Raee professionali: oltre il 90% raccolto e smaltito fuori dai canali ufficiali

Raee professionali: oltre il 90% raccolto e smaltito fuori dai canali ufficiali
Problema che si estende anche alla gestione delle stampanti professionali. La ricerca di Erion Professional e Polimi: “Il 44% viene gestito, ma solo il 5-10% è riciclato correttamente. Il resto? finisce in flussi sconosciuti”
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In un’ottica di economica circolare, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) professionali rappresentano un vero e proprio tesoro per il nostro Paese. Il problema è che solo il 5-10% dell’immesso sul mercato viene raccolto e riciclato dai sistemi ufficiali dei produttori: la gestione di questa tipologia di rifiuti, infatti, è troppo spesso svolta da operatori del libero mercato, ovvero soggetti informali i cui metodi di raccolta, trattamento e recupero degli stessi non sono né tracciati né rendicontati. La naturale conseguenza è l’insorgere di un’organizzazione frammentata con entità di piccole e medie dimensioni dove si nascondono pratiche ai limiti della normativa ed export non controllato.

 

Per questo motivo nel 2020 Erion Professional ha implementato Exceed, il primo programma di raccolta e riciclo dei Raee Professionali che promuove un approccio differente ai vecchi modelli di gestione della compliance B2B. Con l’obiettivo di creare valore per l’ambiente e partecipare in modo proattivo al conseguimento dei target europei, Exceed mette a disposizione dei produttori e del loro network diversi servizi personalizzati: dalla formazione ambientale a un’app per gestire il ritiro gratuito dei Raee, dalla semplificazione della gestione documentale a un call center dedicato per supporto e consulenza.

 

“L’Unione europea (D. Lgs. 49/2014) ci chiede un obiettivo di raccolta del 65% tra Raee domestici e Raee professionali, rispetto all’immesso sul mercato nei tre anni precedenti. Registriamo a oggi un gap superiore al 50%. Un divario sul quale il settore dei Raee professionali deve intervenire, soprattutto perché il tasso di raccolta è tutt’oggi irrilevante rispetto a quello dei rifiuti domestici”, afferma Daniela Valterio, presidente di Erion Professional.

 

Un impegno che Erion Professional prende molto sul serio tanto da estendere l’iniziativa, fino ad adesso attiva per le industrie specifiche della climatizzazione (Exceed Clima) e delle apparecchiature Horeca (Exceed Food), al settore delle stampanti destinate al mondo del business. Una necessità nata anche a seguito dei risultati dello studio “Quantificazione dei flussi di Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) nel settore delle stampanti professionali” realizzato per Erion Professional da Margherita Pero, Antonio Masi e Margherita Fabbri del Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, con la collaborazione di Isabella Capurso dell’area Consulting di Interzero Italy.

 

Lo spin-off Exceed Printing, fortemente voluto dai produttori del ‘compartimento stampanti’ del Consorzio mira quindi a intervenire in maniera proattiva nella gestione di questi rifiuti innalzando la quota di raccolta dei sistemi collettivi organizzati dai Produttori, gli unici in grado di garantirne gli elevati obiettivi di recupero. Lo studio ha infatti evidenziato che il fenomeno dei flussi paralleli colpisce particolarmente il settore delle stampanti professionali che, a differenza di altre tipologie di apparecchiature, hanno un “primo” ciclo di vita relativamente breve (circa 3/4 anni) divenendo poi merce appetibile per mercati terzi.

 

Infatti, su 500mila pezzi immessi sul mercato ogni anno (25mila tonnellate), complessivamente ne vengono gestiti in Italia solo il 44% (circa 220mila pezzi), pari a 11mila tonnellate. Di queste però, solo il 5-10% entra nel canale formale, l’unico in grado di operare secondo i principi dell’economia circolare garantendo gli obiettivi di recupero e riciclo e favorendo il re-inserimento delle materie prime seconde in nuovi cicli produttivi. Un altro 44% viene esportato o come Raee (circa il 7%) o come bene ancora funzionante da destinare al mercato dell’usato (37%), tipicamente in aree del secondo e terzo Mondo, sfuggendo così completamente alla tracciatura dei flussi. Un altro 10% (50mila) viene lasciato in magazzino, comportamento riscontrato soprattutto dalle Pubbliche Amministrazioni; infine, il restante 2% viene donato a onlus.

 

Dall’analisi emerge inoltre che, tra i principali aspetti critici legati al trattamento a fine vita, ci sono: difficoltà di gestione degli aspetti burocratici (molti step di processo spesso considerati difficoltosi e complessi), gli elevati costi legati alla gestione dello smaltimento e la complessità di recupero dei componenti dovuto al design del prodotto. Per la loro progettazione, infatti, le stampanti richiedono particolari procedure di trattamento. Tali processi hanno implicazioni sia sui costi di stoccaggio, sia di logistica. L’estrazione dei toner, ad esempio, è considerata spesso una pratica onerosa (a causa dei processi di macinazione del rifiuto e della successiva selezione delle materie) e questo potrebbe spingere alcuni a smaltire le macchine in maniera più sommaria ed economica.