Transizione energetica ed economia circolare, A2A investirà 16 miliardi in 10 anni

Il piano industriale al 2030 della multi-utility italiana di ambiente, energia, calore, reti e tecnologie per le città intelligenti. Le previsioni: utile a +8% annuo; seimila assunzioni dirette nell'arco del decennio. Mazzoncini: abbiamo visione condivisa, sostenibile e rispettosa del futuro
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A2A - la multi-utility italiana di ambiente, energia, calore, reti e tecnologie per le città intelligenti - ha messo a punto il proprio Piano industriale al 2030, che prevede 16 miliardi di investimenti in 10 anni. Di questi, 10 miliardi sono per la transizione energetica e 6 per l'economia circolare. L'utile netto è previsto in crescita dell'8% medio annuo e i dividendi di almeno il 3%. Triplicata la capacità installata da fonti rinnovabili a 5,7 Gw a fine Piano, previste seimila assunzioni dirette nell'arco dei 10 anni.

Il nuovo Piano Industriale al 2030 di A2A prevede investimenti "per il 90% in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite", noti anche come 'Sdg'. Il margine operativo lordo è destinato a crescere più di 2 volte a oltre 2,5 miliardi di euro a fine periodo, mentre le emissioni di CO2 sono previste in calo del 47%, in linea con gli obiettivi definiti dall'Accordo di Parigi e approvati dalla Science Based Targets Initiative (Sbti). A2A, da anni all'avanguardia nella termovalorizzazione dei rifiuti, intende "recuperare ulteriori 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti" da utilizzare "come materia o energia", sottraendoli così alla discarica.

Quanto alla transizione energetica, saranno dismessi gli impianti a carbone entro il 2022. Nel contempo il Gruppo prevede di sviluppare "nuove Fer (fonti rinnovabili) che contribuiranno al 58% della produzione di energia al 2030", con interventi per "migliorare la resilienza e l'adeguatezza del sistema elettrico". In programma anche un piano di "elettrificazione dei consumi", affiancato da una accelerazione nella crescita delle rinnovabili" e dal "supporto alle esigenze di flessibilità del sistema elettrico".


Il nuovo Piano industriale al 2030 di A2A "segna un punto di svolta, coniugando coraggio e concretezza", ha spiegato l'amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini, sottolineando che con questo strumento consente di perseguire "obiettivi di sostenibilità sfidanti e target economici di crescita molto importanti per il Gruppo, che si affaccia al mercato europeo". "Per la prima volta A2A ha una strategia di lungo termine, con 16 miliardi di euro di investimenti dedicati allo sviluppo dell'economia circolare e alla transizione energetica". "Queste  - ha sottolineato - sono le solide basi che ci consentiranno di realizzare infrastrutture strategiche, innovative ed essenziali per la crescita e il rilancio del Paese, di essere ambiziosi e guardare all'Europa". "Il nostro nuovo modello - ha concluso Mazzoncini - è una visione del mondo condivisa, sostenibile e rispettosa del futuro, a cui vogliamo dare il nostro contributo quotidiano".