Nasce “Roots” della coppia Pellegrino Potì ed è subito tutto prenotato

Nuova avventura con cotture di una volta, forno a legna. Sulla tradizione veglia lo sguardo di mamma Caterina

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Primo giorno di apertura il 15 maggio scorso, "e già tutto fully booked da Londra", senza posto neppure per una coppia di moscerini per tutta la settimana, gongolava il 14 Floriano pregustando un altro scossone al mondo della ristorazione salentina, già "provato" dai fasti di "Bros' ". Scorrano, Salento: al km 2 di via Supersano, altro paese gettato come un dado dopo Maglie, patria di Aldo Moro, splende adesso "Roots", luogo in cui un team creato come un Golem dal duo Floriano Pellegrino- Isabella Potì metterà d'ora in poi in scena il personalissimo ritorno al futuro della premiata ditta: ovvero, annuncia Floriano trionfante, il riaccostamento familiare alla tradizione salentina più hard.
 
Cotture di una volta, forno a legna e, soprattutto, giri di ronda della mamma di Floriano, Caterina, già conduttrice di un agriturismo nella zona, "Roots", che vuol dire "radici",  sarà infatti luogo vichiano: di corsi e ricorsi. "Tradizione sì, ma senza superficialità", spiega lo stellato salentino, "polpette di granu stumpatu e pasta a criscibrodu, per dirne due. Insomma, il nostro modo per ringraziare il territorio di quel che ci ha dato - la Stella, da ultima -  in maniera contemporanea e moderna. A modo nostro". Ovvero, al bando, per esempio, "i minchiareddhi comprati al supermercato: qui solo prodotti locali e artigianali", continua a raccontare Floriano Pellegrino. "A mio zio, che produce qui vicino un certo quantitativo di latte ogni giorno- e non di più, perché non gli conviene - ho detto: "Compra altre due mucche, ti pago io cinque euro per ogni litro".
 

Ma per gli aficionados già pronti a strapparsi i capelli nessuna paura: "Bros'", il primo stellato salentino, rimane al suo posto, ovvero in via degli Acaya 2 a Lecce, anche se chiuso martedì e mercoledì, quando a Scorrano arriverà il duo Pellegrino-Potì a dare manforte a mamma Caterina e all'head chef giapponese Yuta Bise, affiancato dal sous chef Juan e da un team di giovanissimi provenienti da ogni parte del mondo ("e devi vedere come si eccitano al cospetto di una cicureddhra  o di uno zangune: "Amazing", urlano"). Stagisti in quantità (cento domande solo nel primo giorno di diffusione della notizia del nuovo locale), menu decretato dalla stagione e dal mercato di Scorrano "ogni fucking giorno", prezzo politico e democratico di 50 euro a persona bevande escluse ("ma caffè compreso"), prenotazione solo per mail e zero camerieri per scelta strategica, "perché i ragazzi devono saper far tutto", conclude Floriano. "L'ho già detto: vogliamo far diventare il Salento il centro del mondo". E chissà...