I LAVORI GREEN

Professionisti del verde, l'ingegnera specialista in rinnovabili: "Riconverto dal petrolio all'eolico e sono in pace con la coscienza"

Chiara Di Maio lavora nella sua città, Genova, alla Erg: "mi occupo di progetti per la realizzazione dei parchi eolici, dalla verifica di fattibilità all'installazione delle turbine. L'ostacolo più grosso? La burocrazia e la frammentazione delle competenze"
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Se non fosse diventata un ingegnera chimico esperto nel settore delle energie rinnovabili, forse Chiara Di Maio gestirebbe un “panificio sociale”: un posto dove occupare i migranti, dove far lievitare lentamente la pasta madre e sfornare pane da vendere porta a porta. È il suo sogno nel cassetto e, chissà, in futuro potrebbe avverarsi. Intanto, la trentunenne ha trovato una risposta alla sua esigenza di sentirsi utile (in pace con la coscienza, come dice lei) rivestendo un ruolo importante all’interno di una grande azienda che si è convertita dal petrolio alle fonti energetiche più pulite. Perché l’occasione giusta l’aspettava proprio a Genova, la sua città.

Dopo la laurea triennale conseguita nel capoluogo ligure, Chiara frequenta il biennio di specializzazione in Ingegneria energetica e nucleare presso il Politecnico di Torino. In vista della tesi finale, parte per il Brasile con il programma Erasmus; qui raccoglie materiale e studia le applicazioni dell’idrogeno, risorsa fino ad allora poco esplorata. Nel 2017, tornata a casa e fresca del titolo di dottoressa, entra con uno stage semestrale in Erg: il gruppo – che è controllato dalla famiglia Garrone-Mondini e conta circa 800 dipendenti – è il primo operatore eolico in Italia e tra i principali in Europa, ma produce anche elettricità derivata da acqua, sole e gas naturale.

 

 

“Al termine di quell’anno – racconta Chiara – mi hanno assunta. Per raggiungere l’obiettivo sono stati decisivi sia l’appoggio dei miei genitori, da cui sono dipesa economicamente finché non ho percepito un vero stipendio, sia un po’ di faccia tosta. Una volta concluso lo stage, invece di andarmene, mi sono presentata all’ufficio Risorse umane e ho chiesto di partecipare a un bando con cui la Fondazione Garrone finanziava un percorso di perfezionamento. Ho cominciato così, alternando lavoro e formazione. Mentre immaginavo di trasferirmi in Germania per trovare un impiego, ho avuto l’opportunità di rimanere a Genova”.

 

Come spiega nella serie podcast “Il mio futuro è green: le professioni verdi”, prodotta da Sofidel per il lancio della campagna “#LaNostraCartaMigliore”, Chiara impara il mestiere sul campo: “L’università non valorizza la pratica. Eppure l’esperienza è fondamentale per capire quale sia davvero la propria strada ed eventualmente correggere il tiro. Oggi nessuno pensa di svolgere la stessa professione per tutta la vita. Per quanto mi riguarda, in Erg riesco a esercitare la mia vocazione. Voglio contribuire a migliorare il pianeta e, per ora, lo faccio impegnandomi per la rivoluzione energetica. Mi considero parte del cambiamento che ci condurrà a un modello di sviluppo più sostenibile”.

Un cambiamento che Erg ha intrapreso una quindicina d’anni fa, quando ha chiuso il capitolo delle raffinerie e dei distributori di benzina per aprire quello delle risorse rinnovabili. Dallo scorso gennaio Chiara è responsabile di sotto-area e, insieme ai suoi collaboratori, segue i progetti per la realizzazione di nuovi parchi eolici. È un processo complesso, che richiede tempo: inizia con la verifica della fattibilità e sfocia, in caso di esito positivo, nell’installazione delle turbine.

 

“I clienti che hanno a disposizione un’area libera, un greenfield, si rivolgono a noi per sapere se sia possibile costruirvi un impianto. Con le torri anemometriche misuriamo velocità, direzione e caratteristiche del vento; formuliamo poi statistiche, in base alle quali altri colleghi stabiliscono il numero di pale da montare e la potenza di energia che si può generare. Valutati costi e benefici, quindi, sono i consulenti a suggerire all’impresa se si tratti di un investimento valido. Devo dire che il nostro mercato è in crescita e che la fatica viene ripagata dalla soddisfazione di far nascere qualcosa di buono”.

Chiara è convinta che la sua generazione sia più consapevole dell’urgenza di tagliare le emissioni inquinanti, di ridurre i consumi e di puntare sull’energia pulita. Ricorda che i corsi del Politecnico erano affollati di coetanei, anche perché molte industrie cercano figure preparate in quest’ambito. “O invertiamo la rotta o il mondo sarà invivibile. Certo, non è facile. Spesso ci si scontra con gli interessi di grossi centri di potere o con resistenze di tipo politico”.

Un esempio? “Stiamo curando la riqualificazione dei parchi eolici italiani con un obiettivo: meno turbine, ma più avanzate tecnologicamente. Tuttavia, le lungaggini burocratiche e il ritardo con cui riceviamo le autorizzazioni necessarie rischiano di mandare in fumo gli interventi, di renderli obsoleti. È sacrosanto porre regole stringenti, ma occorre superare la frammentazione delle competenze e armonizzare le decisioni dei diversi enti pubblici. Capita che si contraddicano tra loro... Del resto, credo che il problema riveli una più generale mancanza di senso della collettività”.

Nonostante gli ostacoli, Chiara non si demoralizza. E ai giovani consiglia di mettersi in gioco: “Io ho un lavoro sicuro, che si svolge prevalentemente dietro a una scrivania. Potrebbe sembrare incoerente con la mia passione per la bicicletta e il mio dinamismo, invece incarna l’amore per la natura e la fiducia nell’energia sostenibile. Voi siate ancora più coraggiosi. Se avete idee audaci, provate ad attuarle. Il bello della nostra epoca è che possiamo fare ciò che ci piace. E la mia unica certezza è che, qualunque cosa il domani mi riservi, non accetterei mai incarichi in contrasto con i miei princìpi”.