Tutela ambientale

Italia Nostra contro le deroghe al Piano casa Sardegna: "Minacciano la salvaguardia delle coste"

Italia Nostra contro le deroghe al Piano casa Sardegna: "Minacciano la salvaguardia delle coste"
L'associazione ambientalista riporta la sentenza della Corte Costituzionale e sottolinea: "Indispensabile una pianificazione paesaggistica che tenga conto anche dei beni oltre i 300 chilometri dal litorale"
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Italia Nostra prende posizione contro il Piano Casa Sardegna riportando la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illeggitime le continue deroghe al Piano. Riportando ampi stralci della sentenza della Consulta, l'associazione ambientalista sottolinea che sono "illegittime le continue proroghe" e il piano è "l'ennesimo tentativo di smantellamento del Piano paesaggistico regionale (Ppr) da parte della Regione Sardegna". Italia Nostra ribadisce "il valore di bene paesaggistico d'insieme della fascia costiera, che si estende ben oltre i 300 metri tutelati dalla normativa statale, con la conferma dell'inderogabilità delle disposizioni di salvaguardia dei beni paesaggistici del terzo tipo, vincolati direttamente dal Ppr".
 

L'associazione ritiene che sia stata "totalmente sconfessata la tesi della Regione che da anni sostiene la declassificazione di tali beni - tra i quali rientrano, oltre alla fascia costiera, anche tutti i centri storici dell'isola - con la dichiarata assenza della necessità dell'attività di copianificazione col ministero della Cultura. La Corte, viceversa, ne ha rimarcato l'importanza in quanto il sistema della pianificazione paesaggistica, che deve essere salvaguardato nella sua impronta unitaria e nella sua forza vincolante, rappresenta attuazione dell'art. 9 Cost. ed è funzionale a una tutela organica e di ampio respiro, che non tollera interventi frammentari e incoerenti."
 

Italia Nostra prosegue che "È stato sconfessato l'intero impianto normativo regionale, in contrasto con principi consolidati, invalicabili anche dalle leggi future, che pongono fine alla possibilità di un continuo rinnovo del Piano Casa, in proroga da 12 anni. A parere della Corte, infatti, è proprio l'indefinito succedersi delle proroghe, ancorate all'entrata in vigore di una nuova legge regionale sul governo del territorio o a termini di volta in volta differiti, che interferisce con la tutela paesaggistica e determina il vulnus denunciato dal ricorrente".
 

La Corte ha dichiarato l'illegittimità di buona parte dell'articolo 5 della legge regionale che riguarda gli incrementi volumetrici nelle zone urbanistiche residenziali, di espansione residenziale, turistiche proprio per mancanza di compatibilità con le prescrizioni del piano paesaggistico regionale. Non sono fondate, invece, le censure sugli incrementi in zona A, cioè le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico, di particolare pregio ambientale o tradizionale.