Il caso

Nucleare, l'Italia alla Francia: consultateci se allungate la vita alle centrali vicine

Il nostro ministero dell'Ambiente ha inviato una nota alle autorità transalpine per chiedere "il coinvolgimento del nostro Paese, in relazione all'ipotesi di estensione della licenza dei reattori nucleari che si trovano in prossimità dei nostri confini"
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L'Italia vuole essere consultata dalla Francia nel caso in cui Parigi voglia prolungare l'attività delle centrali nucleari più vicine alla Penisola. Nei giorni scorsi, infatti, il nostro ministero dell'Ambiente ha inviato una nota alle autorità transalpine per chiedere "il coinvolgimento del nostro Paese, in relazione all'ipotesi di estensione della licenza dei reattori nucleari che si trovano in prossimità dei nostri confini".

La richiesta italiana segue la decisione dell'Autorità per la Sicurezza Nucleare (Asn) francese che lo scorso dicembre ha avviato una consultazione pubblica per decidere in merito all'estensione per altri dieci anni dell'attività produttiva di reattori vetusti (da 900 Mw ciascuno), che stanno per raggiungere i 40 anni di attività, il limite massimo di operatività previsto per questi reattori.

 

Una consultazione solo nazionale, che ha coinvolto i cittadini francesi. Ma, fanno notare dal ministero dell'Ambiente, non "ha considerato la necessità di informare e far partecipare il nostro Paese". Il timore è che un eventuale incidente possa avere impatti anche sul territorio italiano. D'altra parte era l'inutilità dei confini rispetto alle possibili nubi radioattive fu uno dei cavalli di battaglia di chi si schierò contro il referendum che avrebbe messo al bando il nucleare in Italia: "Inutile vietare le centrali da noi se poi i nostri vicini ne costruiscono decine a ridosso dei confini", si diceva allora.

Ma aldilà del buonsenso, la partecipazione dei Paesi vicini alle discussioni pubbliche è un diritto fissato dalla Convenzione di Espoo, adottata nel 1991, che impegna i governi a garantire la possibilità anche ai cittadini degli Stati confinanti, che potrebbero essere danneggiati, di partecipare a una consultazione transfrontaliera sui progetti proposti.

"Per questo", spiega il sottosegretario all'Ambiente Roberto Morassut, "abbiamo chiesto a Parigi che venga avviata una consultazione transfrontaliera, nell'ottica di un percorso decisionale basato sulla trasparenza, sull'informazione e sulla partecipazione", così come è stato con l'avvio delle consultazioni sulla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnpai) per il deposito nazionale dei rifiuti nucleari".

Una decisione accolta con favore dagli ambientalisti: Greenpeace Italia ha ringraziato il governo per aver accolto l'appello lanciato dall'organizzazione ambientalista e aver inviato una nota ufficiale al governo francese, chiedendo di permettere alle italiane e agli italiani di partecipare alla consultazione pubblica in corso sul prolungamento di altri dieci anni dell'attività di 32 reattori nucleari.

"È piuttosto ovvio che cittadine e cittadini italiani siano "parte interessata" in questa consultazione pubblica", sottolinea Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. "Per questo Greenpeace Italia, con una lettera, aveva chiesto con urgenza al ministero dell'Ambiente di attivarsi con la controparte francese per garantire a cittadine e cittadini italiani il diritto di partecipare a una consultazione pubblica che sia "equivalente a quella garantita ai cittadini della Parte di origine".