A Londra la focacceria più piccola del mondo: in una cabina del telefono si vende la mortadella

A Londra la focacceria più piccola del mondo: in una cabina del telefono si vende la mortadella
Si chiama Pinkadella ed è stata fondata da poche settimane dall'italiano Gabriele Contente. La materia prima arriva da casa, mentre la focaccia da un forno italo-inglese poco distante da Hampstead Heath
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Quattro fette di profumata mortadella all’interno di una soffice focaccia sfornata poche ore prima, ed ecco che il palato internazionale della capitale inglese scopre il piacere di addentare una delle specialità italiane per eccellenza. A dare un tocco di originalità a questo classico del Belpaese, è il fatto che viene preparato all’interno di una telephone booth, la celebre cabina rossa del telefono icona intramontabile della cultura pop inglese.

In 2 metri e 51 centimetri di altezza per 80 centimetri di larghezza Gabriele Contente, 30 anni originario di Roma, dallo scorso primo gennaio prepara mortadella e focaccia ai passanti del quartiere residenziale di Hampstead Heath: studenti che rientrano da scuola, impiegati in pausa pranzo, pendolari che attendono l’arrivo del bus nella vicina fermata. Decine coloro che in queste prime settimane di operatività si sono fermati di fronte Pinkadella, nome nato dall’unione di “pink”, rosa in inglese, e “della” da mortadella, incuriositi sia dall’aspetto alquanto originale di Gabriele vestito come un salumiere d'altri tempi con cravatta e cappello (rigorosamente rosa) che dal profumo di buono che esce dalla telephone booth. “Da tre anni vivo a Londra e ho sempre avuto l’idea di aprire un business nel campo della ristorazione - spiega il 30enne -. La mia principale professione è comporre musica e mi sono trasferito nella capitale inglese proveniente dagli Stati Uniti per continuare questo percorso. Ma vengo anche da una famiglia dove la cucina è sia passione che fonte di guadagno. Mio nonno aveva dei ristoranti a Roma, mia madre e mio fratello sono chef e, dato che Londra è storicamente la città delle opportunità e delle sperimentazioni in campo culinario, perché non lanciarmi?”.

Nasce così la cabina telefonica che sforna mortadella, rigorosamente preparata e spedita dall’Italia, e focaccia bianca consegnata ogni mattina da un forno poco distante gestito da italo-inglesi. Le stesse possono essere anche condite con pesto di pomodori, pesto genovese, pomodori secchi, salsa di peperoni e burrate per accontentare il pubblico vegetariano e vegano. Il costo va dalle 6 sterline (poco più di 7 euro) fino a un massimo di 8 sterline, circa 10 euro. “Tostata” inclusa. Per dare una spinta ancora maggiore alla romanità della proposta, nel menù sono presenti anche bombe calde al cioccolato da accompagnare al caffè Espresso e c'è anche la possibilità di riempire di caffè la propria tazza termica, così si dà anche una mano all’ambiente mettendo in circolazione mano plastica. La scelta di aprire la focacceria più piccola del mondo, perché ad oggi le misure questo dicono, nasce dal fatto che Gabriele ha voluto prima testare la sua proposta culinaria cercando al tempo stesso di ottimizzare le spese di affitto. Da qualche tempo a Londra esiste la possibilità di prendere in affitto le cabine ormai cadute in disgrazia soppiantate dai telefoni cellulari. Il costo medio di affitto è di 300 sterline al mese, circa 360 euro, più le spese per i permessi e la fornitura di energia elettrica. Per quanto riguarda la mortella, è un salume presente già da tempo nei supermercati inglesi, ma non tutti conoscono come abbinarlo al meglio. E la focaccia bianca è sicuramente l’accoppiata vincente, meglio ancora se preparata da un romano doc.

“Ho aperto solo da pochi giorni e sono ancora nella fase di sistemare alcuni aspetti del business; anche se tutto è racchiuso in un paio di metri cubi, c’è molto da fare - racconta Gabriele -. Mio fratello Gianni mi ha aiutato col nome per farlo suonare bene all’orecchio degli inglesi, inizialmente avevo scelto ‘Li mortazza’ dell'esclamazione romanesca ‘li mortacci’, ma ammetto che avrei dovuto dare troppe spiegazioni a chi mi chiedeva cosa significasse. La mia amica Chiara mi ha disegnato il logo e la mia fidanzata Magdalena mi aiuta con i social. Fortunatamente le soddisfazioni in termini di vendite e apprezzamento non mancano. Prossimo passo, ma molto futuro, portare Pinkadella a Roma e sempre all’interno di una cabina rossa del telefono. Potrebbe essere quel tocco di originalità che potrebbe fare la differenza nella patria della pizza bianca e mortazza. Prima, però, c’è da conquistare Londra”.