Fridays for Future
Francesco Perini, 21 anni, FFF Bergamo
Francesco Perini, 21 anni, FFF Bergamo 

Francesco Perini: "Manifesto per la Terra dimenticata e la mia Bergamo ferita"

Venerdì 25 marzo lo sciopero globale per il clima e contro la guerra in Ucraina dei Fridays for Future, che scenderanno in piazza, dalla parte di chi paga il prezzo più alto della crisi, a livello globale e locale. Raccontiamo le loro storie per capire meglio chi sono e perché manifestano

2 minuti di lettura

Curiosamente, a illuminare Francesco, è stato proprio il Laudato sì di Papa Francesco. Quando insieme alla professoressa di storia e ai suoi compagni di classe ha analizzato l'enciclica del Pontefice del 2015, più si è addentrato nel messaggio più ha scoperto l'importanza di battersi per salvare l'ambiente e il nostro Pianeta. Così ha deciso: poco dopo si è unito ai Fridays For Future. Francesco Perini è uno dei responsabili di Fridays For Future Bergamo, città che più di altre è stata profondamente colpita dalla pandemia e che ora prova a risollevarsi. "Speriamo sempre tenendo a mente le questioni ambientali", ricorda il 21enne oggi impegnato nel servizio civile.

"Sono cresciuto in un ambiente, la mia famiglia, sempre molto attento alle scelte ecologiche e alimentari", racconta parlando di come è iniziata la sua avventura nell'onda verde. "In seconda liceo però, quando è uscita l'enciclica del Papa, analizzandola, per me è stato un nuovo inizio. Poco dopo, in quinta, insieme ai miei compagni abbiamo iniziato a sentire parlare di Greta Thunberg e del primo sciopero e così abbiamo subito pensato che anche Bergamo avesse bisogno di questa spinta per fermare le emissioni".

Da allora Perini ha continuato a scioperare e scendere in piazza in nome del futuro della Terra e dei suoi ecosistemi, ma anche della sua Bergamo. Proprio lì il 25 marzo, giornata del nuovo grande sciopero globale per il clima, gli attivisti terranno una serie di iniziative per sottolineare i problemi della transizione ecologica, la decarbonizzazione, ma anche la pace e la "necessità di coinvolgere sempre di più i giovanissimi delle scuole in queste battaglie".
 
In centro a Bergamo, in largo Porta Nuova, "dalle 10 alle 13 faremo una manifestazione statica: staremo lì a raccontare e dare spazio a voci, una manifestazione plurale che coinvolgerà più persone, comitati e associazioni per ragionare insieme sui passi da affrontare per combattere la crisi climatica", spiega. Sarà anche un'occasione per parlare dei problemi del territorio bergamasco. "Uno di questi è il consumo di suolo. È legato anche allo sviluppo dell'autostrada Brebemi e i suoi insediamenti logistici. Insieme ad altre associazioni da tempo stiamo cercando di aprire il dibattito sul consumo e sugli impatti di questa struttura".
Nel 2023 inoltre, con Bergamo (insieme a Brescia) capitale della cultura e in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, "il nostro territorio rischia di diventare un crocevia che porterà a diverse trasformazioni, a stravolgere la città. Quello che chiediamo è partecipazione: se ci devono essere dei cambiamenti devono essere pensati in nome dell'ambiente e dei cittadini. Per esempio qui si parla di raddoppio della ferrovia: non siamo contrari, ma quando si ipotizzano barriere insonorizzanti alte sette metri e mezzo, che taglieranno a metà quartieri della città e dei paesi, noi allora chiediamo un ripensamento, una attuazione diversa, in ottica più di una metropolitana leggera meno impattante".

Oltre a questioni di parcheggi e mobilità ancora da risolvere, nella provincia di Bergamo c'è poi un luogo dove gli effetti della crisi climatica sono sempre ben visibili. "Nel 2020, in estate, abbiamo fatto un requiem sul Monte Gleno, dove c'era un ghiacciaio scomparso. Simbolicamente abbiamo suonato laddove non c'è più: un modo per sottolineare come gli effetti della crisi climatica non sono lontani o chissà dove, ma sono qui e ora. Un altro esempio? Le grandinate dovute da eventi meteo intensi che hanno distrutto i campi e la siccità che stiamo vivendo proprio in questo inverno". 
Motivi per cui vale impegnarsi nel cambiare le cose, perché come ricordava proprio il Papa nella sua enciclica, quella che ha tanto toccato il giovane attivista di Fridays For Future, "troppo spesso abbiamo pensato di essere padroni e abbiamo rovinato, distrutto, inquinato quell'armonia di viventi in cui siamo inseriti".