Una tazzina di caffè a Tre stelle: ce la prepara Alain Ducasse

Giuseppe Lavazza e Alain Ducasse 
Collaborazione tra il grande chef francese e il gruppo Lavazza per una linea di specialty coffee: una gamma di sette miscele in grani, frutto di ricerca e selezione, dall’origine dei chicchi fino alle tostature
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Un nuovo marchio all’insegna del caffè di qualità, anzi di ciò che Monsieur Ducasse definisce un caffè in versione “haute cuisine”: è quello nato dalla collaborazione appena presentata a Parigi tra lo chef francese e il gruppo Lavazza, che sbarca nel mercato degli specialty coffee con una gamma di sette miscele in grani, frutto di ricerca e selezione, a partire dall’origine dei chicchi fino allo sviluppo, passando per le tostature.

Col brand "Le Café Alain Ducasse avec 1895 by Lavazza” si uniscono l'eccellenza artigianale, obiettivo con cui tre anni fa è nato l’Alain Ducasse Manufacture de Café, e il know-how dell’azienda torinese fondata proprio nel 1895 e che con quattro generazioni di esperienza ha conquistato un posto di leadership a livello mondiale.


L’idea di un progetto comune tra Ducasse e Giuseppe Lavazza, vicepresidente del gruppo di famiglia, era nata già nel 2018 e adesso si è concretizzata in una linea di prodotti, che al momento sarà possibile assaggiare solo in Francia e Benelux. Infatti, la nuova gamma verrà lanciata gradualmente all'interno della rete Ducasse Paris, che comprende, appunto, La Manufacture de Café, fiore all'occhiello del marchio, la Manufacture du Chocolat e i ristoranti Ducasse francesi e internazionali, e solo in futuro sarà disponibile per il grande pubblico.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: diventare il riferimento per gli specialty coffee. Ci crede Giuseppe Lavazza, sull’onda del successo della linea specialty 1895 Coffee Designers by Lavazza: “Questa linea nasce per esprimere il concetto del caffè su misura – spiega – e lavoriamo con varietà eccezionali, rare, di piccola reperibilità, in piccoli lotti, con un approccio che è il contrario della standardizzazione. Con un servizio che renda giustizia alla particolarità dei chicchi fornendo un prodotto che conservi un’eccezionalità percepibile. Questo approccio fa bene a tutto il mondo del perché aumenta il livello di conoscenza e educazione. È un progetto articolato e profondo. Abbiamo fatto anche un accordo con Marchesi del Gruppo Prada e una partnership con Iginio Massari creando un prodotto che rispondesse alle sue richieste. Poi c’è la gamma di prodotti monorigine in edizione limitata, perché appunto il caffè non è sempre lo stesso e ci possono essere piccoli lotti interessanti in un dato periodo in un dato paese d’origine. La joint venture con Alain Ducasse va in questa direzione, di massima attenzione alla qualità, alla materia prima, alla provenienza del caffè”.

Qui entra in ballo anche l’attenzione ormai imprescindibile per un’azienda alla sostenibilità. “Eccellenza e sostenibilità – continua Lavazza – oggi devono stare insieme. Con Ducasse siamo d’accordissimo. Vuol dire massimo impegno al rispetto della filiera produttiva, quindi del lavoro dei piccoli coltivatori, e insieme la possibilità di arrivare a una materia prima ancor più di qualità.  Il segmento dello specialty coffee è perfetto per i piccoli caffeicoltori, visto che il mercato apprezza tantissimo e risponde bene anche in termini economici. Così si arriva anche a sviluppare progetti socialmente interessanti. Per esempio, una comunità di piccoli caffeicoltori in Yemen grazie a 1895 si è ripresa da un periodo di crisi.  Il potenziale in termini di sostenibilità e rilancio delle economie locali è altissima. Inoltre, la tracciabilità è totale, dalla piccola piantagione, che è valorizzata con prezzi da 8 a 10 volte superiori rispetto a lotti normali”.

Non scordando mai la qualità, visto che la materia prima deve essere valorizzata e il torrefattore deve restituire tutta la qualità della materia prima nella tazzina. Insomma, il caffè "speciality", considerato come il segmento del mercato del caffè più focalizzato sulla ricerca della qualità, deve rispondere a criteri rigorosi a ciascun livello della catena del valore: approvvigionamento, tracciabilità, standard elevati nelle piantagioni, attenzione all’unicità di ogni chicco in fase di tostatura ed enfasi sul terroir originale di ogni prodotto durante l'estrazione. Anche il servizio, infine, deve essere all’altezza.  

In questo Ducasse sembra la persona perfetta e definisce il progetto con Lavazza, come una magnifica impresa umana: “Condividiamo lo stesso passione per l'eccellenza dei prodotti e dei gusti – sottolinea lo chef francese – nonché una comune intuizione delle sfide di domani. Grazie alla partnership forgiata tra le nostre due Maison, il nostro business di torrefazione artigianale accede a una dimensione più ambiziosa. Avremo accesso alle annate più rare. Insieme, offriremo caffè eccezionali. Le nostre caffettiere, torrefazioni e tutti i nostri team aggiungeranno i loro talenti".

Ecco allora, da assaggiare al momento solo in Francia, sette caffè, quattro monorigine (da Myammar, Etiopia, Brasile, Colombia) e tre blend, scelti e messi a punto da Veda Viraswami, torrefattore della Manufacture de Café e dal suo omologo di Lavazza Cristiano Portis, pronti a conquistare gli appassionati ed esperti del consumo non domestico.