Toscana, Veneto e Piemonte sul podio di OperaWine. "Vino italiano molto richiesto all'estero"

Mantovani, direttore generale di VeronaFiere, sintetizza così i due giorni in cui il Vigneto Italia torna in vetrina e agli scambi B2B: "C'è gran fermento nel settore, ora si riparte davvero"
1 minuti di lettura

«In una fase di grande cambiamento come quella attuale il ritorno del trade in presenza a OperaWine e a Vinitaly Preview è la risposta alle sfide che il settore sta affrontando sui mercati. La mappa della domanda di vino italiano sulle piazze internazionali è in grande fermento e registra segnali di risveglio a macchia di leopardo». Giovanni Mantovani, direttore generale di VeronaFiere, sintetizza così i due giorni in cui il Vigneto Italia torna in vetrina e agli scambi B2B, a cui hanno partecipato oltre 300 operatori nazionali e internazionali da 13 Paesi.

Per molti è stata la prima occasione per riprendere un aereo, per tutti è stata una opportunità preziosa per tastare il polso ai mercati, intercettare segnali e riallacciare relazioni personali e commerciali. Il tutto in un clima di cauto ottimismo e di volti sorridenti, anche se ancora trattenuti dalla necessità di proteggersi e rispettare le norme di sicurezza. Una prova generale di ritorno alla normalità, dopo oltre un anno di rapporti virtuali.

Sul gradino più alto del podio di questa edizione del decennale di Operawine c’è la Toscana con 47 vini selezionati, seguita dal Veneto con 27 e Piemonte con 20. A trionfare, nelle valutazioni di Wine Spectator, sono i rossi con 134 etichette in degustazione a Verona, in cui primeggia ancora una volta la Toscana, trainata, tra le altre, da 19 Igt e 17 Brunello di Montalcino, tallonati dal Barolo con 16. I vini bianchi contano 32 proposte, mentre completano la selezione le categorie bollicine con 17 etichette e i vini passiti con 3.