Animali

La balena Wally stremata a Maiorca: i biologi pensano di sopprimerla

Dopo aver risalito le coste italiane, il giovane cetaceo è ora alle Baleari. Si spera che attraverso lo stretto di Gibilterra possa tornare nell'Oceano dove la sua specie vive, ma è troppo debole
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La pietà o la speranza. Ci vorrebbe un miracolo, di quelli che solo la natura sa regalare, affinché Wally finisca il suo viaggio. Ma la realtà è ben lontana: la magnifica balena grigia che da più di due mesi nuota nel Mediterraneo, così lontano e diverso dal suo Pacifico, secondo biologi marini è in fin di vita. Non ha più riserve di grasso, non ha forze, è sola e persa: immaginare che possa continuare la sua straordinaria avventura, diventata nota in tutto il mondo dopo il suo avvistamento in Italia, per molti esperti sarebbe impensabile. Per questo, da qualche giorno, le autorità spagnole che operano dove Wally è stata avvistata per l'ultima volta, nelle turchesi acque di Maiorca, stanno pensando di effettuare una sorta di eutanasia per aiutarla a smettere di soffrire ed evitare uno spiaggiamento.


La storia di questa giovane balena di oltre sette metri, con un'età presunta di un anno e qualche mese, è ormai tristemente nota. Wally, così è stata ribattezzata poi, si sarebbe persa mesi fa, forse nelle acque dell'Artico dove potrebbe essersi diretta - probabilmente con la madre - per cibarsi, così come abitualmente fanno le balene grigie, animali che vivono nel nord del Pacifico e si riproducono in coste come quella della Baja California, per poi migrare a nutrirsi vero nord, Alaska e acque artiche. 

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Come aveva raccontato a Green & Blue lo scienziato messicano Jorge Urban, fra i massimi esperti al mondo di questi cetacei, forse sfruttando un varco nell'Artico sempre più sciolto a causa della crisi climatica, Wally si è persa navigando verso sud. Dall'Islanda all'Irlanda e poi giù, lungo le coste portoghesi, sino a passare lo stretto di Gibilterra, navigando al largo della costa marocchina - dove fu avvistata - sino all'Italia all'isola di Ponza, dove è stata fotografata, filmata e da dove è partito il percorso di identificazione con un verdetto che ha stupito tutti: quella balena era una grigia, avvistata per la prima volta nella storia in Italia e specie rarissima nel Mediterraneo. 


Cibandosi in acque basse, Wally da Ponza ha iniziato lentamente e per settimane a risalire lo Stivale: avvistamenti nel Golfo di Napoli, video di diportisti che l'accarezzano al largo di Sorrento, altre immagini dell'animale a Ischia, Gaeta, poi Viareggio e ancora la Liguria, dove sono stati presi nuovi dati, nuove misure nel tentativo di conoscere di più su questo esemplare così lontano da casa. Poi, a inizio maggio, dopo più di due settimane in Italia,  Wally viene vista in acque francesi e da lì sembra dare l'impressione di aver finalmente intrapreso il viaggio di ritorno: la direzione è verso sud, verso lo stretto di Gibilterra, la porta per l'Atlantico da cui - solo con una incredibile impresa - avrebbe la chance di tornare a casa.  "Il problema è il cibo - aveva raccontato il professor Urban dal Messico - se si riesce a cibare potrebbe avere qualche chance di sopravvivere".


Ma dovendo spostarsi, consumare energie e adattarsi a un mare ben diverso dal suo oceano, Wally finora è riuscita a nutrirsi pochissimo ed è da subito apparsa molto magra, provata, malata. Nonostante fosse ormai privo di forze, il cetaceo ha però continuato a viaggiare verso sud, prima osservato al largo di Barcellona e poi di Ibiza. La speranza era quella che continuasse a scendere, ma intorno al 20 maggio è cambiato tutto: era più a nord,  lungo la costa turchese di Maiorca, immortalata con foto e video in acque cristalline, ormai magrissima, quasi irriconoscibile.

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Talmente mal messa che il Ministero dell'ambiente e del territorio delle Baleari,  Fondazione Palma Aquarium, Save The Med, Università di Valencia e altre realtà che stanno monitorando l'animale, non hanno escluso l'idea di intervenire per porre fine alle sue sofferenze. Wally respirava a fatica, prima di scomparire di nuovo nel blu, e gli esperti si sono detti convinti che la possibilità che possa morire in pochi giorni sia alta.  Se c'è chi, come detto, vista la sua agonia pensa a una soppressione,  in molti al contrario suggeriscono che sarà meglio lasciar fare alla natura il suo corso. A suggerire la soppressione è però la necessità di evitare un eventuale spiaggiamento, che comporta sia costi di smaltimento sia rischi a livello di igiene.


A questo punto, in attesa di decidere purtroppo restano pochissime possibilità: Wally potrebbe morire lì, nelle acque di Santa Ponsa amate dai tanti turisti accorsi a fotografare l'animale, oppure spiaggiarsi da qualche parte probabilmente lungo la costa di Maiorca, o ancora scomparire nel blu, senza darci traccia, come accade per molti cetacei, e lasciarci sognare un piccolo miracolo, che si compia quel suo disperato ritorno a casa che la balena grigia d'Italia insegue senza sosta da mesi.