Il colore verde? È sinonimo di bontà se bilanciamo verdure cotte e crude, chiare e scure

(@Kkolosov da Pixnio)
(@Kkolosov da Pixnio) 
Quelle a foglia forniscono vitamina C, calcio e ferro, mentre quelle di una tinta brillante, come spinaci e carciofi, sono ricche di carotenoidi utili nella prevenzione della degenerazione maculare senile. Solo una persona su 10, però, mangia i giusti nutrienti derivanti dagli ortaggi
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Il verde clorofilla è il colore stesso della natura. La clorofilla dei cloroplasti consente la fotosintesi clorofilliana, ovvero ciò che permette alle piante di ottenere energia dalla luce. È green tutto ciò che richiama il lussureggiamento di pianure, monti, foreste e coltivazioni in genere. E la tendenza moderna di indicare come buono tutto ciò che è green, fin addirittura i nostri documenti-lasciapassare: il greenpass, appunto.

Non è sbagliato accostare il “buono” al colore “verde” perché davvero possiamo considerarlo un sinonimo. Un derivato del termine verde è verdura, ovvero ciò che non può mancare sulle nostre tavole. La gran parte degli alimenti verdi sicuramente è rappresentata dalle verdure: broccoli, lattughe, cicorie, insalate in genere, cetrioli, carciofi, asparagi, ecc. ma anche legumi come i piselli, frutta come kiwi, avocado o frutta secca come i pistacchi, nonché aromi come prezzemolo, basilico, salvia. Tutti questi alimenti hanno in comune il colore verde anche se ciascuno di essi fornisce nutrienti simili oppure differenti anche nelle percentuali.

I cibi verdi, a seconda della tipologia, possono essere consumati crudi o cotti. Tutte le insalate che in genere si consumano tal quali mantengono intatto il loro carico vitaminico derivante da vitamine idrosolubili, che una eventuale cottura degraderebbe. Le verdure crude verdi sono ricche di folati che sono utili sia nella prevenzione dell’insorgenza dell’anemia e nella donna in gravidanza per evitare patologie come la spina bifida del feto. Sono molto ricche di potassio ma anche di vitamina K, che è liposolubile, cioè si assorbe meglio in presenza di grassi (olio, burro..) ma può creare problemi a coloro che soffrono di eccessiva coagulazione del sangue. Le verdure verdi, in particolare quelle a foglia verde, forniscono  vitamina C,  calcio, ferro e altri nutrienti, anche se le quantità variano in base al tipo di verde. Le verdure di colore verde intenso, come gli spinaci, i carciofi e le biete sono ricchi di carotenoidi del tipo betacarotene, molto utili nella prevenzione della degenerazione maculare senile.

I broccoli hanno un potenziale antitumorale e certamente è preferibile non consumarli a crudo perché contengono goitrine, antinutrienti che interferiscono con l’attività della tiroide, anche i cavoli crudi presentano lo stesso inconveniente. Ovvio che piccole quantità di tanto in tanto non costituiscono un grave pericolo ma, per ottenere il massimo da ogni tipologia di verdure verdi occorre elaborarle in maniera consona per ottenere i migliori benefici. La ricerca è in corso per scoprire tanti altri benefici.

Inoltre, mangiare cibo locale, cioè quello definito “a chilometro zero” e stagionale, oltre ad aiutare i produttori locali, consente anche di risparmiare l'energia necessaria alla refrigerazione e al trasporto delle merci medesime, infatti si riducono le emissioni dovute al consumo di carburante. È assodato che una sola persona su 10 mangia i giusti nutrienti derivanti da verdure. Il colore verde è associato alle vitamine e a una serie di sostanze fitochimiche che promuovono la salute. Dette sostanze fitochimiche, che conferiscono alle piante il loro colore, gusto e odore, presenti nelle piante, sono essenziali per la salute. Impariamo a fare un giusto mix tra verde chiaro e verde scuro e tra verdure cotte e crude ma non escludiamole mai.