Magico, ipocalorico, democratico: ecco il minari, un crescione da Oscar

Una scena del film "Minari" di Lee Isaac Chung con tutti i protagonisti 
Tutto quello che c'è da sapere sulla pianta che dà il nome al film premiato con una statuetta. Le ricette dell'esperta di cucina coreana: "Va nel kimchi, nella minestra e nello stufato"
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Lo chiamano “sedano cinese”, “prezzemolo giapponese”, "cavolo di palude” e in molti altri modi (kangkung / kangkong nelle Filippine). In Corea è minari. “Il minari è qualcosa di meraviglioso. È magico, va nel kimchi, nella minestra, nello stufato. Cresce dappertutto ed è per tutti. Poveri e ricchi possono mangiarlo”. Così parla Soon-ja, la stramba nonna coreana del film Minari (al cinema, e dal 5 maggio su Sky e NOW) che beve, fuma, non fa i biscotti ed è il simbolo del trapianto di colture/culture.

Yoon Yeo-jeong con l'Oscar vinto come miglior attrice non protagonista in "Minari" (Chris Pizzello/Afp)
 

All’improvviso, grazie a una storia commovente-divertente di immigrazione e di radici, tutti abbiamo voglia di sapere che cos’è il minari, di assaggiarlo (forse l’abbiamo fatto senza saperlo) e di capire se ha davvero qualcosa di speciale. Il film di Isaac Lee Chung ha avuto sei candidature agli Oscar e ne ha vinto uno, consegnato all’attrice non protagonista Yoon Yeo-jeong, cioè proprio nonna Soon-ja, che ha portato i semi di minari dalla Corea e li ha piantati sulle rive di un ruscello in Arkansas.

Due agricoltori al lavoro nel loro campo di minari a Siheung, in Corea del Sud (Daewoung Kim/Reuters) 

La pianta, spontanea e rigogliosa nei pressi dei corsi d’acqua, ha una crescita sorprendente al secondo anno di vita. Dopo il riposo invernale, i getti si sviluppano abbondanti anche nei terreni più inquinati, che anzi ha il potere di ripulire. Soon-ja assicura che il minari è persino una medicina: “Se sei malato, ti fa sparire il dolore e ti guarisce, ti cura come i migliore dei dottori”. In effetti, contiene più ferro degli spinaci, più calcio del latte e tripla quantità di vitamina E. Inoltre è ipocalorico, adatto alle diete (e siamo tutti a dieta), perfetto per i vegani. La saggezza popolare gli attribuisce molte proprietà: migliorare il desiderio sessuale, ridurre i postumi di una sbornia e la confusione mentale, sciogliere i calcoli renali, purificare il sangue.

Minari appena raccolto
 

La definizione esatta è crescione coreano, ed è diverso da quello occidentale perché ha un sapore molto più intenso” spiega Chiara Ha-Yoon, che tiene corsi di cucina coreana (sospesi per pandemia, riprenderanno a breve): “Si mangia crudo o cotto, ripassato in padella o in piatti più elaborati che prevedono salse. Il mio preferito? Minari saltato in padella con salsa di ostriche e zenzero”. Starebbe anche nella zuppa di noodles del film, con brodo di acciughe essiccate e verdure miste (così dice il regista). Ed è presente in molte tra le moltissime (più o meno duecento) versioni del kimchi: foglie di cavolo fermentate rosso brillante, piccanti e agliate, servite tra i banchan (contorni) di accompagnamento alle portate principali. “Potreste cominciare con il Nabak kimchi o mul kimchi, kimchi d’acqua, tra i meno piccanti e più semplici - continua Chiara -. Servono: rapa tagliata a quadratini, carote, cipollotti e cavolo. Per la fermentazione si aggiungono: aglio, cipolla, zenzero, pera coreana oppure mela. In due giorni è pronto e possiamo conservarlo per un paio di settimane. Si aggiungono minari e frutta. Faccio anche il Bossam Kimchi, un piatto per le grandi occasioni, un tempo riservato alla famiglia reale della Corea del Nord. Contiene, oltre al minari, pesce, ostrica o gamberi, giuggiole, funghi, pinoli, foglie di senape, rapa, pera e cipollotti chiusi in foglie intere di cavolo appassite e arrotolate”.

 Minari saltato in padella con salsa di ostriche e zenzero 

La stilista Lee Boo (disegna scarpe) compra il minari in un mercato milanese che ha due banchi di verdure coreane (coltivate nel lodigiano) e lo mette in italianissime minestre e zuppe quando non ha voglia di preparare il suo kimchi: “Mi fa pensare al mio Paese, dove ormai non vado da molti anni, anche se il sapore che ricordo non è proprio lo stesso. Ho visto il film e mi ha colpito l’idea che basti poco per portare con noi un’intera cultura. Una pianta, una ricetta… È successo agli italiani con gli spaghetti e la pizza. Provate il minari: potreste trovarlo meraviglioso come nonna Soon-ja”.

Ricetta semplice: insalata di minari

Ingredienti: un mazzetto di crescione/minari (lavato e tagliato), 1 scalogno tritato, 1/2 cucchiaino di aglio tritato, 1/2 cucchiaino di olio di sesamo, 1 cucchiaino di semi di sesamo, 2 cucchiaini di salsa di soia, 1 cucchiaino di zucchero. Sale quanto basta.

Insalata di minari (@dal blog Korean Bapsang) 

Procedimento: far bollire una pentola con 6 tazze d'acqua e 2 cucchiaini di sale. Sbollentare il crescione immergendolo nell'acqua per circa 30 secondi. Passarlo rapidamente in acqua fredda, poi strizzarlo. Tagliarlo in lunghezze di pochi centimetri e unirlo con gli altri ingredienti in una terrina. Pronto!.