Lambrusco, tanto frutto e ottimo rapporto qualità-prezzo

Viaggio nella cantina cooperativa Santa Croce a Carpi (Modena), storica cooperativa oggi con 250 soci. Secco, amabile, spumantizzato, il Lambusco non delude e mette d'accordo il meglio della cucina dei piatti autunnali, dalla cassoeula lombarda alla bagnacaoda piemontese fino al cotechino e ai salumi emiliani
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C’è un vino che mette d’accordo tutti nella Pianura Padana quando si tratta di celebrare i piatti autunnali: cassoeula in Lombardia, bagnacaoda in Piemonte e cotechino in Emilia: è il Lambrusco. Ora, i diversi vitigni del Lambrusco – salamino, sorbara, grasparossa, lancellotta – hanno origine dalla ‘Vitis labrusca’, una vite selvatica che cresceva ai margini dei campi già in epoca romana. A lato di fossi e argini, ai giorni nostri, si può ancora ritrovare. 

La prima declinazione citata dell'antico vitigno – il salamino di Santa Croce – trova tra le sue migliori interpretazioni quella prodotta dalla cantina cooperativa omonima, fondata nel 1907 a Carpi, nel Modenese, da una cinquantina di soci, diventati oltre 250 nel terzo millennio. Ma questo numero, in costante crescita di anno in anno, rivela la bontà del progetto vitivinicolo seguito con perizia assoluta dall'enologo Michele Rossetto, veneto di nascita ma emiliano d'adozione. Sono 180mila i quintali di uva conferiti ogni vendemmia in cantina per un totale di 350mila bottiglie annue.

Sono stato con lui un mese fa a Carpi, e dopo un assaggio di svariati campioni di Lambrusco Salamino di Santa Croce di varie aziende, persino nella versione spumantizzata della Cantina Venti Venti di Medolla, che abbiamo premiato fra i 100 migliori vini d’Italia quest’anno, il calice perfetto è stato il Lambrusco Salamino di Santa Croce “Vigne Vecchie” 2020: un vino clamoroso, prodotto in sole 16mila bottiglie, dal colore violaceo intenso e concentrato e spuma rosea persistente. Al naso ha note fruttate profonde e cenni animali. È fragoloso e ciliegioso, fragrante e vivo. In bocca il velluto scorre su bollicine cremose, per un vino davvero d’antan realizzato con tecniche di massima valorizzazione del grappolo, da vigne di oltre vent’anni. Un Lambrusco secco e generoso, che rende omaggio agli appassionati del Salamino.

Lambrusco Salamino di Santa Croce Vigne Vecchie 

La vinificazione avviene con macerazione e fermentazione con lieviti indigeni a temperatura controllata in presenza di vinacce. Dopo la fase di presa di spuma, il vino viene lasciato sostare in autoclave a contatto con i lieviti di fermentazione. Il colore rubino vivo e intenso lo si ritrova anche nell’Amabile – sempre Lambrusco Salamino di Santa Croce – che ha invece profumo fruttato caratteristico, gusto rotondo tendente al dolce e vellutato. C'è anche la versione rosè 2020 che vira verso il colore rubino, da cui emerge la ciliegia e la mandorla; in bocca è avvolgente e ti accompagna una nuance aromatica. Ottimo l’abbinamento a gnocco fritto e tigelle. Quel pomeriggio abbiamo assaggiato anche il Lambrusco Salamino di Santa Croce “La Tradizione” anch’esso intrigante, prodotto con macerazione a freddo e fermentazione a temperatura controllata: è asciutto e sapido, ha colore rosso rubino, profumo fruttato nella prima fase di stagionatura, vinoso e deciso nella fase finale. 

Rimanendo nella pianura modenese, ma spostandoci da Carpi verso il comprensorio di Soliera e di Sorbara, prende vita il Lambrusco di Sorbara. E questo ha colore rosa classico, al naso percepisci la frutta fresca, in bocca è pieno, ammandorlato, con una setosità tannica e una persistenza aromatica del frutto che va fino in fondo. Alla gamma “Dop” della cantina sociale appartiene anche il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, per il quale bisogna raggiungere invece la prima fascia collinare per osservarne i vigneti di origine. Bello il colore rosso intenso con riflessi violacei, piacevolissime le note di frutta rossa matura. Delle altre interpretazioni dell'uva di origine, citiamo anche il Lambrusco dell'Emilia Rosso, blend di 70% di salamino e 30% di grasparossa  prodotto anche nella versione semi secco. Quindi il Lambrusco dell'Emilia Rosato  (60% salamino e 40% sorbara), fino alla linea di spumanti metodo Charmat a base Lambrusco: il “100 Vendemmie” così chiamato per celebrare il centenario della cantina, declinato con il Rosso Brut e il Rosè Brut.

Tutte fragranze che sposano la cucina padana. Tutti vini dall’eccezionale rapporto qualità/prezzo. W il Lambrusco!



Cantina di Santa Croce - Soc. Agr. Coop.
S. Croce di Carpi (MO)
SS 468 di Correggio, 35
tel. 059 664007

Una bottiglia di Lambrusco Salamino di Santa Croce “Vigne Vecchie” 2020:

euro 5