Basta "flirt estivi", la Germania sedotta dai vini rosa tutto l'anno

Tedeschi pazzi per l'aperitivo, ma non solo: i rosé, prosecco compreso, hanno conquistato una notevole fetta di mercato e sono in crescita e i tedeschi sono i terzi importatori al mondo. Clima più caldo, moda e abbinamenti gastronomici con verdure e piatti orientali alla base del successo 
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Il 2021 è  l’anno del rosa in Germania. Rosa nel senso del bere rosé, perché oltre il Brennero il vino rosato, incluso il prosecco con la stessa nota di colore, stanno andando fortissimo, tanto da essere il trend enologico  più significativo dell’anno. Una tendenza iniziata già da tempo, che ha visto crescere la quota di mercato di questo tipo di vino dal 9,7% al 13% in 10 anni (dati DWI, Istituto Tedesco del Vino). Per dare un’idea, quella dei vini orange supera a malapena l’1%. Il rosato in Germania è diventato un compagno per il calice tutto l’anno: è finito il tempo in cui era considerato il vino frivolo per chi non è interessato al vino, da flirt estivo si si è trasformato in una relazione seria. Ma cosa ha contribuito a renderlo così sexy, al punto che la stampa tedesca gli dedica pagine e pagine. Sicuramente il lavoro degli enologi che ne hanno fatto un prodotto da prendere sul serio. E poi le nuove abitudini di consumo: i tedeschi hanno perso la testa per l’aperitivo, inteso come momento sociale in cui sedersi con gli amici con il calice in mano e tanto buonumore nell’aria,  sognando o ricordando le vacanze  soleggiate sulle rive del Mediterraneo.

«Anche il cambiamento climatico fa la sua parte», dice Rudolf Schneider, che con il fratello Florian manda avanti la Weinhaus Detter a Landshut, da oltre 200 anni sinonimo di vendita di vini di alta qualità in una delle città più ricche della Baviera, con un indice di potere d’acquisto tra i più alti della Germania. «Il clima più caldo ha sicuramente favorito il crescente successo del vino rosato, a questo si è aggiunto il fenomeno moda: bere rosé è un trend, non lo bevono più solo le donne che non amano il vino, ci sono ottimi rosé apprezzati anche dagli uomini». Schneider evidenzia anche un altro motivo del successo del rosé in terra tedesca: l’inarrestabile cambiamento di abitudini alimentari.  In un quello che è stato storicamente un Paese di mangiatori di carne, di salsicce e di arrosti, si sta facendo sempre più strada la cultura vegetariana e vegana: secondo gli ultimi dati disponibili (Statista)  nel 2020 in Germania c’erano circa 6,5 milioni di persone che hanno fatto la scelta vegetariana e 1,1 milioni che hanno fatto quella vegana.

Il commerciante di vini bavarese Rudolf Schneider con una bottiglia di Prosecco Rosé 

E il rosé accompagna magnificamente la cucina a base vegetale, oltre che quella di pesce,che pure sta conquistando sempre più spazi sulle tavole tedesche,  ma anche le grigliate di carne  e i piatti di formaggi italiani e francesi . E pure  la cucina dell’Estremo Oriente che i tedeschi, grandi viaggiatori, adorano: il rosé nel 2021 in Germania è bevuto sempre più spesso  insieme a piatti di curry o di ispirazione tailandese. Ma quale rosé popolano la vie en rosé dei tedeschi? Secondo Rudolf Schneider si vendono soprattutto i vini rosati  del sud della Francia,  quelli che ti  fanno sentire sulla pelle il sole e il caldo del Mediterraneo anche quando sei a migliaia di chilometri di distanza,  come il Tavel  Château de Trinquevedel, 32 ettari di vigneti vicino a Nîmes, «un vino che ha corpo ed eleganza», il Mazet rosé del piccolo Domaine des Romarins Côtes du Rhône, da servire molto molto freddo, ma anche alcuni  rosé della Catalogna come il Llumí Rosé della cantina Alimara ,vigneti a  400 m. d’altezza a Mas de Cabrera vicino a Gandesa,  100% Grenache.  La passione tedesca per i rosé francesi è tale che a Berlino è nato perfino un fortunato e-commerce che  vende esclusivamente vini rosati e, covid permettendo, organizza “rosé party”  per i pink winelover. Già dal nome, Club Lavender, irradia racconti profumati dal sud della Francia, e in catalogo ha infatti prevalentemente vini Côtes de Provence.

Julian Schroll della piattaforma Club Lavander che vende solo vini rosati[ 

«I nostri bestseller sono l’UP-Ultimate Provence MDCV, prodotto a 30 km da Saint Tropez, che combina lo stile di vita, il design e il sapore della Costa Azzurra; il  Whispering Angel Rosé - Château d'Esclans , vino con  un’eleganza sensazionale e l’aromatico Aix della Maison Saint AIX», racconta il fondatore della piattaforma, Julian Schroll, passato al  mondo del vino rosé da quello della comunicazione, convinto che questo tipo di vini,  grazie ai livelli di qualità raggiunti, si sia finalmente liberato delle barriere archetipiche di genere.  L’unica presenza italiana nel suo catalogo è  il Salento Negroamaro Rosato IGT “Calafuria” 2020 Tormaresca, ma Schroll dice di essere sempre alla ricerca di rosé “gioiello”, per cui non esclude altre new entry dal Bel Paese in futuro. «I rosé in Italia sono stati un po’ dimenticati, ci hanno dormito sopra”: è più duro  Rudolf Schneider, che sugli scaffali della sua azienda ha solo qualche bottiglia di Lagrein rosé e di Scassabarile - Marsigliana Nera Rosato. E aggiunge : «si sente la mancanza di grandi rosé toscani».

La fortuna del rosa italiano in Germania in questo momento è nelle mani, anzi delle flûte, del prosecco rosé, la new entry sul mercato che in pochi mesi ha già iniziato ad avere voce in capitolo quando si parla di bollicine per le cene e le feste e gli aperitivi con gli amici del post pandemia.« È leggero, bello da vedere, profumato e molto aromatico», racconta Schneider aggiungendo:  «si sta vendendo molto bene, ha un enorme  successo perché è perfetto in ogni situazione». Lui ha puntato sul Prosecco Rosé Brut Millesimato DOC Le Contesse, che convince anche la sua clientela maschile finora protagonista dei pregiudizi sul bere rosato. La via al successo in Germania  delle nuove bollicine rose è stata spianata  in novembre anche dalla Süddeutsche Zeitung che  sulle sue pagine ha salutato il debutto “inebriante” del Prosecco Rosé definendolo “fresco, socievole e fotogenico”, e riportando le parole di  Luca Giavi, Direttore Generale del Consorzio di tutela Prosecco doc: “è la ciliegina sulla torta”. La ciliegina che la Germania , terzo Paese importatore di rosé al mondo dopo USA e Gran Bretagna,  stava aspettando.