Fridays for Future
Sara Boanini, 19 anni, FFF Mantova cc Filippo Rigon
Sara Boanini, 19 anni, FFF Mantova cc Filippo Rigon 

Sara Boanini: "L'attivismo è politica: solo insieme salveremo Mantova da cemento e metano"

Venerdì 25 marzo lo sciopero globale per il clima e contro la guerra in Ucraina dei Fridays for Future, che scenderanno in piazza, dalla parte di chi paga il prezzo più alto della crisi, a livello globale e locale. Raccontiamo le loro storie per capire meglio chi sono e perché manifestano

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"Voglio entrare in politica". Non c'è esitazione nella voce di Sara Boanini, 19 anni e le idee ben chiare. È di Mantova, studia mediazione linguistica e relazioni internazionali ed è un'attivista di Fridays for Future. "Quello che facciamo nelle piazze è importantissimo. Ma vorrei fare qualcosa di concreto anche fuori dal movimento. Vorrei portare la visione dell'attivismo all'interno della politica".

Da poco è entrata anche nel coordinamento nazionale. "Per aiutare la mia città e tutti gli altri gruppi italiani", ribadisce per sottolineare la vocazione locale e globale del gruppo di ambientalisti. "C'è molto collegamento tra le diverse realtà. Ci parliamo e organizziamo eventi coordinati. Insieme siamo più forti". Fare attivismo, per Sara, è di per sé un atto politico. Ma per concretizzare il suo sogno è entrata a far parte del gruppo nazionale dei Fridays for Future chiamato appunto Politica, che si occupa di organizzare gli incontri coi ministri e di dare un indirizzo al movimento.

La sua sensibilità ambientale nasce due anni fa, insieme all'onda verde. "Ovunque si parlava di Greta Thunberg, quella ragazza col cartello che scioperava per il clima di fronte al parlamento svedese. All'inizio non sapevo tanto di crisi climatica e ambiente, ma questo è il punto di forza di Fridays for Future: informare le persone sulla situazione e far capire loro che si può fare qualcosa. Fridays può ispirare le persone ad agire".

Spinta dalla voglia di essere d'esempio, Sara sta preparando lo sciopero globale per il clima del 25 marzo. "A Mantova - racconta - scendiamo in piazza per ritrovarci. A causa del Covid, non solo come movimento, ma in generale come tutte le associazioni, è tanto che non si va in piazza e non si creano legami. Che sono fondamentali per affrontare le crisi che stiamo vivendo".
Il corteo partirà da piazza dei Mille alle 9.30 per terminare in piazza Martiri di Belfiore. Qui si alterneranno interventi e momenti di svago, organizzati insieme alle realtà associative mantovane come Rete Studenti Medi, Equal, Non una di Meno, Arcigay giovani e Arcigay La Salamandra. "Rivendichiamo necessità collettive", aggiunge. "Solo con il coordinamento dei movimenti abbiamo davvero la possibilità di cambiare le cose".

Come il destino dell'area dell'ex lago Paiolo, uno dei quattro specchi d'acqua artificiali che circondava Mantova e che è stato prosciugato nel 1700 per permettere lo sviluppo urbanistico della città. "Non tutti sanno che è un luogo dalla storia antichissima", spiega Sara. Il progetto prevede di costruire case, negozi, uffici e un parcheggio al servizio del vicino ospedale. Una cementificazione che interessa 96mila metri quadrati. "Invece potrebbe diventare area protetta perché è casa di specie vulnerabili come la rana di lataste e testuggine palustre europea. Io ci sono molto affezionata, ma soprattutto dal punto di vista ambientale è da tutelare. Anche perché resta una delle poche zone verdi della città".
L'altro argomento che porterà ragazze e ragazzi a manifestare è l'ampliamento a metano della centrale termoelettrica di Ostiglia. "La scusa è creare nuovi posti di lavoro - accusa Sara - ma qui la salute dei cittadini è già in pericolo. Senza considerare la necessità sempre più evidente di abbandonare i fossili in favore delle rinnovabili e di una vera transizione energetica".