Il Barolo di Cavour all'asta per fare del bene

Il castello di Grinzane Cavour 
Pronte 15 barrique "en primeur" da collezione: il 30 ottobre una gara internazionale realizzata in collaborazione con Christie’s i cui proventi saranno destinati a progetti di arte, giovani e sostenibilità sociale. L'enologo Lanati: "Un mix di viti storiche e ceppi giovani, con uve vinificate separatamente per ottenere un vino elegante e luminoso, che fa vibrare"
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Il Barolo di Cavour diventa solidale. La vigna storica Gustava, quattro ettari ai piedi del castello di Grinzane dove il conte Camillo Benso mosse i suoi primi passi da sindaco e da agronomo, diventa protagonista di «Barolo en primeur», una grande gara internazionale di beneficenza promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e Fondazione CRC Donare, in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Langhe e Dogliani.

In questo vigneto (che rientra tra le menzioni geografiche aggiuntive della denominazione ed è proprietà della Fondazione Crc) l’anno scorso sono state coltivate e raccolte le uve nebbiolo da Barolo per vinificare 15 barrique da collezione che saranno messe all’incanto il 30 ottobre, durante una gara di beneficenza nelle sale del castello di Grinzane Cavour, realizzata in collaborazione con Christie’s e in collegamento con New York, dove sarà presente il critico enologico  Antonio Galloni, che ha realizzato delle note di degustazione e coniato un NFT (Non Fungible Tokens), certificato di autenticità digitale garantito tramite blockchain e annesso a ogni barrique. A battere l’asta sarà Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia. Madrina sarà Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino. A dire il vero, le barrique proposte il 30 ottobre saranno 14: la 15ma verrà battuta a Hong Kong il 14 novembre, durante l’Asta mondiale del tartufo bianco d’Alba.

 Ezio Raviola, presidente Fondazione CRC e Matteo Ascheri, presidente del Consorzio di tutela del Barolo  

«Un evento benefico con un grande potenziale anche in termini di promozione e di consapevolezza territoriale» sottolineano il vicepresidente della Fondazione Crc, Ezio Raviola, e il presidente del Consorzio di tutela del Barolo, Matteo Ascheri. Ciascuna barrique, ancora in affinamento, avrà una base d’asta di 30mila euro e sarà associata a un progetto no-profit nel campo della salute, della ricerca, delle arti e della cultura, dell’inclusione sociale e della salvaguardia del patrimonio culturale. Chi farà l’offerta più generosa diventerà proprietario della relativa barrique abbinata, ancora in affinamento, da cui saranno poi ottenute circa 300 bottiglie di Barolo Gustava 2020 numerate e vestite da un’etichetta creata in esclusiva dall’artista Giuseppe Penone. Le bottiglie saranno consegnate dopo il periodo obbligatorio di affinamento, a partire da gennaio 2024.

Il Barolo Gustava sarà firmato dall’enologo Donato Lanati. A lui e al suo Laboratorio Enosis Meraviglia è stato affidato l’incarico di guidare l’intero percorso tecnico, dalla maturazione delle uve alla vinificazione e al successivo affinamento.

«Entrare nel vigneto di Cavour, immaginare che tra quei filari ci ha camminato il conte Camillo Benso agli albori del Barolo, mi ha fatto vibrare» dice Lanati. Il suo lavoro è stato certosino. «L’unico nostro punto di riferimento è stata la ricerca della massima qualità - spiega -. Nella vigna, suddivisa in quattro macro particelle in funzione dell’altitudine e dell’esposizione, abbiamo adottato due differenti criteri per la raccolta delle uve: la distinzione tra i ceppi storici impiantati oltre 50 anni fa e quelli più giovani, e quella tra le microzone interne, dovuta al differente dialogo delle radici delle viti con i microorganismi, i microelementi e le sostanze organiche presenti nelle diverse porzioni di terreno».

Vinificare in maniera separata queste uve, ha permesso di ottenere barrique dotate, ognuna, di una sua personalità. «La vite deve essere trattata come una penna ottica che legge il territorio e il microterritorio: la pianta è estremamente sensibile e raccoglie nell’acino l’energia del sole e quella del terreno, traducendole nella qualità che poi arriva nel bicchiere. Ho portato a fondo questa ricerca, indagando il concetto di longevità e di identità».

Il risultato? «Abbiamo ottenuto un vino di grande eleganza, dotato di un cromatismo luminoso eccezionale, non concentrato ma con una luce che conquista. I primi assaggi hanno convinto i degustatori e sono certo che l’asta riserverà sorprese. Mi auguro che i collezionisti e i ristoratori non si lascino sfuggire questa occasione, perché oltre a un grande Barolo, si potranno comprare un pezzo di storia facendo della beneficenza».

Ecco alcune delle realtà a cui sarà destinata la raccolta: il progetto di educazione attraverso l’arte e la ricerca dell’uguaglianza di genere in Cina del Forum filantropico Est-Ovest (EWPF), la piattaforma di collaborazione interculturale sui temi del cambiamento climatico, conservazione, sostenibilità, istruzione, leadership femminile; il progetto di avvicinamento all’arte contemporanea e alla sostenibilità per bambini e famiglie promosso dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; il progetto di restauro e valorizzazione del Cantinone del 1600 di Villa Arconati, alle porte di Milano, da parte di Fondazione Augusto Rancilio, un ente con finalità di studio e ricerca nei campi dell’Architettura e Design; ilprogetto di promozione e recupero dei saperi e del paesaggio dell’Alta Langa del Parco Culturale Alta Langa, un ente non-profit per la promozione dell’Alta Langa finalizzato allo sviluppo socioeconomico, culturale, turistico del territorio; infine il progetto Thesaurus Monviso che intende mettere a sistema l’impegno dei giovani in ambito socioculturale e ambientale nel territorio delle Valli del Monviso realizzato dall’Associazione b612lab di Saluzzo, realtà internazionale di promozione delle politiche giovanili.