Terry Monroe, con spezie e nuovi progetti l’alchimista è al bancone

Dopo Opera 33 e le lezioni per Herbal Mixologist, arriva il nuovo format: una cocktail society segreta a Milano, dove assaggiare 79 aromi e anche qualcosa in più
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“Da grande voglio fare la contadina”. Così Mia Terri, più conosciuta come Terry Monroe, rispondeva quando, da bambina, le veniva posta la fatidica domanda su quale professione volesse svolgere una volta cresciuta. Ma la vita fa “giri immensi” e quelli di Terry la portano lontano dalla sua terra, la Lucania, e la fanno arrivare a Milano dove le occasioni per diventare contadina sono quasi nulle. Così, cercando un percorso per continuare a coltivare l’amore per la Natura, Terry si iscrive a un corso per diventare erborista. In contemporanea nasce in lei un’altra forte passione, quella per la professione di barista. "Avevo 16 anni quando iniziai a fare la barista. Ho lavorato dietro al bancone in diverse tipologie di locali, dai bar fino alle discoteche". Terminati gli studi erboristici Terry accarezza l’idea di aprire una sua erboristeria. Approfondendo la questione si accorse che tutta la magia che lei vedeva nelle erbe, in un negozio si sarebbe limitata alla vendita di prodotti industriali che di erboristico avevano solo richiami nel nome commerciale. Abbandonata l’idea di aprire un’erboristeria rimane quella di creare qualcosa di suo e dà vita, insieme ad alcuni soci, all’Opera Café.

Era il 1996 e già un anno più tardi i soci non ci sono più e il locale cambia il suo nome in Opera 33. "Il locale – continua Terry – è in via Farini, una strada milanese di passaggio molto lontana dai luoghi della movida. Così dovevo in qualche modo elevarmi dall’offerta tradizionale di un bar. Era il 1999 e l’idea vincente fu di portare dietro al bancone le erbe che avevo studiato e non solo". Viaggiatrice vorace, Terry negli anni aveva collezionato esperienze in diverse parti del mondo, tutte con uno stesso comun denominatore: le spezie, le droghe e le erbe e le loro proprietà. "Durante le mie ricerche – ricorda Terry – mi imbattei nella parola alchimia, che accese la mia curiosità. Mi ritrovai così a studiare di spagiria, fasi lunari, botanica, chimica, fitoterapia e così via". Riunendo i suoi studi sotto il cappello della speziology, ovvero l’uso di erbe, droghe e spezie nella mixology, Terry crea una modalità rivoluzionaria di fare cocktail. Non più l’elaborazione di una pedissequa ricetta ma l’unione di materie prime mai viste prima dentro a uno shaker. Tiglio, bergamotto, castagno, betulla ma anche tartufo, achillea, lichene islandico si sposano con whisky, gin, rum e vodka per creare dei cocktail di un’armonia unica. Il bancone si trasforma e la bottiglieria si arricchisce di alambicchi che distillano acque di erbe officinali, di mortai in cui pestare i semi e spezie, di barattoli che contengono i frutti più strani in infusione e poi provette, becher, beute, imbuti. Insomma uno spazio più simile a un laboratorio che a un bar.


Fra le mille attività di Terry (è consulente per aziende e distillerie) c’è anche l’insegnamento. In collaborazione con Planet One è nato il percorso per diventare Herbal Mixologist. Nel Borgo Antichi Orti di Assisi, ubicato in un ex Monastero Benedettino del 1444, sono rinati gli hortuli monastici, un parco-catalogo bio conservativo di specie officinali, gli antichi laboratori alchemici e il laboratorio alimentaria. Erbe aromatiche, verdure e frutta vengono coltivate seguendo la ciclicità delle stagioni e utilizzate, fra le altre cose, per i corsi di speziology.


Il nuovo progetto di Terry è la summa di tutto il suo percorso. Oro Scrt Room è una cocktail society dove il classico bancone da bar è stato sostituito da un tavolone da laboratorio farmaceutico con la bottigliera formata da 79 aromi (79 bottiglie che contengono gin, whisky, tequila, rum e vodka aromatizzati), tanti quanti sono gli elementi della tavola periodica di cui il 79esimo è l’oro che dà il nome al locale. "Il concetto da cui è nato Oro Scrt Room – spiega Terry - è stato di concentrarci sui cocktail. infatti, negli ultimi anni noi bartender siamo diventati quasi delle rock star per persone che non sempre sanno bere. Possiamo mettere nel bicchiere la qualunque e va sempre bene. Questo mi dà molto fastidio perché svilisce la natura del cocktail, che invece rappresenta tanta storia che si unisce alla geografia della provenienza degli ingredienti, alla matematica del calcolo delle quantità, alla termodinamica per trovare l’esatto rapporto fra la temperatura di servizio e il tempo di miscelazione. Senza dimenticare la filosofia per raccontarlo. Negli ultimi anni tutto questo, che è il vero fascino del bere, è stato dimenticato. Io voglio riportare in primo piano quello che c’è nel bicchiere e non chi ce lo ha messo".



Il locale è raggiungibile da un’entrata segreta che si apre dopo aver suonato a un telefono che ricorda quello delle case d’appuntamento della belle époque. Scendendo le scale si arriva in un salotto suddiviso in zone che ripercorrono un viaggio fra Europa e America. C’è la Versailles barocca, la Londra dei gin, Pigalle e i misteri gaudiosi dell’assenzio, New York e i suoi tumbler di whisky, una New Orleans coloniale e la Vecchia Milano. "L’idea prende spunto – conclude Terry - dalle cocktail society anglosassoni. Ero a Londra e ho visto un locale con la dicitura “cocktail society” dove si entra perché sei parte di una ristretta cerchia. In una società dove essere un numero è declassante in una society invece è appartenenza". La procedura per poter entrare prevede la compilazione di una richiesta sul sito di Oro o la presentazione da parte di un membro. Al primo accesso viene consegnata una moneta di rame a cui è associato un numero, questa esperienza “entry level” dà diritto a una bevuta semplice durante la quale si può scegliere fra 11 cocktail. Al secondo accesso e portando un ospite si passa di livello e, consegnando al nuovo entrato la moneta di rame, si guadagna una moneta d’argento. Questa dà accesso ai 79 aromi profilati per vodka, tequila, gin e rum. Ogni volta che si torna si firma un apposito registro e, al decimo accesso, si conquista la moneta d’oro. L’oro apre a esperienze uniche, come la creazione di un cocktail personale eseguito al tavolo, il pairing con pietanze studiate sui propri gusti e la la facoltà di scegliere cosa berranno i propri ospiti.


Nel futuro di Terry un libro e un progetto sui colori perché, come dice la speziologist “noi beviamo, mangiamo, viviamo a colori. Siamo colore e ci riconosciamo nei colori”.