Ambiente

Batterie, 70 progetti per sfidare la Cina

Alimentazione auto elettriche, l’Europa punta al sorpasso nella produzione per ridurre la dipendenza da Pechino. Verso la creazione di filiere locali. Previsti accordi pubblico-privato

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L'Europa ha già superato la Cina nella vendita di auto elettriche, ma ora punta al sorpasso anche nella produzione delle batterie, fondamentale per conquistare la leadership globale e ridurre la dipendenza da Pechino. Si tratta di un obiettivo ambizioso che non sarà certo raggiunto nel giro di un paio di anni, ma gli investimenti e i progetti messi in campo negli ultimi mesi hanno già permesso di accorciare la distanza. Tanto che nel 2025 il Vecchio Continente potrebbe essere pienamente autosufficiente.

La transizione verso la mobilità elettrica è uno dei punti-chiave del Green Deal europeo, il Patto Verde che dovrebbe portare i Paesi dell’Unione a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Per arrivarci, la Commissione europea ha fissato una serie di obiettivi. Tra questi, nel capitolo mobilità, ce n’è uno che riguarda proprio l’elettrico: entro il 2030 dovranno esserci in circolazione 30 milioni di veicoli “puliti”, con un obiettivo intermedio di 13 milioni entro il 2025. Sulle strade europee attualmente ce ne sono circa 1,5 milioni e per raggiungere il target del 2030 bisogna certamente incrementare il numero delle colonnine per la ricarica (dalle 250 mila di oggi a 3 milioni). Ma la vera sfida è sul fronte industriale.


L’Europa ha già conquistato la leadership mondiale nel 2020 per quanto riguarda la produzione di veicoli elettrici, superando la Cina con 1,3 milioni di mezzi (più del doppio rispetto al 2019 e per quest’anno le stime parlano di 1,9 milioni di mezzi). Ora però vuole incrementare la produzione di batterie, creando una filiera locale per azzerare la dipendenza dall’estero. Questo vuol dire avere accesso alle materie prime, investire in ricerca e innovazione, sviluppare l’industria, avere lavoratori altamente qualificati e al tempo stesso garantire la sostenibilità ambientale del processo produttivo, compresa la parte relativa allo smaltimento e al riciclo dei componenti.

Le grandi case automobilistiche europee si stanno organizzando perché l’elettrico rappresenta inevitabilmente il business del futuro. Sono già stati lanciati circa 70 progetti industriali attraverso un massiccio volume di investimenti: nel 2019 hanno toccato quota 60 miliardi, il triplo di quelli registrati in Cina. E la svolta può arrivare anche grazie a una partnership pubblico-privato transnazionale. Per questo nel 2017 è nata l’Alleanza europea per le batterie che vede coinvolti la Commissione, una decina di governi, ma anche i principali attori dell’industria europea e gli istituti di ricerca. Il 12 marzo c’è stato il quinto vertice tra i ministri dei 14 Paesi coinvolti nella catena produttiva dell’elettrico per fare il punto della situazione e definire le priorità, come l’accesso alle materie prime e la riqualificazione dei lavoratori (800 mila da qui al 2025). I governi hanno anche deciso di adottare entro il 2022 il nuovo regolamento Ue sulle batterie, proposto dalla Commissione a dicembre, che fissa rigorosi standard ambientali.


Bruxelles ha già approvato due progetti europei di interesse comune, ai quali partecipano 59 aziende e 12 Stati, tra cui l’Italia: uno nel dicembre del 2019 e uno proprio nel gennaio di quest’anno per un totale di 6,1 miliardi di euro di fondi pubblici in grado di mobilitarne fino a 20 con l’intervento dei privati. Dal 2017 a oggi la produzione europea di batterie è passata dal 3% al 7% del mercato globale. Secondo una recente analisi di Bloomberg, nel 2030 potrebbe arrivare al 31% e insidiare così la leadership cinese.


Catl, numero uno al mondo nella produzione di batterie elettriche, è cinese, ma aumenterà la sua produzione in Europa. Dove però le aziende locali non staranno a guardare. Volkswagen ha annunciato 15 miliardi di investimenti per realizzare sei fabbriche, anche grazie alla collaborazione con la svedese Northvolt. Mentre Automotive Cells Company – frutto di una joint venture tra Stellantis e Total – punta a produrre un milione di batterie l’anno entro il 2030 all’interno di due stabilimenti a Douvrin (Francia) e Kaiserslautern (Germania), dove saranno riconvertite le linee ora utilizzate per realizzare motori a combustione.