Persone

Giuseppe Sala immagina la Milano a impatto zero

Giuseppe Sala  (Illustrazione: Motiejus Vaura)
Giuseppe Sala (Illustrazione: Motiejus Vaura) 
Isole pedonali, piste ciclabili, riforestazione urbana, pannelli fotovoltaici nei progetti del sindaco. Ma la rivoluzione verde inizierà dalla mobilità. Aspettando le Olimpiadi
2 minuti di lettura

Mezzi pubblici completamente elettrici entro il 2030, con il goal decisivo di una città che, rispondendo alle disposizioni europee, sia carbon neutral nel 2050. E poi: una percentuale di rifiuti riciclati del 75% nel 2028 e tre milioni di alberi piantati in tutta la Città Metropolitana in meno di dieci anni. Obiettivi ambiziosi, quelli della Milano green di Beppe Sala, su cui il Comune sta lavorando con strumenti trasversali: si va dai fondi per il Pnrr alle regole urbanistiche del Piano di governo del territorio, dalle Ztl ormai sempre più diffuse al Piano Aria Clima approvato qualche mese fa dall'aula di Palazzo Marino.


Progetti, tanti, ma anche messaggi politici e date simboliche. Tutto puntellato dalle difficoltà che il capoluogo lombardo, immerso nell'inquinata Pianura Padana, ha nel debellare le polveri sottili che ogni anno, come denuncia Legambiente, sforano i limiti consentiti.

Da tempo Milano ragiona in ottica di sostenibilità, anche come parte attiva di diversi network internazionali: uno su tutti C40, la rete globale delle città impegnate sul fronte del climate change. E ha anche vinto l'Earthshot Prize del principe William con gli hub antispreco. Ma è dal 2019, cioè quando il Consiglio comunale votò la dichiarazione di emergenza climatica chiesta da Friday for Future, che la transizione ecologica è un'ossessione di Sala e della sua giunta. Tanto che qualche mese dopo, a luglio, il sindaco, che nel 2021 ha anche aderito ai Verdi europei, istituì un assessorato alla Transizione ambientale. Delega trasversale che punta a una rivoluzione verde a medio e lungo termine. Il capitolo più importante, che poi è quello con più risorse a disposizione, è la mobilità. Ad oggi, tramite il Pnrr, sono arrivati più di 400 milioni di euro (oltre 700 se si considera tutta la Città Metropolitana) da impiegare per il rinnovo delle flotte di autobus, per il completamento di tramvie e linee della metropolitana e per allargare la rete delle piste ciclabili.

IL PROGRAMMA

Ed è proprio il capitolo trasporto pubblico che fa di Milano, secondo un report di Legambiente, la capitale italiana della mobilità a zero emissioni: in città il 76% delle vetture per il trasporto pubblico - tram, metropolitane e autobus - è a trazione elettrica. I bus elettrici oggi sono 170 su un totale di 1.200 mezzi: a questi se ne aggiungeranno altri 75 tra quest'anno e il 2023 per arrivare al full electric entro il 2030. Sempre nell'ambito della lotta al traffico e alle polveri sottili, nel febbraio del 2019 è stata introdotta Area B: si tratta di una delle Zone a traffico limitato più grandi d'Europa e copre in pratica tutta la superficie comunale. Quasi 200 telecamere, puntate su altrettanti varchi, vigilano sull'ingresso in città dei mezzi più inquinanti per i quali stanno scattando divieti progressivi anno per anno. Per disincentivare l'utilizzo delle auto private il Comune sta anche progettando in tutti i quartieri aree dove non si può marciare a più di 30 chilometri all'ora.

C'è infine un piano a lungo termine della Città Metropolitana - si chiama Biciplan Cambio - che punta alla realizzazione entro il 2035 di 750 chilometri di piste ciclabili che uniranno Milano con tutti i comuni dell'hinterland. Fa parte degli obiettivi a lungo termine - parliamo del 2030 - il Piano Aria Clima recentemente approvato dal Consiglio comunale. Un documento programmatico in cui sono illustrate diverse azioni da mettere in campo per la Milano green: pannelli fotovoltaici da installare sugli edifici pubblici, la progressiva eliminazione delle caldaie a gasolio, aumento della quota di rifiuti riciclati al 75% (ora è al 63%), incremento delle Zone 30, programmi di depavimentazione e riforestazione urbana. A questo proposito è attivo dal 2018 il progetto Forestami, promosso da diversi attori istituzionali e guidato, nel suo comitato scientifico, dall'architetto del Bosco Verticale, Stefano Boeri: il traguardo è piantare 3 milioni di nuovi alberi entro il 2030 (oggi siamo a 330 mila).

GLI SPEAKER

Gli interventi previsti sul piatto sono molti, il punto è capire se i tempi previsti saranno rispettati e se gli obiettivi a lungo termine saranno raggiunti con piccoli step concreti e misurabili a breve. A vigilare sulla realizzazione delle tante ambizioni ci sono non soltanto le associazioni ambientaliste, ma anche il gruppo dei Verdi in Consiglio comunale, guidato dall'ex assessore regionale e storico attivista Carlo Monguzzi. La mira è una: far sì che il sogno green, a Milano, non resti solo sulla carta.