Pizza, kebab, gelato: ecco il menu degli italiani durante le partite

Diete sospese in occasione degli Europei. Un'indagine di italiani.coop in collaborazione con Nomisma fotografa le cene di queste settimane, in cui il 90% delle persone guarda il match a casa: in testa alle preferenze cibi calorici e bibite gasate
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Pizza, patatine, gelato, noccioline, birra. Insomma, carboidrati, sale in quantità, bibite gasate, zuccheri. La dieta, durante Euro 2020, è abolita, o quantomeno rimandata. Gli italiani, quando si siedono sul divano per guardare una partita degli europei - perché la maggioranza lo fa da casa -, mettono da parte il salutismo e si tuffano nel comfort food.

A certificarlo è un'indagine fatta da italiani.coop in collaborazione con Nomisma tra il 17 e il 25 giugno su un campione rappresentativo della popolazione (1000 persone 18-65 anni). Al primo posto nelle preferenze dei fan italiani degli Europei (si stima che siano 30 milioni quelli intenzionati a seguire i match) c'è, ovviamente, lei: la pizza, con 66% dei favori, seguita da patatine o pop corn (48%) e gelato (47%). Un italiano su tre (34%) opta invece per hamburger o panini o in alternativa per stuzzichini come pistacchi, noccioline e salatini. Il tutto accompagnato da birra (67%) o bevande gassate (54%). "Dalla ricerca - sottolinea Albino Russo, responsabile dell'Ufficio studi di Coop - emergono differenze a livello generazionale. Tra i più giovani spopolano infatti anche piatti esotici come kebab (28%), sushi (23%), poké (20%) e, da bere, lo spritz (37%)".

Gli italiani, causa Covid, dichiarano di guardare le partite quasi eslusivamente da casa (90%), solo in pochi scelgono i maxischermi di bar e piazze. Quasi uno su due addirittura in solitaria (45%), un altro 45% da casa ma con amici e parenti e il restante 5% dall'ufficio nei match pomeridiani. "La metà degli italiani dimostra interesse per la Nazionale e per le partite - osserva Russo - un dato importante che sottolinea il bisogno di identità collettiva del Paese. C'è voglia di sentirsi uniti - conclude - di condividere qualcosa anche se a distanza, con sobrietà, come fotografano i dati secondo cui 9 italiani su 10 guarderanno le partite da casa".