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Un'arnia da giardino e le api da adottare a km zero. "Così aiutiamo apicoltori e biodiversità"

Beeing, startup romagnola di giovani trentenni, propone adozioni a chilometri zero, con la possibilità di visitare e monitorare le api. "E' anche un'idea regalo per preservare la biodiversità". Ecco come funziona
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Non solo alberi da adottare, ma anche api. L'uso di pesticidi, la perdita di biodiversità e distruzione di habitat, le specie invasive e gli impatti della crisi climatica come l'aumento delle temperature, hanno ridotto di un terzo il numero di impollinatori nel mondo avviandoli verso un destino sempre più incerto.


Le api non sono soltanto insetti fondamentali per gli ecosistemi, dato che senza di loro un terzo delle piante da fiore non produrrebbe semi, ma sono anche alla base di un mercato - quello del miele - sempre più in difficoltà che, nonostante l'ottima qualità del miele italiano, è minacciato sia dalla crisi climatica che dalla contraffazione.  

A soffrire, sono oggi soprattutto i piccoli apicoltori biologici che pagano il prezzo della crisi. Ecco perché a una giovane startup  romagnola, chiamata Beeing e composta da un gruppo di trentenni, è venuto in mente di offrire ai consumatori la possibilità di adottare un alveare con l'aggiunta di poterlo visitare e monitorare, al motto di "vicino agli occhi, vicino al cuore".

Chiunque, da un privato cittadino a una azienda, con un piccolo contributo economico può adottare a distanza un alveare del proprio territorio, gestito secondo criteri biologici, in modo da offrire un sostegno alla protezione delle api e l'apicoltura responsabile. Il tutto, rispetto ad altri progetti di adozione, con il  valore aggiunto che ogni "genitore" può recarsi a visitare e conoscere i segreti dell'apiario scelto e vedere dal vivo come stanno gli insetti.

Elisa Flamini, project manager di Beeing, racconta a Green&Blue come è nata l'idea. "Beeing è una realtà nata nel 2019. Uno dei due giovani fondatori, Roberto Pasi, si era ritrovato all'improvviso ad avere a che fare con le arnie ereditate dal nonno, rendendosi conto delle difficoltà odierne degli apicoltori. In breve è nata la collaborazione con un ingegnere informatico, Gabriele Garavini, e insieme hanno deciso di occuparsi di tutela delle api ma soprattutto diffusione dell'apicoltura urbana: hanno creato B-box, un'arnia innovativa che permette di allevare le api anche in contesti cittadini in modo sicuro, persino sul balcone. Nel tempo, mentre si parlava di declino delle api, le persone si sono dimostrate sempre più attente a questi insetti ma molte non avevano spazi o possibilità di gestirle: così è nata l'idea di proporre l'adozione di un alveare, con nuovi aspetti più attenti al tema della sostenibilità".

Il progetto "adotta un alveare" si basa oggi su  un network di circa 40 apicoltori biologici distribuiti in tutta Italia e permette alle persone che adottano di andare a trovare le proprie api.
 
Funziona così: "Un cittadino o un'azienda va sul sito di Beeing, seleziona la regione di appartenenza - perché noi incentiviamo il km 0 per ridurre le emissioni - e troverà le schede di alcuni apicoltori. Può scegliere quello più vicino e decidere fra tre opzioni. Di default si riceverà del miele millefiori e un certificato di adozione, poi esistono opzioni base che permettono di avere mezzo chilo di miele prodotto dalle api adottate e semi biologici amici delle api, oppure se si è interessati a una esperienza completa in apiario si può scegliere un percorso che offre una formazione di 45 minuti insieme all'apicoltore selezionato".
 
Le opzioni di adozione vanno da 14 euro circa sino a 79 euro per l'"expérience" e ogni passo nel mondo delle api "è un modo per promuovere sia le piccole realtà virtuose italiane che fanno miele, sia l'importanza delle api stesse per preservare la biodiversità".

Dalla startup spiegano che in questo mondo c'è "sempre più difficoltà. I nostri apicoltori ci dicono che ci sono sempre meno api e sono più fragili. Hanno a che fare sia con nemici naturali e alieni, come la vespa velutina, sia con quelli antropici, dato che l'uomo fra pesticidi e crisi climatica ha fatto tanti danni".

La crisi del miele

I numeri della crisi sono riportati anche nel report di ottobre 2021 dell'Osservatorio nazioale miele. Si parla di annata deludente con scarsissimi risultati a causa di una primavera 2021 colpita da eventi climatici estremi, con danni per i raccolti di miele corbezzolo dovuti alla siccità, l'azzeramento delle transazioni di miele d'acacia, mentre per quanto riguarda il miele millefiori convenzionale i dati parlano di una produzione di 5.70 kg/alveare per il 2021, rispetto ai 14.86 kg/alveare della produzione media potenziale 2015-2020. Per dare un'idea: nel 2020 la media produttiva per alveare è stata di circa 13 chilogrammi, quest'anno poco sopra i 5.  La produzione si è quindi ridotta di oltre la metà.

"Ecco perché è importante trovare un modo per promuovere le piccole realtà virtuose italiane e il miele italiano. In Italia oggi c'è più sensibilizzazione sul tema e crediamo che le scelte dell' Europa, con le nuove limitazioni dei pesticidi, siano un buon segnale, seppur ancora insufficiente per aiutare gli impollinatori" spiega Flamini.

Contro la contraffazione

L'invito ad adottare alveari è dunque rivolto a tutti coloro che vogliono sostenere apicoltori e api nostrane, ma è anche un metodo per assicurarsi "miele biologico italiano di qualità", andando a vedere con i propri occhi come viene prodotto, contro "quella contraffazione del miele sempre più presente da certi mercati come la Cina, dove ormai viene proposto miele a prezzi iper competitivi, irrealistici, spesso  tagliato con zucchero e altre sostanze".

In vista del Natale, l'adozione di un alveare può quindi essere "un gradito regalo, come stanno già facendo diverse persone o aziende che hanno adottato interi apiari per i dipendenti. Un regalo sostenibile che, simile a quello di adozione di alberi che ci aiutano nella lotta alle emissioni, può essere fondamentale per sostenere la biodiversità".