La guerra dello spritz

Nasce Chandon Garden Spritz. Ed è subito polemica

Aperol spritz e polenta bianca con baccalà mantecato a Rialto, Venezia 
Moet & Chandon,  del gruppo di lusso Lvmh, lancia una nuova bevanda a base di spumante e succo di frutta naturale. E i veneti insorgono ma accolgono la sfida: "I prodotti copiati non funzionano mai"
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Ha già fatto drizzare le antenne ai produttori italiani di prosecco  e al mondo Aperol e Campari il Chandon Garden Spritz, il nuovo prodotto di Moet & Chandon -  del gruppo di lusso Lvmh- che ha l'ambizione di diventare la bevanda dell'estate. Chandon sta lanciando il suo "spritz" a base di spumante e succo di frutta naturale, e in Italia scoppia la rivoluzione tra produttori e appassionati della fresca, gustosa e colorata bevanda italiana simbolo dell’estate: lo spritz appunto. La nuova bevanda firmata da Moet & Chandon è a base di uno spumante realizzato in Argentina e si collocherà sulla scia di marchi come Aperol Spritz. La notizia è rimbalzata - creando un certo disappunto - in Veneto, patria del fortunato e amatissimo cocktail a base di spumante (quasi sempre prosecco), Aperol o Campari, acqua di Seltz e buccia di arancia. Si tratta di due prosotti diversi, ma il fatto di proporsi come cocktail fresco, simbolo di ferie e relax estivo, e soprattutto l'assonanza del nome rischiano di sollevare un polverone. Intanto, già la notizia ha frenato a Piazza Affari il titolo Campari che ha segnato una flessione dell’1,79% a 9,98 euro. 

 

La rivoluzione dei prosecchisti

Veste i panni del Robespierre in salsa italiana della rivoluzione che serpeggia fra i viticoltori veneti, Sandro Bottega, grande produttore di Prosecco e distillati (con 60 milioni di fatturato) che riflette in primis su Piazza Affari. "Le ripercussioni finanziarie sono bolle di breve durata - premette il produttore - Detto questo, se un’azienda francese fa un prodotto ispirato all'Italia vuol dire che riconosce la nostra originalità, come d’altronde l’aveva riconosciuta Napoleone che si è portato in Francia una quantità enorme delle nostre opere", ironizza il viticoltore. "Lo spritz è nato in Veneto, e parlo da veneto che lo sorseggia dell’età di 20 anni e anche prima ha assaggiato qualche goccia dal papà: l'originale è un cocktail che deve essere fatto con uno spumante fresco e fruttato, e ben difficilmente si accompagna al prodotto sia francese sia argentino. E credo che non potrà avere successo, come del resto non posso averlo in generale tutti i prodotti copiati", è la frecciata del produttore veneto.

Luca Giavi, direttore generale del Consorzio Prosecco Doc, accoglie la notizia del lancio del Chandon Garden Spritz con sportività. «Ciò che funziona - dice - viene imitato. È l’altra faccia del successo, un meccanismo fisiologico: come noi guardiamo con interesse cosa succede a casa d’altri, altrettanto fanno i nostri competitor. Fa però piacere che una volta tanto siano i francesi a inseguire un fenomeno tipicamente veneto e italiano. D’altra parte, lo Spritz sta mietendo consensi in tutto il mondo ed era chiaro che in tanti si sarebbero esercitati nel cercare di entrare in questo business».

Se poi a fare l’inseguitore è un grande produttore come Moet Hesseny, «ciò è la testimonianza di un’idea che noi abbiamo sempre sostenuto: il vino miscelato non è nulla di disdicevole, anzi è un sentiero percorribile senza alcuna vergogna». Piuttosto, aggiunge Giavi, «mi interesserà vedere come fanno a realizzere con il metodo classico un miscelato come lo Spritz, che ha sempre fatto della freschezza il suo fattore di maggior successo».

Anche per questo motivo, l’offensiva franco-argentina del Chandon Garden Spritz non preoccupa più di tanto i prosecchisti. «Noi vinceremo se sapremo avere riguardo alle caratteristiche del nostro prodotto - dicono dal Consorzio -. Inoltre, il miscelato rappresenta una parte tutto sommato marginale del nostro mercato, che è ben più ampio».

 

Moet Hennessy: lo richiede il mercato

Il nuovo prodotto risponde a un richiesta del mercato che sta vedendo una ripresa anche dei liquori. "C'è una ripresa molto forte della domanda" nel settore delle bevande di lusso, secondo Philippe Schaus, il ceo di Moet Hennessy, l'azienda di bevande di proprietà di Lvmh, il colosso del lusso francese. Una domanda, come riporta Bloomberg in un'intervista, alimentata dai risparmi dei consumatori accumulati nel corso della pandemia da Covid 19 e che, secondo l'azienda vedrà una "rinascita" dei liquori. A guidare la ripresa sono Australia e Stati Uniti, ma è visibile già anche in Paesi che devono ancora riaprire dalle restrizioni, come Italia, Germania e Francia. Tra le bevande per cui la domanda è più forte viene segnalato proprio il nuovo Chandon Garden Spritz, mentre è frenata la vodka, per via dei locali notturni chiusi. 

 

Campari: Aperol Spritz simbolo della rivincita della convivialità

Non entra nel merito della polemica il colosso Campari, che firma il brand mondiale Aperol Spritz, ma sottolinea la forza del marchio. Un marchio che nei giorni delle riaperture del mondo dei bar e dei ristoranti, lo scorso 26 aprile, quando il governo Draghi ha dato il via libera ad alzare le saracinesche dei locali, pur mantenendo diverse limitazioni, è apparso su spot e locandine in tv - una su tutte la BBC - sui giornali e sui social - Lady Gaga si è fatta ritrarre su instagram con uno spritz in mano - proprio come simbolo della speranza e della ripresa delle attività. 

"Aperol, con il suo signature drink Aperol spritz, è diventato un vero e proprio love brand in Italia e nel mondo - dice a ilGusto.it il Ceo, Bob Kunze-Concewitz - e non è quindi un caso se lo vediamo associato a tanti momenti di ritorno alla convivialità, grazie al progressivo avanzare della campagna vaccinale di massa e le conseguenti graduali riaperture del canale on premise. Osserviamo un fenomeno di 'revenge conviviality', una sorta di rivincita della convivialità dopo un lungo periodo di socialità limitata e per lo più domestica".