde altri pensieri. Tipo: tanto le donne non capiscono nulla di vino. Considerazione sbagliata perché il vino, lui no, non fa nessuna differenza di genere: piace a tutte e tutti e gli piacciono tutte e tutti.

 La copertina de "I piaceri del Gusto" illustrata da Riccardo Guasco
 La copertina de "I piaceri del Gusto" illustrata da Riccardo Guasco 
La gestione del menù e del vino getta un’ombra sulla visione di alcuni ristoranti che hanno mantenuto i menù differenziati. I piaceri del Gusto, il supplemento in edicola domani con La Stampa, la Repubblica, Gazzetta di Mantova e la Provincia pavese, riaccende i riflettori su questo malcostume con un editoriale e un servizio firmato da Eleonora Cozzella, che racconta come il caso sia deflagrato per la prima volta negli Anni ’80 quando in un ristorante di Los Angeles due soci in affari alle prese con lo stesso eccesso di galanteria denunciarono il ristorante vincendo la causa per discriminazione sessuale.  Quell’episodio cancellò quasi totalmente l’usanza nei ristoranti statunitensi. L’Europa del Sud è rimasta più indietro, l’Italia anche. «Ci sono altri modi per essere galanti al ristorante - spiega ancora Viviana Varese -. Per esempio da noi a Viva (il suo ristorante di Milano, nda) quando la coppia lascia il ristorante non aiutiamo mai la donna a indossare il soprabito, aiutiamo l’uomo e porgiamo a lui il soprabito di lei. Sarà lui ad aiutare lei, questo per noi è romantico. Non un conto senza prezzi».

Quello del gusto è un mondo abituato ad abbattere schemi e barriere, a contaminare, ad accogliere e a cambiare senza la necessità di dichiararlo ma facendolo e basta. Così queste eredità di un passato dove l’uomo pagava, sceglieva e alla fine imponeva, suona stonato. Quando al tavolo c’è una coppia effettivamente seduta a cena o a pranzo per un momento di romanticismo e il vino viene fatto assaggiare all’uomo senza prendere in considerazione la donna, si privano entrambi i commensali della piacevolezza di condividere una scelta, della complicità nel godersi il primo sorso e soprattutto si priva lui del piacere di scoprire il piacere di quel calice negli occhi di lei. Da qualunque parte la guardi, è una stupidaggine.

 

A renderla ancora più ridicola ci pensa Alessandro Pipero dell’omonimo ristorante stellato di Roma, che spiega a Eleonora Cozzella su I piaceri del Gusto: «Un gesto anacronistico e anche un po’ stupido. Ci obbligano a esporre fuori il menù con i prezzi e dentro qualcuno li nasconde?». Una battaglia di civiltà. Ma soprattutto una battaglia di libertà per togliere qualche steccato e aggiungere un po’ di piacevolezza al momento della tavola che dovrebbe essere fatto solo di piacere. Senza imbarazzi.

Un'illustrazione di Riccardo Guasco per "I piaceri del Gusto"
Un'illustrazione di Riccardo Guasco per "I piaceri del Gusto" 

Il numero de I piaceri del Gusto in edicola domani presenta ai lettori le bottiglie più amate dagli italiani, le più bevute, una classifica dei vini del cuore, l’elenco dei 40 under 40 che stanno riscrivendo il futuro dell’enologia italiana e si prepara a una riflessione nel viaggio verso il Vinitaly che si aprirà domenica a Verona

 

Ci sarà spazio per la Pasqua con le sue ricette e le super proposte di gite fuoriporta, ma anche con i piatti che fanno del giorno della Resurrezione una festa trasversale capace di unire culture diverse. E, parlando di cultura, in questo numero di aprile racconteremo anche il «Gusto» degli italiani visto con gli occhi dei curatori della bellissima mostra in corso al museo «M9» di Mestre e il mondo del cibo da scoprire nei romanzi di Elena Ferrante.