Risparmio

L'edificio intelligente si vede dalla facciata interattiva

Cellia 
Si chiama Cellia ed è un modulo che permette di spostare in esterni cablaggio, comandi, illuminazione, fotovoltaico e altri componenti di impianto. Montata su edifici vecchi o nuovi (purché senza balconi) può far risparmiare fino all'80% di energia
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Riqualificare il patrimonio immobiliare italiano è anche una questione di facciata. Letteralmente. Se ristrutturare gli edifici esistenti aiuta a diminuirne l’impatto ambientale e a evitare ulteriore cementificazione, altrettanto vero è che relativi costi, tempi e disagi costituiscono spesso un ostacolo. Perciò, per semplificare le cose, è nata Cellia: la “facciata interattiva” che si apprestano a lanciare sul mercato Progetto Cmr, società milanese di progettazione integrata, e Gruppo Focchi, industria di Rimini specializzata nel settore dell’architettura. Si tratta di un modulo, un involucro nel quale sono racchiusi comandi o componenti di impianti che solitamente si trovano all’interno dei palazzi e che, in questo modo, vengono applicati sulla facciata.

La cellula interattiva riunisce in uno spessore limitato (circa 20-30 centimetri) tutte le funzioni legate a riscaldamento, climatizzazione, ventilazione, produzione e consumo di energia. Può essere montata su costruzioni vecchie e nuove, purché siano dotate di sistemi centralizzati e abbiano superfici continue, senza balconi: in particolare, è pensata per sedi di uffici, alberghi e strutture ospedaliere. I moduli possono essere personalizzati in ogni elemento, sono realizzati e quasi totalmente assemblati in fabbrica; così si velocizza l’installazione e si riducono imperfezioni o rischi della messa in opera in cantiere. Quest’ultimo, essendo esterno e isolato, permette di mantenere l’edificio abitato durante i lavori.

Cellia può anche contenere il cablaggio, il passaggio della rete dati e di quella per la distribuzione dell’energia elettrica. Può fare da supporto a pannelli fotovoltaici. Ma pure a sistemi per l’illuminazione interna ed esterna del palazzo oppure a strumenti per schermare la luce e il calore, come frangisole fissi o tende motorizzate. La cellula, poi, può essere rivestita con diversi materiali (metallo, intonaco, ceramica) in base all’estetica della facciata, alla sua esposizione o a eventuali vincoli architettonici. Infine, la parte digitale. Il modulo interagisce con un’app che consente di monitorare sia la temperatura sia le prestazioni energetiche dell’edificio e, all’occorrenza, di attivare o spegnere gli impianti.

“Con Cellia – spiega Massimo Roj, amministratore delegato di Progetto Cmr – vorremmo contribuire a colmare lo scarto tra la domanda crescente di immobili a basso impatto ambientale e la scarsità dell’offerta. In Italia, solo il 5% degli edifici rientra nelle prime quattro classi energetiche”. La cellula interattiva, in pratica, vuole essere un incentivo alla sostenibilità.

Cellia 

Come? “In generale – prosegue Roj – migliorare le condizioni di una facciata porta fino all’80% di risparmio energetico. A parità di risultati, però, applicare i nostri moduli costa il 10-15% in meno rispetto agli interventi tradizionali di ristrutturazione. Non solo. All’interno dell’edificio si recupera spazio perché si eliminano macchine e condutture, mentre la manutenzione è facile e non invasiva”.

Cellia è un prototipo brevettato, a cui si è arrivati dopo più di un decennio di progettazione e sperimentazione. “L’abbiamo studiata per la prima volta sulle Torri Garibaldi di Milano – ricorda Roj – ci siamo avvalsi della collaborazione di aziende importanti per garantire la massima qualità di ciascun componente”.