Quel bianco figlio della luna e di Paolo Bosoni

Paolo Bosoni col figlio Diego 
Il Vermentino di Colli di Luni nasce dalla tenacia del patron delle Cantine Lunae ma anche da un terroir già caro agli etruschi. Oggi, negli 80 ettari della tenuta, dove i diserbanti sono stati aboliti e la vendemmia è manuale, si fa sperimentazione con il Cnr di Torino. E si producono anche liquori e distillati
3 minuti di lettura

Le loro vigne si estendono nei Colli di Luni, provincia della Spezia, dalla pianura a sud del fiume Magra fin alle pendici delle Alpi Apuane. Ultimo lembo della Liguria di levante, al confine con la Toscana. In questa terra cantata da Dante, fiorente e ricca di paesaggi sin dai tempi antichi, sorgeva la città di Luni, allora bagnata dal mare, tanto bella e splendente di marmi, da far credere ai Barbari invasori che la saccheggiarono, che si trattasse della grande Roma. Una storia che ha radici antiche anche per quanto riguarda la viticultura, perché proprio la Liguria e soprattutto queste fertili terre furono individuate dagli Etruschi come uno tra i luoghi più vocati per produrre uva.

Portus Lunae era uno scalo etrusco e poi romano, battezzato così in onore dell’antica dea della Luna, Selene. E Lunae è anche il nome della cantina dei Bosoni, famiglia che da cinque generazioni produce vino, portando avanti la lunga tradizione enologica di questi luoghi, basandosi sui principi di pratiche antiche, sulla valorizzazione dei vitigni locali e dimenticati e sul rispetto dei cicli della natura. L’attuale "Cantina Lunae" nasce grazie alla testardaggine, bravura e lungimiranza di Paolo Bosoni, oggi settantaseienne, che ha trasformato, col supporto della moglie Antonella, una semplice realtà produttiva e agricola, tre ettari destinati alla produzione di vino sfuso, in un’azienda qualificata e competitiva, di grande impatto qualitativo e produttivo con una forte e incisiva presenza sul territorio. Fino all’ottenimento della Doc Vermentino Colli di Luni.

Bosoni ha aperto una strada, superando le diffidenze generazionali del padre. «Ho scelto di eliminare l’uso di diserbanti e di utilizzare concimi naturali - racconta - Le uve sono raccolte manualmente in piccole casse. Si decide il momento della vendemmia in funzione delle diverse esposizioni e tipologie coltivate, oltre che sulla base di una serie di analisi sui grappoli e di assaggio delle uve, che verranno in seguito accuratamente selezionate.

La vendemmia è manuale 

La nostra filosofia è di valorizzare e riscoprire vitigni autoctoni, portandoli alle loro massime espressioni. Il vermentino è il vitigno sul quale lavoriamo da sempre in vigna e in cantina consapevoli delle sue prerogative uniche legate al nostro territorio. Lo abbiamo nobilitato. Abbiamo scelto inoltre di preservare e impiantare vitigni autoctoni come Albarola, Vermentino Nero, Malvasia, Pollera Nera e Massareta consci dell’unicità dei loro frutti».

La famiglia Bosoni: Paolo con la moglie Antonella e i figli Diego e Debora 

Tutto questo si è tradotto in una eccezionale spinta alla crescita economica della Lunigiana. Paolo Bosoni, affiancato dai figli Diego, 42 anni, e Debora, 37, ha rilevato numerosi appezzamenti, e oggi possiede 80 ettari di vigne, con 40 collaboratori e un giro d’affari di circa 10 milioni di euro. «I filari, posti tra pianura e colline - spiega Diego - sono suddivisi in piccoli appezzamenti di 2-3 ettari. Abbiamo varietà interessanti e introvabili, affiancate naturalmente dal protagonista indiscusso della zona, il Vermentino».

Le alpi Apuane e le montagne proteggono dai venti freddi del nord, il mare regala una buona ventilazione e una notevole escursione termica, ottima per la qualità e i caratteri dei vini. Tre ettari sono caratterizzati da vigneti sperimentali, per studiare e sviluppare le caratteristiche dei vitigni tradizionali, in collaborazione con la Regione Liguria e con il Centro Nazionale di Ricerche di Torino. Centocinquanta piccoli vignaioli locali, affiancati quotidianamente dallo staff tecnico dell’azienda, conferiscono le loro piccole produzioni, mantenendo così le tradizioni e le qualità della viticoltura della zona. Questa collaborazione ha permesso a Lunae di rivalutare aree vitate particolarmente vocate e di riscoprire antichi vitigni autoctoni dalle grandi potenzialità. Ma anche di ridare vita e nuovi stimoli a piccole realtà contadine.

Negli anni in Lunigiana sono nati agriturismi, cantine ed enoteche, e sono stati sviluppati una serie di percorsi del vino ed enogastronomici. I vini di Lunae e degli altri produttori ben si sposano, del resto, con i piatti della cucina locale: la pasta al pesto, i testaroli, la focaccia, le farinate, la mesciua (strepitosa zuppa di fagioli, ceci e chicchi di grano), il pescato, i muscoli (cozze) ripieni, il coniglio

Il Vermentino di Colli di Luni si sposa alla perfezione con le specialità locali, a partire dal pesto 

«Qualità e passione - insistono Paolo e Diego Bosoni - sono stati sempre i punti cardine della produzione che hanno consacrato le Cantine Lunae come un punto di riferimento del panorama enologico ligure. La nostra filosofia si può riassumere in tre parole chiave: comprendere, coltivare e raccogliere. Comprendere la storia e la terra, coltivare le uve e le passioni e raccogliere dalla tradizione le chiavi di lettura per il futuro».

Il museo della Cantina Lunae 

La cantina di vinificazione, dotata di vasche in acciaio a temperatura controllata, barriques e botti in rovere, è il luogo in cui si esprimono questi principi. Qui Paolo Bosoni, con il fratello Lucio e un gruppo di tre giovani enologi, lavora seguendo la propria filosofia. Ad essa si affianca la "Ca’ Lunae", un vecchio casale del ‘700 che oggi, dopo un certosino lavoro di restauro durato quasi 10 anni, ospita un centro di degustazione e un museo contadino, ricco di attrezzi per la lavorazione della vigna e la vinificazione, con una raccolta di fotografie storiche che raccontano la vendemmia. E per finire, è possibile visitare il liquorificio, il regno di Debora, dove nascono il limoncino, il dragoncello, il rosolio e l’erba cedrina.