I giovani visti dai giovani: "A Cheese abbiamo scoperto il rapporto con la terra della nostra generazione"

Due ragazze a Cheese 2021 (@Silvia Muratore) 
Gli studenti del liceo Giolitti-Gandino di Bra a spasso per gli stand della manifestazione di formaggi per capire cosa pensano e come lavorano i ventenni di oggi
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BRA (CUNEO). "Staccati da questo cellulare!". Leggendo questa frase, avrete quasi sicuramente pensato che sia destinata a un giovane. Oggi del resto è facile immaginare una massa di adolescenti imbambolati davanti al proprio telefono. Eppure, all'ultima edizione di Cheese, abbiamo visto di cosa può essere capace questa generazione quando è spinta dalla passione.

Giovani nello spazio de IlGusto.it a Cheese (@Daniele Solavaggione) 
Vedendo tanti ragazzi volenterosi dietro ai banchi della manifestazione, la curiosità ci ha spinto a chiedere loro come vivano il rapporto con la terra. La prima tappa della nostra esperienza è stato lo stand dell'università enogastronomica di Pollenzo, dove tre ragazze entusiaste ci hanno raccontato la loro storia. "I punti di forza di questa scuola sono la versatilità, l'opportunità di scambio e l'importanza della biodiversità", ci hanno detto, parlandoci anche delle potenzialità di questo settore, spesso ritenuto troppo faticoso.

Una giovane produttrice (@Bruno Murialdo) 
In seguito, protagonisti del nostro sondaggio sono stati i giovani imprenditori delle aziende agricole, spesso eredi delle attività di famiglia. Dal caseificio Torre del Giarolo ci parlano di come, in particolare dopo la pandemia, sia scattata la voglia di tornare al settore primario, che sta lentamente portando a una maggiore ricerca della qualità e crescita nel cambiamento della mentalità comune. Dalla Bersagliera, in Campania, aggiungono che oggi purtroppo c'è troppa attenzione all'apparenza per sacrificarsi nelle aziende di famiglia, quella che serve è la passione che viene dal cuore, oltre a un necessario distacco dalle tecnologie.

Da Erbalatte troviamo la sesta generazione a guida dell'azienda, une generazione che sottolinea come siano diventate fondamentali le nuove tecnologie, grazie alle quali il settore si sta espandendo e modernizzando. L'azienda di Castrofilippo, da Agrigento, ci colpisce con una frase: "Oggi i giovani vogliono i soldi ma non vogliono fare i soldi". L'agricoltore e imprenditore ventitreenne sottolinea come siano riusciti a salvare un prodotto in pericolo come la cipolla paglina senza rinunciare alle tecnologie e al progresso, dedicandosi sia al lavoro manuale sia agli studi universitari. "Purtroppo - commenta un giovane imprenditore bergamasco - oggi i giovani stanno cercando sempre più il successo e l'apparenza all'estero, abbandonando le tradizioni delle nostre valli e dei nostri territori, compromettendo unicità e particolarità". 

Quello che abbiamo capito da questa esperienza è che molti giovani condividono le stesse idee e lo stesso punto di vista su questo settore: nonostante i sacrifici, la passione è fondamentale per portare avanti il lavoro manuale, sempre meno presente nella nostra economia. Come ci ha spiegato Carlo Petrini, l'innovazione non può esistere senza una tradizione da cui partire, ma la tradizione senza innovazione non ha futuro. Quindi, proprio queste tecnologie sempre più demonizzate possono essere il punto di partenza per dare l'innovazione necessaria a un settore ricco di tradizione.