Conservazione

Sardegna, nasce uno squalo nell'acquario: "Probabile partenogenesi"

A Cala Gonone, una femmina di palombo ha partorito senza essere fecondata da un maschio: "Se confermato dalle analisi sarebbe il primo caso al mondo documentato per questa specie"
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Benvenuta, Speranza. Si chiama Ispera, speranza in sardo, la piccola di squalo palombo nata lo scorso giugno nell’Acquario di Cala Gonone, in Sardegna. Una buona notizia per una specie in pericolo e un evento che, se confermato, potrebbe essere unico al mondo, poiché Ispera potrebbe essere nata per partenogenesi, senza cioè la fecondazione di un maschio. La femmina di squalo che l'ha partorita vive infatti nella vasca pelagica della struttura sarda da dieci anni insieme a un solo altro esemplare femmina della sua specie. Se confermata dalle analisi del Dna, si tratterebbe perciò del primo caso documentato al mondo di partenogenesi per il Mustelus mustelus, nome scientifico del palombo.

La partenogenesi, o nascita verginale, è il metodo riproduttivo di alcune piante e alcuni animali in cui l’uovo si sviluppa senza essere stato fecondato, dando vita a un nuovo organismo che è quasi un “clone” del genitore. Uno dei meccanismi più comuni è quello in cui l'uovo viene fecondato da un'altra cellula uovo ancora immatura, che di fatto si comporta quasi come uno spermatozoo. Questo processo può essere anche facoltativo: specie che normalmente si riproducono sessualmente, come alcuni rettili, pesci e persino uccelli, possono farlo per partenogenesi per la difficoltà delle femmine di incontrare un partner.

Negli ultimi anni non è la prima volta che uno squalo si riproduce per partenogenesi, ma la nascita di Ispera sarebbe il primo caso registrato per i palombo. “Non esistono casi documentati di partenogenesi per questa specie negli acquari pubblici europei”,  spiega Flavio Gagliardi, biologo e direttore dell’Acquario di Cala Gonone. E aggiunge: “Ci sono state delle nascite anche al North Sea Oceanarium di Hirtshals, in Danimarca, ma la struttura ospita esemplari di entrambi i sessi quindi a nessuno è mai venuto il dubbio di controllare se si trattasse o meno di una nascita per partenogenesi”. Una scoperta del genere aprirebbe la strada alla ricerca per verificare quanto questo processo sia utilizzato dal palombo anche in natura.  

Questo squalo è una specie costiera, diffusa tra il mare del Nord Atlantico occidentale e il Mediterraneo, che vive tra i 5 e i 50 metri di profondità, ma può spingersi fino a 625. Non è pericoloso per l’uomo ma, secondo i dati raccolti dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), la sua esistenza è in pericolo nel mar Mediterraneo a causa dell’overfishing, cioè la pratica per cui una specie viene pescata più velocemente di quanto riesca a riprodursi. L’Iucn infatti stima una riduzione del 50 per cento della popolazione nei prossimi 20 anni a causa del “prelievo insostenibile di elevate quantità di individui sessualmente immaturi”.

Un’altra spiegazione per la nascita di Ispera potrebbe essere quella che i due esemplari dell’acquario siano stati fecondati prima di essere accolti e che abbiano conservato e mantenuto in vita lo sperma per poi riutilizzarlo. “La probabilità è però bassa”, sostiene Gagliardi. “Esistono specie animali che utilizzano questa pratica, ma non è mai stata documentata dopo così tanti anni”. Le due femmine di palombo sono infatti arrivate all’acquario verso la fine del 2010, circa 10 anni fa. Da allora sono nella vasca pelagica, con i sui 350mila litri d’acqua e i suoi 5-6 metri di profondità, e non hanno mai avuto modo di incontrare un esemplare maschio. “Sarebbe comunque una scoperta straordinaria, anche se non fosse partenogenesi”, sottolinea Gagliardi.

L’ultima parola spetta all’Istituto Zooprofilattico di Torino a cui sono stati mandati i campioni di dna delle due femmine, della nuova arrivata e di uno dei due esemplari nati in passato con le stesse modalità ma che non sono sopravvissuti. Appena riusciranno a portare a termine le analisi, rallentate dall’emergenza Covid, saranno loro a ufficializzare la scoperta.