Energia

Così la Norvegia vuole vendere lo stoccaggio del carbonio all'Europa

(foto: Northen Lights)
(foto: Northen Lights) 
Continuano i lavori della norvegese Northern Lights, che stringe i primi accordi per trasportare e stoccare l'anidride carbonica prodotta in eccesso da centrali e industrie europee
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Nell'immediato, per tutti, la parola d'ordine quando si parla di energia e consumi è risparmiare, ma l'urgenza per il clima non è cambiata. L'imperativo è sempre quello: ridurre le emissioni di anidride carbonica e ripensare la produzione di energia. Cercando, dove possibile, di mitigare gli effetti dannosi delle emissioni. È lo scopo che si prefiggono per esempio i progetti (discussi) per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (Carbon Capture and Storage, CSS), come Northern Lights, quella che si autodefinisce "la prima infrastruttura open source di trasporto e stoccaggio di CO2 al mondo". Di fatto un service per smaltire l'anidride carbonica che altrimenti raggiungerebbe l'atmosfera. Il progetto non è ancora attivo - le operazioni si stima che inizieranno nel 2024 - ma nelle scorse settimana il service per il CSS ha stretto alcune collaborazioni importanti per l'avvio delle attività.

In realtà non ci sono state solo collaborazioni. All'inizio del mese scorso, infatti, la Northen Lights ha avviato le operazioni di perforazione per la costruzione di un pozzo di iniezione nel mare del Nord, a circa 100 km da Bergen, come parte dei lavori che serviranno per pompare l'anidride carbonica, compressa e liquefatta, nel sottosuolo, in particolare all'interno della Johansen Formation a 2700 metri sotto il livello del mare. Le strategie di CSS mirano infatti a immagazzinare la CO2 catturata all'interno di formazioni geologiche, selezionate per essere "a tenuta", e consentire lo stoccaggio in sicurezza nel sottosuolo. Il progetto della Northern Lights non metterà direttamente qua la CO2: utilizza come base temporanea per ricevere l'anidride carbonica liquefatta un'area industriale che si trova a Øygarden, di fronte a Bergen, e comincia a mettere da parte collaborazioni importanti.

La scorsa settimana, infatti, è stata annunciata una collaborazione tra il progetto e la Yara Sluiskil, un'azienda che si occupa di produrre ammoniaca e fertilizzanti nei Paesi Bassi. Si tratta solo di un contratto, è vero, ma risponde agli intenti dichiarati della Northern Lights, di porsi cioè come venditore di servizi CSS, anche e soprattutto oltre i confini nazionali. Questo primo accordo internazionale prevede che la Yara Sluiskil si occuperà delle fasi di raccolta e liquefazione della CO2, che verrà poi trasportata, via mare, al sito di stoccaggio temporaneo di Øygarden. Si parla di circa 800 mila tonnellate di CO2, a partire dal 2025. "Questo ci aiuterà a dimostrare che il CSS è uno strumento climatico per l'Europa", ha commentato Børre Jacobsen, Managing Director della Northern Lights.