Di cosa parliamo quando parliamo di curry? C'entra con il masala, nasce umido e contiene aglio

Il termine, come ha detto la foodblogger californiana Chaheti Bansa, nasce in epoca coloniale ed è un mix tra inglese e hindi. Ma ecco cosa c'è davvero dentro questa miscela e gli errori da non fare per evitare l'effetto "salsa bolognese"
1 minuti di lettura

Quando le parole sono usate e abusate perdono potere, creano etichette e stereotipi che non hanno più sapore. Un po’ come è successo a “curry”. Basta che qualcosa abbia il profumo dell’India, magari un colore fra l’ocra della curcuma e il rosso del tandoori, ed è subito curry. Un po’ come la “salsa bolognese” che segnala piatti italiani di pasta in ogni angolo del globo.

Ma di cosa parliamo quando parliamo di curry?

In India ne esistono mille tipi: si tratta di mix di polveri di spezie. Possono contenere pepe nero, cumino, coriandolo, zenzero, cannella, cardamomo, fieno freco, peperoncino, curcuma, noce moscata, zafferano, chiodi di garofano in proporzioni variabili. Ogni mix di spezie, in hindi si chiama “masala”, è pensato per essere abbinato alla carne, al pesce, alle verdure o ai legumi in modo da rendere il piatto sì più saporito, ma anche più digeribile. Ad esempio i mix per i ceci riducono il gonfiore addominale, quelli per l’agnello ingentiliscono il sapore selvatico.

Sambhar, Biryani, Goa, Madras, Garam (che significa caldo) sono alcuni nomi delle miscele più note. Ma allora come si arriva dal masala al curry?

In epoca coloniale, gli inglesi si innamorarono soprattutto di un tipo di miscela: il kari masala dal Tamil Nadu, che fra gli ingredienti aveva anche il kari, che è la foglia del curry tree, un albero tropicale e subtropicale. Quindi miscela di spezie ma anche pianta: la confusione aumenta. Con una sorta di sineddoche, la parte per il tutto, chiamarono curry tutto ciò che è insieme di spezie. Curry dunque è un termine british-indian, nato in epoca coloniale. Ha ragione la foodblogger californiana Chaheti Bansa.

A questo si aggiunge che gli inglesi, innamorati del curry, non solo volevano gustarlo ammirando gli elefanti al tramonto e le statue nei templi ma volevano portarlo in patria. Problema: la miscela preparata in India è macinata insieme ad aglio e zenzero in modo da formare un composto umido come sono altri curry asiatici ad esempio in Thailandia.

Come attraversare il mondo con un composto bagnato senza fare danni? Viaggiare stimola la ricerca di soluzioni e possibilità. Un astuto mercante di Mumbai, con l’aiuto di un commerciante della Compagnia delle Indie, ebbe un’idea geniale: una sorta di disidratazione per separare l’umido dalle spezie essiccate, già pronte in miscela, e così poter riprodurre in Inghilterra la formula magica aggiungendo solo aglio e zenzero all’ultimo minuto. Ed ecco che il masala, da composto umido pronto, divenne una miscela di spezie da consumare nel tempo: il curry.

(@Pixabay)