LA BOTTIGLIA

Poggio argentiera Capatosta Toscana rosso IGT

di Andrea Grignaffini

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In località Banditella, a Marina di Alberese, ai piedi della riserva naturale del Parco dell'Uccellina, incontriamo una realtà agricola di questo territorio: Poggio Argentiera. L’azienda vede la luce nel 1997 col primo insediamento a Podere Adua e coi primi vigneti collocati all'altezza del livello del mare dal quale distano soltanto 5 chilometri.
Nel 2001, l'azienda acquisisce anche Podere Keeling e lo fa per confrontarsi con un territorio diverso: quello dei terreni poveri e sassosi, a una maggiore altitudine, delle colline del comune di Scansano. È in questo periodo che, per il futuro e anticipando i tempi, si accosta e fa suo il regime biologico ed è anche in quegli anni che nasce, infatti, il Capatosta, un'etichetta che, complice una profondità austera ma espressiva, segnerà a lungo la strada delle interpretazioni del Sangiovese dentro e fuori della Maremma vitivinicola.
E scriviamo proprio del Toscana Rosso IGT  Capatosta, un uvaggio di Sangiovese e Alicante da vigne locate in zona Baccinello con suolo ricco di ciottoli di origine alluvionale e una buona parte di argille calcaree.
Dopo la raccolta manuale e le macerazioni a temperatura controllata con fermentazioni in serbatoi d’acciaio per quindici giorni, il vino viene accompagnato nel viaggio dell’affinamento in legno di rovere francese per tredici mesi. Nel momento dell’assaggio esprime le caratteristiche tipiche del territorio bolgherese ovvero una straordinaria eleganza, raffinatezza, finezza aromatica e autenticità.